LIBRI SAPIENZIALI

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GIOBBE

1

[1] C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male.

[2] Gli erano nati sette figli e tre figlie;

[3] possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente.

[4] Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme.

[5] Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta.

[6] Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro.

[7] Il Signore chiese a satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Da un giro sulla terra, che ho percorsa".

[8] Il Signore disse a satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male".

[9] Satana rispose al Signore e disse: "Forse che Giobbe teme Dio per nulla?

[10] Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra.

[11] Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!".

[12] Il Signore disse a satana: "Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui". Satana si allontanò dal Signore.

[13] Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore,

[14] un messaggero venne da Giobbe e gli disse: "I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi,

[15] quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo".

[16] Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo".

[17] Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo".

[18] Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore,

[19] quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo".

[20] Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò

[21] e disse:
"Nudo uscii dal seno di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!".

[22] In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

2

[1] Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore.

[2] Il Signore disse a satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Da un giro sulla terra che ho percorsa".

[3] Il Signore disse a satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo".

[4] Satana rispose al Signore: "Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita.

[5] Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!".

[6] Il Signore disse a satana: "Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita".

[7] Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo.

[8] Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere.

[9] Allora sua moglie disse: "Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!".

[10] Ma egli le rispose: "Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?".
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

[11] Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo.

[12] Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere.

[13] Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore.

3

[1] Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno;

[2] prese a dire:

[3] Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: "È stato concepito un
uomo!".

[4] Quel giorno sia tenebra,
non lo ricerchi Dio dall'alto,
né brilli mai su di esso la luce.

[5] Lo rivendichi tenebra e morte,
gli si stenda sopra una nube
e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno!

[6] Quel giorno lo possieda il buio
non si aggiunga ai giorni dell'anno,
non entri nel conto dei mesi.

[7] Ecco, quella notte sia lugubre
e non entri giubilo in essa.

[8] La maledicano quelli che imprecano al giorno,
che sono pronti a evocare Leviatan.

[9] Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
speri la luce e non venga;
non veda schiudersi le palpebre dell'aurora,

[10] poiché non mi ha chiuso il varco del grembo
materno,
e non ha nascosto l'affanno agli occhi miei!

[11] E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?

[12] Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e perché due mammelle, per allattarmi?

[13] Sì, ora giacerei tranquillo,
dormirei e avrei pace

[14] con i re e i governanti della terra,
che si sono costruiti mausolei,

[15] o con i principi, che hanno oro
e riempiono le case d'argento.

[16] Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bimbi che non hanno visto la luce.

[17] Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi,
laggiù riposano gli sfiniti di forze.

[18] I prigionieri hanno pace insieme,
non sentono più la voce dell'aguzzino.

[19] Laggiù è il piccolo e il grande,
e lo schiavo è libero dal suo padrone.

[20] Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore,

[21] a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,

[22] che godono alla vista di un tumulo,
gioiscono se possono trovare una tomba...

[23] a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?

[24] Così, al posto del cibo entra il mio gemito,
e i miei ruggiti sgorgano come acqua,

[25] perché ciò che temo mi accade
e quel che mi spaventa mi raggiunge.

[26] Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo e viene il tormento!

4

[1] Elifaz il Temanita prese la parola e disse:

[2] Se si tenta di parlarti, ti sarà forse gravoso?
Ma chi può trattenere il discorso?

[3] Ecco, tu hai istruito molti
e a mani fiacche hai ridato vigore;

[4] le tue parole hanno sorretto chi vacillava
e le ginocchia che si piegavano hai rafforzato.

[5] Ma ora questo accade a te e ti abbatti;
capita a te e ne sei sconvolto.

[6] La tua pietà non era forse la tua fiducia
e la tua condotta integra, la tua speranza?

[7] Ricordalo: quale innocente è mai perito
e quando mai furon distrutti gli uomini retti?

[8] Per quanto io ho visto, chi coltiva iniquità,
chi semina affanni, li raccoglie.

[9] A un soffio di Dio periscono
e dallo sfogo della sua ira sono annientati.

[10] Il ruggito del leone e l'urlo del leopardo
e i denti dei leoncelli sono frantumati.

[11] Il leone è perito per mancanza di preda
e i figli della leonessa sono stati dispersi.

[12] A me fu recata, furtiva, una parola
e il mio orecchio ne percepì il lieve sussurro.

[13] Nei fantasmi, tra visioni notturne,
quando grava sugli uomini il sonno,

[14] terrore mi prese e spavento
e tutte le ossa mi fece tremare;

[15] un vento mi passò sulla faccia,
e il pelo si drizzò sulla mia carne...

[16] Stava là ritto uno, di cui non riconobbi
l'aspetto,
un fantasma stava davanti ai miei occhi...
Un sussurro..., e una voce mi si fece sentire:

[17] "Può il mortale essere giusto davanti a Dio
o innocente l'uomo davanti al suo creatore?

[18] Ecco, dei suoi servi egli non si fida
e ai suoi angeli imputa difetti;

[19] quanto più a chi abita case di fango,
che nella polvere hanno il loro fondamento!
Come tarlo sono schiacciati,

[20] annientati fra il mattino e la sera:
senza che nessuno ci badi, periscono per sempre.

[21] La funicella della loro tenda non viene forse strappata?
Muoiono senza saggezza!".

5

[1] Chiama, dunque! Ti risponderà forse qualcuno?
E a chi fra i santi ti rivolgerai?

[2] Poiché allo stolto dà morte lo sdegno
e la collera fa morire lo sciocco.

[3] Io ho visto lo stolto metter radici,
ma imputridire la sua dimora all'istante.

[4] I suoi figli sono lungi dal prosperare,
sono oppressi alla porta, senza difensore;

[5] l'affamato ne divora la messe
e gente assetata ne succhia gli averi.

[6] Non esce certo dalla polvere la sventura
né germoglia dalla terra il dolore,

[7] ma è l'uomo che genera pene,
come le scintille volano in alto.

[8] Io, invece, mi rivolgerei a Dio
e a Dio esporrei la mia causa:

[9] a lui, che fa cose grandi e incomprensibili,
meraviglie senza numero,

[10] che dà la pioggia alla terra
e manda le acque sulle campagne.

[11] Colloca gli umili in alto
e gli afflitti solleva a prosperità;

[12] rende vani i pensieri degli scaltri
e le loro mani non ne compiono i disegni;

[13] coglie di sorpresa i saggi nella loro astuzia
e manda in rovina il consiglio degli scaltri.

[14] Di giorno incappano nel buio
e brancolano in pieno sole come di notte,

[15] mentre egli salva dalla loro spada l'oppresso,
e il meschino dalla mano del prepotente.

[16] C'è speranza per il misero
e l'ingiustizia chiude la bocca.

[17] Felice l'uomo, che è corretto da Dio:
perciò tu non sdegnare la correzione
dell'Onnipotente,

[18] perché egli fa la piaga e la fascia,
ferisce e la sua mano risana.

[19] Da sei tribolazioni ti libererà
e alla settima non ti toccherà il male;

[20] nella carestia ti scamperà dalla morte
e in guerra dal colpo della spada;

[21] sarai al riparo dal flagello della lingua,
né temerai quando giunge la rovina.

[22] Della rovina e della fame ti riderai
né temerai le bestie selvatiche;

[23] con le pietre del campo avrai un patto
e le bestie selvatiche saranno in pace con te.

[24] Conoscerai la prosperità della tua tenda,
visiterai la tua proprietà e non sarai deluso.

[25] Vedrai, numerosa, la prole,
i tuoi rampolli come l'erba dei prati.

[26] Te ne andrai alla tomba in piena maturità,
come si ammucchia il grano a suo tempo.

[27] Ecco, questo abbiamo osservato: è così.
Ascoltalo e sappilo per tuo bene.

6

[1] Allora Giobbe rispose:

[2] Se ben si pesasse il mio cruccio
e sulla stessa bilancia si ponesse la mia sventura...

[3] certo sarebbe più pesante della sabbia del mare!
Per questo temerarie sono state le mie parole,

[4] perché le saette dell'Onnipotente mi stanno infitte,
sì che il mio spirito ne beve il veleno
e terrori immani mi si schierano contro!

[5] Raglia forse il somaro con l'erba davanti
o muggisce il bue sopra il suo foraggio?

[6] Si mangia forse un cibo insipido, senza sale?
O che gusto c'è nell'acqua di malva?

[7] Ciò che io ricusavo di toccare
questo è il ributtante mio cibo!

[8] Oh, mi accadesse quello che invoco,
e Dio mi concedesse quello che spero!

[9] Volesse Dio schiacciarmi,
stendere la mano e sopprimermi!

[10] Ciò sarebbe per me un qualche conforto
e gioirei, pur nell'angoscia senza pietà,
per non aver rinnegato i decreti del Santo.

[11] Qual la mia forza, perché io possa durare,
o qual la mia fine, perché prolunghi la vita?

[12] La mia forza è forza di macigni?
La mia carne è forse di bronzo?

[13] Non v'è proprio aiuto per me?
Ogni soccorso mi è precluso?

[14] A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici,
anche se ha abbandonato il timore di Dio.

[15] I miei fratelli mi hanno deluso come un torrente,
sono dileguati come i torrenti delle valli,

[16] i quali sono torbidi per lo sgelo,
si gonfiano allo sciogliersi della neve,

[17] ma al tempo della siccità svaniscono
e all'arsura scompaiono dai loro letti.

[18] Deviano dalle loro piste le carovane,
avanzano nel deserto e vi si perdono;

[19] le carovane di Tema guardano là,
i viandanti di Saba sperano in essi:

[20] ma rimangono delusi d'avere sperato,
giunti fin là, ne restano confusi.

[21] Così ora voi siete per me:
vedete che faccio orrore e vi prende paura.

[22] Vi ho detto forse: "Datemi qualcosa"
o "dei vostri beni fatemi un regalo"

[23] o "liberatemi dalle mani di un nemico"
o "dalle mani dei violenti riscattatemi"?

[24] Istruitemi e allora io tacerò,
fatemi conoscere in che cosa ho sbagliato.

[25] Che hanno di offensivo le giuste parole?
Ma che cosa dimostra la prova che viene da voi?

[26] Forse voi pensate a confutare parole,
e come sparsi al vento stimate i detti di un disperato!

[27] Anche sull'orfano gettereste la sorte
e a un vostro amico scavereste la fossa.

[28] Ma ora degnatevi di volgervi verso di me:
davanti a voi non mentirò.

[29] Su, ricredetevi: non siate ingiusti!
Ricredetevi; la mia giustizia è ancora qui!

[30] C'è forse iniquità sulla mia lingua
o il mio palato non distingue più le sventure?

7

[1] Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario?

[2] Come lo schiavo sospira l'ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,

[3] così a me son toccati mesi d'illusione
e notti di dolore mi sono state assegnate.

[4] Se mi corico dico: "Quando mi alzerò?".
Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino
all'alba.

[5] Ricoperta di vermi e croste è la mia carne,
raggrinzita è la mia pelle e si disfà.

[6] I miei giorni sono stati più veloci d'una spola,
sono finiti senza speranza.

[7] Ricordati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene.

[8] Non mi scorgerà più l'occhio di chi mi vede:
i tuoi occhi saranno su di me e io più non sarò.

[9] Una nube svanisce e se ne va,
così chi scende agl'inferi più non risale;

[10] non tornerà più nella sua casa,
mai più lo rivedrà la sua dimora.

[11] Ma io non terrò chiusa la mia bocca,
parlerò nell'angoscia del mio spirito,
mi lamenterò nell'amarezza del mio cuore!

[12] Son io forse il mare oppure un mostro marino,
perché tu mi metta accanto una guardia?

[13] Quando io dico: "Il mio giaciglio mi darà
sollievo,
il mio letto allevierà la mia sofferenza",

[14] tu allora mi spaventi con sogni
e con fantasmi tu mi atterrisci.

[15] Preferirei essere soffocato,
la morte piuttosto che questi miei dolori!

[16] Io mi disfaccio, non vivrò più a lungo.
Lasciami, perché un soffio sono i miei giorni.

[17] Che è quest'uomo che tu nei fai tanto conto
e a lui rivolgi la tua attenzione

[18] e lo scruti ogni mattina
e ad ogni istante lo metti alla prova?

[19] Fino a quando da me non toglierai lo sguardo
e non mi lascerai inghiottire la saliva?

[20] Se ho peccato, che cosa ti ho fatto,
o custode dell'uomo?
Perché m'hai preso a bersaglio
e ti son diventato di peso?

[21] Perché non cancelli il mio peccato
e non dimentichi la mia iniquità?
Ben presto giacerò nella polvere,
mi cercherai, ma più non sarò!

8

[1] Allora prese a dire Bildad il Suchita:

[2] Fino a quando dirai queste cose
e vento impetuoso saranno le parole della tua bocca?

[3] Può forse Dio deviare il diritto
o l'Onnipotente sovvertire la giustizia?

[4] Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui,
li ha messi in balìa della loro iniquità.

[5] Se tu cercherai Dio
e implorerai l'Onnipotente,

[6] se puro e integro tu sei,
fin d'ora veglierà su di te
e ristabilirà la dimora della tua giustizia;

[7] piccola cosa sarà la tua condizione di prima,
di fronte alla grandezza che avrà la futura.

[8] Chiedilo infatti alle generazioni passate,
poni mente all'esperienza dei loro padri,

[9] perché noi siamo di ieri e nulla sappiamo,
come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra.

[10] Essi forse non ti istruiranno e ti parleranno
traendo le parole dal cuore?

[11] Cresce forse il papiro fuori della palude
e si sviluppa forse il giunco senz'acqua?

[12] È ancora verde, non buono per tagliarlo,
e inaridisce prima d'ogn'altra erba.

[13] Tale il destino di chi dimentica Dio,
così svanisce la speranza dell'empio;

[14] la sua fiducia è come un filo
e una tela di ragno è la sua sicurezza:

[15] si appoggi alla sua casa, essa non resiste,
vi si aggrappi, ma essa non regge.

[16] Rigoglioso sia pure in faccia al sole
e sopra il giardino si spandano i suoi rami,

[17] sul terreno sassoso s'intreccino le sue radici,
tra le pietre attinga la vita.

[18] Se lo si toglie dal suo luogo,
questo lo rinnega: "Non t'ho mai visto!".

[19] Ecco la gioia del suo destino
e dalla terra altri rispuntano.

[20] Dunque, Dio non rigetta l'uomo integro,
e non sostiene la mano dei malfattori.

[21] Colmerà di nuovo la tua bocca di sorriso
e le tue labbra di gioia.

[22] I tuoi nemici saran coperti di vergogna
e la tenda degli empi più non sarà.

9

[1] Giobbe rispose dicendo:

[2] In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione innanzi a Dio?

[3] Se uno volesse disputare con lui,
non gli risponderebbe una volta su mille.

[4] Saggio di mente, potente per la forza,
chi s'è opposto a lui ed è rimasto salvo?

[5] Sposta le montagne e non lo sanno,
egli nella sua ira le sconvolge.

[6] Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.

[7] Comanda al sole ed esso non sorge
e alle stelle pone il suo sigillo.

[8] Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare.

[9] Crea l'Orsa e l'Orione,
le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.

[10] Fa cose tanto grandi da non potersi indagare,
meraviglie da non potersi contare.

[11] Ecco, mi passa vicino e non lo vedo,
se ne va e di lui non m'accorgo.

[12] Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?
Chi gli può dire: "Che fai?".

[13] Dio non ritira la sua collera:
sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di Raab.

[14] Tanto meno io potrei rispondergli,
trovare parole da dirgli!

[15] Se avessi anche ragione, non risponderei,
al mio giudice dovrei domandare pietà.

[16] Se io lo invocassi e mi rispondesse,
non crederei che voglia ascoltare la mia voce.

[17] Egli con una tempesta mi schiaccia,
moltiplica le mie piaghe senza ragione,

[18] non mi lascia riprendere il fiato,
anzi mi sazia di amarezze.

[19] Se si tratta di forza, è lui che dà il vigore;
se di giustizia, chi potrà citarlo?

[20] Se avessi ragione, il mio parlare mi
condannerebbe;
se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo.

[21] Sono innocente? Non lo so neppure io,
detesto la mia vita!

[22] Per questo io dico: "È la stessa cosa":
egli fa perire l'innocente e il reo!

[23] Se un flagello uccide all'improvviso,
della sciagura degli innocenti egli ride.

[24] La terra è lasciata in balìa del malfattore:
egli vela il volto dei suoi giudici;
se non lui, chi dunque sarà?

[25] I miei giorni passano più veloci d'un corriere,
fuggono senza godere alcun bene,

[26] volano come barche di giunchi,
come aquila che piomba sulla preda.

[27] Se dico: "Voglio dimenticare il mio gemito,
cambiare il mio volto ed essere lieto",

[28] mi spavento per tutti i miei dolori;
so bene che non mi dichiarerai innocente.

[29] Se sono colpevole,
perché affaticarmi invano?

[30] Anche se mi lavassi con la neve
e pulissi con la soda le mie mani,

[31] allora tu mi tufferesti in un pantano
e in orrore mi avrebbero le mie vesti.

[32] Poiché non è uomo come me, che io possa
rispondergli:
"Presentiamoci alla pari in giudizio".

[33] Non c'è fra noi due un arbitro
che ponga la mano su noi due.

[34] Allontani da me la sua verga
sì che non mi spaventi il suo terrore:

[35] allora io potrò parlare senza temerlo,
perché così non sono in me stesso.

10

[1] Stanco io sono della mia vita!
Darò libero sfogo al mio lamento,
parlerò nell'amarezza del mio cuore.

[2] Dirò a Dio: Non condannarmi!
Fammi sapere perché mi sei avversario.

[3] È forse bene per te opprimermi,
disprezzare l'opera delle tue mani
e favorire i progetti dei malvagi?

[4] Hai tu forse occhi di carne
o anche tu vedi come l'uomo?

[5] Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un uomo,
i tuoi anni come i giorni di un mortale,

[6] perché tu debba scrutare la mia colpa
e frugare il mio peccato,

[7] pur sapendo ch'io non sono colpevole
e che nessuno mi può liberare dalla tua mano?

[8] Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto
integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?

[9] Ricordati che come argilla mi hai plasmato
e in polvere mi farai tornare.

[10] Non m'hai colato forse come latte
e fatto accagliare come cacio?

[11] Di pelle e di carne mi hai rivestito,
d'ossa e di nervi mi hai intessuto.

[12] Vita e benevolenza tu mi hai concesso
e la tua premura ha custodito il mio spirito.

[13] Eppure, questo nascondevi nel cuore,
so che questo avevi nel pensiero!

[14] Tu mi sorvegli, se pecco,
e non mi lasci impunito per la mia colpa.

[15] Se sono colpevole, guai a me!
Se giusto, non oso sollevare la testa,
sazio d'ignominia, come sono, ed ebbro di miseria.

[16] Se la sollevo, tu come un leopardo mi dai la
caccia
e torni a compiere prodigi contro di me,

[17] su di me rinnovi i tuoi attacchi,
contro di me aumenti la tua ira
e truppe sempre fresche mi assalgono.

[18] Perché tu mi hai tratto dal seno materno?
Fossi morto e nessun occhio m'avesse mai visto!

[19] Sarei come se non fossi mai esistito;
dal ventre sarei stato portato alla tomba!

[20] E non son poca cosa i giorni della mia vita?
Lasciami, sì ch'io possa respirare un poco

[21] prima che me ne vada, senza ritornare,
verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte,

[22] terra di caligine e di disordine,
dove la luce è come le tenebre.

11

[1] Allora Zofar il Naamatita prese la parola e disse:

[2] A tante parole non si darà risposta?
O il loquace dovrà aver ragione?

[3] I tuoi sproloqui faranno tacere la gente?
Ti farai beffe, senza che alcuno ti svergogni?

[4] Tu dici: "Pura è la mia condotta,
io sono irreprensibile agli occhi di lui".

[5] Tuttavia, volesse Dio parlare
e aprire le labbra contro di te,

[6] per manifestarti i segreti della sapienza,
che sono così difficili all'intelletto,
allora sapresti che Dio ti condona parte della tua
colpa.

[7] Credi tu di scrutare l'intimo di Dio
o di penetrare la perfezione dell'Onnipotente?

[8] È più alta del cielo: che cosa puoi fare?
È più profonda degli inferi: che ne sai?

[9] Più lunga della terra ne è la dimensione,
più vasta del mare.

[10] Se egli assale e imprigiona
e chiama in giudizio, chi glielo può impedire?

[11] Egli conosce gli uomini fallaci,
vede l'iniquità e l'osserva:

[12] l'uomo stolto mette giudizio
e da ònagro indomito diventa docile.

[13] Ora, se tu a Dio dirigerai il cuore
e tenderai a lui le tue palme,

[14] se allontanerai l'iniquità che è nella tua mano
e non farai abitare l'ingiustizia nelle tue tende,

[15] allora potrai alzare la faccia senza macchia
e sarai saldo e non avrai timori,

[16] perché dimenticherai l'affanno
e te ne ricorderai come di acqua passata;

[17] più del sole meridiano splenderà la tua vita,
l'oscurità sarà per te come l'aurora.

[18] Ti terrai sicuro per ciò che ti attende
e, guardandoti attorno, riposerai tranquillo.

[19] Ti coricherai e nessuno ti disturberà,
molti anzi cercheranno i tuoi favori.

[20] Ma gli occhi dei malvagi languiranno,
ogni scampo è per essi perduto,
unica loro speranza è l'ultimo respiro!

12

[1] Giobbe allora rispose:

[2] È vero, sì, che voi siete la voce del popolo
e la sapienza morirà con voi!

[3] Anch'io però ho senno come voi,
e non sono da meno di voi;
chi non sa cose simili?

[4] Ludibrio del suo amico è diventato
chi grida a Dio perché gli risponda;
ludibrio il giusto, l'integro!

[5] "Per la sventura, disprezzo", pensa la gente
prosperosa,
"spinte, a colui che ha il piede tremante".

[6] Le tende dei ladri sono tranquille,
c'è sicurezza per chi provoca Dio,
per chi vuol ridurre Dio in suo potere.

[7] Ma interroga pure le bestie, perché ti
ammaestrino,
gli uccelli del cielo, perché ti informino,

[8] o i rettili della terra, perché ti istruiscano
o i pesci del mare perché te lo faccian sapere.

[9] Chi non sa, fra tutti questi esseri,
che la mano del Signore ha fatto questo?

[10] Egli ha in mano l'anima di ogni vivente
e il soffio d'ogni carne umana.

[11] L'orecchio non distingue forse le parole
e il palato non assapora i cibi?

[12] Nei canuti sta la saggezza
e nella vita lunga la prudenza.

[13] In lui risiede la sapienza e la forza,
a lui appartiene il consiglio e la prudenza!

[14] Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire,
se imprigiona uno, non si può liberare.

[15] Se trattiene le acque, tutto si secca,
se le lascia andare, devastano la terra.

[16] Da lui viene potenza e sagacia,
a lui appartiene l'ingannato e l'ingannatore.

[17] Rende stolti i consiglieri della terra,
priva i giudici di senno;

[18] scioglie la cintura dei re
e cinge i loro fianchi d'una corda.

[19] Fa andare scalzi i sacerdoti
e rovescia i potenti.

[20] Toglie la favella ai più veraci
e priva del senno i vegliardi.

[21] Sui nobili spande il disprezzo
e allenta la cintura ai forti.

[22] Strappa dalle tenebre i segreti
e porta alla luce le cose oscure.

[23] Fa grandi i popoli e li lascia perire,
estende le nazioni e le abbandona.

[24] Toglie il senno ai capi del paese
e li fa vagare per solitudini senza strade,

[25] vanno a tastoni per le tenebre, senza luce,
e barcollano come ubriachi.

13

[1] Ecco, tutto questo ha visto il mio occhio,
l'ha udito il mio orecchio e l'ha compreso.

[2] Quel che sapete voi, lo so anch'io;
non sono da meno di voi.

[3] Ma io all'Onnipotente vorrei parlare,
a Dio vorrei fare rimostranze.

[4] Voi siete raffazzonatori di menzogne,
siete tutti medici da nulla.

[5] Magari taceste del tutto!
sarebbe per voi un atto di sapienza!

[6] Ascoltate dunque la mia riprensione
e alla difesa delle mie labbra fate attenzione.

[7] Volete forse in difesa di Dio dire il falso
e in suo favore parlare con inganno?

[8] Vorreste trattarlo con parzialità
e farvi difensori di Dio?

[9] Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse?
Come s'inganna un uomo, credete di ingannarlo?

[10] Severamente vi redarguirà,
se in segreto gli siete parziali.

[11] Forse la sua maestà non vi incute spavento
e il terrore di lui non vi assale?

[12] Sentenze di cenere sono i vostri moniti,
difese di argilla le vostre difese.

[13] Tacete, state lontani da me: parlerò io,
mi capiti quel che capiti.

[14] Voglio afferrare la mia carne con i denti
e mettere sulle mie mani la mia vita.

[15] Mi uccida pure, non me ne dolgo;
voglio solo difendere davanti a lui la mia condotta!

[16] Questo mi sarà pegno di vittoria,
perché un empio non si presenterebbe davanti a lui.

[17] Ascoltate bene le mie parole
e il mio esposto sia nei vostri orecchi.

[18] Ecco, tutto ho preparato per il giudizio,
son convinto che sarò dichiarato innocente.

[19] Chi vuol muover causa contro di me?
Perché allora tacerò, pronto a morire.

[20] Solo, assicurami due cose
e allora non mi sottrarrò alla tua presenza;

[21] allontana da me la tua mano
e il tuo terrore più non mi spaventi;

[22] poi interrogami pure e io risponderò
oppure parlerò io e tu mi risponderai.

[23] Quante sono le mie colpe e i miei peccati?
Fammi conoscere il mio misfatto e il mio peccato.

[24] Perché mi nascondi la tua faccia
e mi consideri come un nemico?

[25] Vuoi spaventare una foglia dispersa dal vento
e dar la caccia a una paglia secca?

[26] Poiché scrivi contro di me sentenze amare
e mi rinfacci i miei errori giovanili;

[27] tu metti i miei piedi in ceppi,
spii tutti i miei passi
e ti segni le orme dei miei piedi.

[28] Intanto io mi disfò come legno tarlato
o come un vestito corroso da tignola.

14

[1] L'uomo, nato di donna,
breve di giorni e sazio di inquietudine,

[2] come un fiore spunta e avvizzisce,
fugge come l'ombra e mai si ferma.

[3] Tu, sopra un tal essere tieni aperti i tuoi occhi
e lo chiami a giudizio presso di te?

[4] Chi può trarre il puro dall'immondo? Nessuno.

[5] Se i suoi giorni sono contati,
se il numero dei suoi mesi dipende da te,
se hai fissato un termine che non può oltrepassare,

[6] distogli lo sguardo da lui e lascialo stare
finché abbia compiuto, come un salariato, la sua
giornata!

[7] Poiché anche per l'albero c'è speranza:
se viene tagliato, ancora ributta
e i suoi germogli non cessano di crescere;

[8] se sotto terra invecchia la sua radice
e al suolo muore il suo tronco,

[9] al sentore dell'acqua rigermoglia
e mette rami come nuova pianta.

[10] L'uomo invece, se muore, giace inerte,
quando il mortale spira, dov'è?

[11] Potranno sparire le acque del mare
e i fiumi prosciugarsi e disseccarsi,

[12] ma l'uomo che giace più non s'alzerà,
finché durano i cieli non si sveglierà,
né più si desterà dal suo sonno.

[13] Oh, se tu volessi nascondermi nella tomba,
occultarmi, finché sarà passata la tua ira,
fissarmi un termine e poi ricordarti di me!

[14] Se l'uomo che muore potesse rivivere,
aspetterei tutti i giorni della mia milizia
finché arrivi per me l'ora del cambio!

[15] Mi chiameresti e io risponderei,
l'opera delle tue mani tu brameresti.

[16] Mentre ora tu conti i miei passi
non spieresti più il mio peccato:

[17] in un sacchetto, chiuso, sarebbe il mio misfatto
e tu cancelleresti la mia colpa.

[18] Ohimè! come un monte finisce in una frana
e come una rupe si stacca dal suo posto,

[19] e le acque consumano le pietre,
le alluvioni portano via il terreno:
così tu annienti la speranza dell'uomo.

[20] Tu lo abbatti per sempre ed egli se ne va,
tu sfiguri il suo volto e lo scacci.

[21] Siano pure onorati i suoi figli, non lo sa;
siano disprezzati, lo ignora!

[22] Soltanto i suoi dolori egli sente
e piange sopra di sé.

15

[1] Elifaz il Temanita prese a dire:

[2] Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate
in aria
e riempirsi il ventre di vento d'oriente?

[3] Si difende egli con parole senza costrutto
e con discorsi inutili?

[4] Tu anzi distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.

[5] Sì, la tua malizia suggerisce alla tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.

[6] Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.

[7] Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o, prima dei monti, sei venuto al mondo?

[8] Hai avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriata tu solo la sapienza?

[9] Che cosa sai tu che noi non sappiamo?
Che cosa capisci che da noi non si comprenda?

[10] Anche fra di noi c'è il vecchio e c'è il canuto
più di tuo padre, carico d'anni.

[11] Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata a te rivolta?

[12] Perché il tuo cuore ti trasporta
e perché fanno cenni i tuoi occhi,

[13] quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?

[14] Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato di donna?

[15] Ecco, neppure dei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi;

[16] quanto meno un essere abominevole e corrotto,
l'uomo, che beve l'iniquità come acqua.

[17] Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,

[18] quello che i saggi riferiscono,
non celato ad essi dai loro padri;

[19] a essi soli fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.

[20] Per tutti i giorni della vita il malvagio si
tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.

[21] Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.

[22] Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.

[23] Destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che gli è preparata la rovina.

[24] Un giorno tenebroso lo spaventa,
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco,

[25] perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;

[26] correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo;

[27] poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.

[28] Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.

[29] Non arricchirà, non durerà la sua fortuna,
non metterà radici sulla terra.

[30] Alle tenebre non sfuggirà,
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.

[31] Non confidi in una vanità fallace,
perché sarà una rovina.

[32] La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.

[33] Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor
acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,

[34] poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.

[35] Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.

16

[1] Allora rispose:

[2] Ne ho udite già molte di simili cose!
Siete tutti consolatori molesti.

[3] Non avran termine le parole campate in aria?
O che cosa ti spinge a rispondere così?

[4] Anch'io sarei capace di parlare come voi,
se voi foste al mio posto:
vi affogherei con parole
e scuoterei il mio capo su di voi.

[5] Vi conforterei con la bocca
e il tremito delle mie labbra cesserebbe.

[6] Ma se parlo, non viene impedito il mio dolore;
se taccio, che cosa lo allontana da me?

[7] Ora però egli m'ha spossato, fiaccato,
tutto il mio vicinato mi è addosso;

[8] si è costituito testimone ed è insorto contro di
me:
il mio calunniatore mi accusa in faccia.

[9] La sua collera mi dilania e mi perseguita;
digrigna i denti contro di me,
il mio nemico su di me aguzza gli occhi.

[10] Spalancano la bocca contro di me,
mi schiaffeggiano con insulti,
insieme si alleano contro di me.

[11] Dio mi consegna come preda all'empio,
e mi getta nelle mani dei malvagi.

[12] Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha rovinato,
mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato;
ha fatto di me il suo bersaglio.

[13] I suoi arcieri mi circondano;
mi trafigge i fianchi senza pietà,
versa a terra il mio fiele,

[14] mi apre ferita su ferita,
mi si avventa contro come un guerriero.

[15] Ho cucito un sacco sulla mia pelle
e ho prostrato la fronte nella polvere.

[16] La mia faccia è rossa per il pianto
e sulle mie palpebre v'è una fitta oscurità.

[17] Non c'è violenza nelle mie mani
e pura è stata la mia preghiera.

[18] O terra, non coprire il mio sangue
e non abbia sosta il mio grido!

[19] Ma ecco, fin d'ora il mio testimone è nei cieli,
il mio mallevadore è lassù;

[20] miei avvocati presso Dio sono i miei lamenti,
mentre davanti a lui sparge lacrime il mio occhio,

[21] perché difenda l'uomo davanti a Dio,
come un mortale fa con un suo amico;

[22] poiché passano i miei anni contati
e io me ne vado per una via senza ritorno.

17

[1] Il mio spirito vien meno,
i miei giorni si spengono;
non c'è per me che la tomba!

[2] Non sono io in balìa di beffardi?
Fra i loro insulti veglia il mio occhio.

[3] Sii tu la mia garanzia presso di te!
Qual altro vorrebbe stringermi la destra?

[4] Poiché hai privato di senno la loro mente,
per questo non li lascerai trionfare.

[5] Come chi invita gli amici a parte del suo pranzo,
mentre gli occhi dei suoi figli languiscono;

[6] così son diventato ludibrio dei popoli
sono oggetto di scherno davanti a loro.

[7] Si offusca per il dolore il mio occhio
e le mie membra non sono che ombra.

[8] Gli onesti ne rimangono stupiti
e l'innocente s'indigna contro l'empio.

[9] Ma il giusto si conferma nella sua condotta
e chi ha le mani pure raddoppia il coraggio.

[10] Su, venite di nuovo tutti:
io non troverò un saggio fra di voi.

[11] I miei giorni sono passati, svaniti i miei
progetti,
i voti del mio cuore.

[12] Cambiano la notte in giorno,
la luce - dicono - è più vicina delle tenebre.

[13] Se posso sperare qualche cosa, la tomba è la mia
casa,
nelle tenebre distendo il mio giaciglio.

[14] Al sepolcro io grido: "Padre mio sei tu!"
e ai vermi: "Madre mia, sorelle mie voi siete!".

[15] E la mia speranza dov'è?
Il mio benessere chi lo vedrà?

[16] Scenderanno forse con me nella tomba
o caleremo insieme nella polvere!

18

[1] Bildad il Suchita prese a dire:

[2] Quando porrai fine alle tue chiacchiere?
Rifletti bene e poi parleremo.

[3] Perché considerarci come bestie,
ci fai passare per bruti ai tuoi occhi?

[4] Tu che ti rodi l'anima nel tuo furore,
forse per causa tua sarà abbandonata la terra
e le rupi si staccheranno dal loro posto?

[5] Certamente la luce del malvagio si spegnerà
e più non brillerà la fiamma del suo focolare.

[6] La luce si offuscherà nella sua tenda
e la lucerna si estinguerà sopra di lui.

[7] Il suo energico passo s'accorcerà
e i suoi progetti lo faran precipitare,

[8] poiché incapperà in una rete con i suoi piedi
e sopra un tranello camminerà.

[9] Un laccio l'afferrerà per il calcagno,
un nodo scorsoio lo stringerà.

[10] Gli è nascosta per terra una fune
e gli è tesa una trappola sul sentiero.

[11] Lo spaventano da tutte le parti terrori
e lo inseguono alle calcagna.

[12] Diventerà carestia la sua opulenza
e la rovina è lì in piedi al suo fianco.

[13] Un malanno divorerà la sua pelle,
roderà le sue membra il primogenito della morte.

[14] Sarà tolto dalla tenda in cui fidava,
per essere trascinato al re dei terrori!

[15] Potresti abitare nella tenda che non è più sua;
sulla sua dimora si spargerà zolfo.

[16] Al di sotto, le sue radici si seccheranno,
sopra, saranno tagliati i suoi rami.

[17] Il suo ricordo sparirà dalla terra
e il suo nome più non si udrà per la contrada.

[18] Lo getteranno dalla luce nel buio
e dal mondo lo stermineranno.

[19] Non famiglia, non discendenza avrà nel suo
popolo,
non superstiti nei luoghi della sua dimora.

[20] Della sua fine stupirà l'occidente
e l'oriente ne prenderà orrore.

[21] Ecco qual è la sorte dell'iniquo:
questa è la dimora di chi misconosce Dio.

19

[1] Giobbe allora rispose:

[2] Fino a quando mi tormenterete
e mi opprimerete con le vostre parole?

[3] Son dieci volte che mi insultate
e mi maltrattate senza pudore.

[4] È poi vero che io abbia mancato
e che persista nel mio errore?

[5] Non è forse vero che credete di vincere contro di me,
rinfacciandomi la mia abiezione?

[6] Sappiate dunque che Dio mi ha piegato
e mi ha avviluppato nella sua rete.

[7] Ecco, grido contro la violenza, ma non ho risposta,
chiedo aiuto, ma non c'è giustizia!

[8] Mi ha sbarrato la strada perché non passi
e sul mio sentiero ha disteso le tenebre.

[9] Mi ha spogliato della mia gloria
e mi ha tolto dal capo la corona.

[10] Mi ha disfatto da ogni parte e io sparisco,
mi ha strappato, come un albero, la speranza.

[11] Ha acceso contro di me la sua ira
e mi considera come suo nemico.

[12] Insieme sono accorse le sue schiere
e si sono spianata la strada contro di me;
hanno posto l'assedio intorno alla mia tenda.

[13] I miei fratelli si sono allontanati da me,
persino gli amici mi si sono fatti stranieri.

[14] Scomparsi sono vicini e conoscenti,
mi hanno dimenticato gli ospiti di casa;

[15] da estraneo mi trattano le mie ancelle,
un forestiero sono ai loro occhi.

[16] Chiamo il mio servo ed egli non risponde,
devo supplicarlo con la mia bocca.

[17] Il mio fiato è ripugnante per mia moglie
e faccio schifo ai figli di mia madre.

[18] Anche i monelli hanno ribrezzo di me:
se tento d'alzarmi, mi danno la baia.

[19] Mi hanno in orrore tutti i miei confidenti:
quelli che amavo si rivoltano contro di me.

[20] Alla pelle si attaccano le mie ossa
e non è salva che la pelle dei miei denti.

[21] Pietà, pietà di me, almeno voi miei amici,
perché la mano di Dio mi ha percosso!

[22] Perché vi accanite contro di me, come Dio,
e non siete mai sazi della mia carne?

[23] Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,

[24] fossero impresse con stilo di ferro sul piombo,
per sempre s'incidessero sulla roccia!

[25] Io lo so che il mio Vendicatore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!

[26] Dopo che questa mia pelle sarà distrutta,
senza la mia carne, vedrò Dio.

[27] Io lo vedrò, io stesso,
e i miei occhi lo contempleranno non da straniero.
Le mie viscere si consumano dentro di me.

[28] Poiché dite: "Come lo perseguitiamo noi,
se la radice del suo danno è in lui?",

[29] temete per voi la spada,
poiché punitrice d'iniquità è la spada,
affinché sappiate che c'è un giudice.

20

[1] Zofar il Naamatita prese a dire:

[2] Per questo i miei pensieri mi spingono a rispondere
e perciò v'è questa fretta dentro di me.

[3] Ho ascoltato un rimprovero per me offensivo,
ma uno spirito, dal mio interno, mi spinge a
replicare.

[4] Non sai tu che da sempre,
da quando l'uomo fu posto sulla terra,

[5] il trionfo degli empi è breve
e la gioia del perverso è d'un istante?

[6] Anche se innalzasse fino al cielo la sua statura
e il suo capo toccasse le nubi,

[7] come lo sterco sarebbe spazzato per sempre
e chi lo aveva visto direbbe: "Dov'è?".

[8] Svanirà come un sogno, e non si troverà più,
si dileguerà come visione notturna.

[9] L'occhio avvezzo a vederlo più non lo vedrà,
né più lo scorgerà la sua dimora.

[10] I suoi figli dovranno risarcire i poveri,
le loro mani restituiranno le sue ricchezze.

[11] Le sue ossa erano ancora piene di giovinezza,
ma con lui giacciono nella polvere.

[12] Se alla sua bocca fu dolce il male,
se lo teneva nascosto sotto la sua lingua,

[13] assaporandolo senza inghiottirlo,
se lo tratteneva in mezzo al suo palato:

[14] il suo cibo gli si guasterà nelle viscere,
veleno d'aspidi gli sarà nell'intestino.

[15] I beni divorati ora rivomita,
Dio glieli caccia fuori dal ventre.

[16] Veleno d'aspide ha succhiato,
una lingua di vipera lo uccide.

[17] Non vedrà più ruscelli d'olio,
fiumi di miele e fior di latte;

[18] renderà i sudati acquisti senza assaggiarli,
come non godrà del frutto del suo commercio,

[19] perché ha oppresso e abbandonato i miseri,
ha rubato case invece di costruirle;

[20] perché non ha saputo essere pago dei suoi beni,
con i suoi tesori non si salverà.

[21] Nulla è sfuggito alla sua voracità,
per questo non durerà il suo benessere.

[22] Nel colmo della sua abbondanza si troverà in
miseria;
ogni sorta di sciagura piomberà su di lui.

[23] Quando starà per riempire il suo ventre,
Dio scaglierà su di lui la fiamma del suo sdegno,
e gli farà piovere addosso brace.

[24] Se sfuggirà l'arma di ferro,
lo trafiggerà l'arco di bronzo:

[25] gli uscirà il dardo dalla schiena,
una spada lucente dal fegato.
Lo assaliranno i terrori;

[26] tutte le tenebre gli sono riservate.
Lo divorerà un fuoco non acceso da un uomo,
esso consumerà quanto è rimasto nella sua tenda.

[27] Riveleranno i cieli la sua iniquità
e la terra si alzerà contro di lui.

[28] Un'alluvione travolgerà la sua casa,
scorrerà nel giorno dell'ira.

[29] Questa è la sorte che Dio riserva all'uomo perverso,
la parte a lui decretata da Dio.

21

[1] Giobbe rispose:

[2] Ascoltate bene la mia parola
e sia questo almeno il conforto che mi date.

[3] Tollerate che io parli
e, dopo il mio parlare, deridetemi pure.

[4] Forse io mi lamento di un uomo?
E perché non dovrei perder la pazienza?

[5] Statemi attenti e resterete stupiti,
mettetevi la mano sulla bocca.

[6] Se io ci penso, ne sono turbato
e la mia carne è presa da un brivido.

[7] Perché vivono i malvagi,
invecchiano, anzi sono potenti e gagliardi?

[8] La loro prole prospera insieme con essi,
i loro rampolli crescono sotto i loro occhi.

[9] Le loro case sono tranquille e senza timori;
il bastone di Dio non pesa su di loro.

[10] Il loro toro feconda e non falla,
la vacca partorisce e non abortisce.

[11] Mandano fuori, come un gregge, i loro ragazzi
e i loro figli saltano in festa.

[12] Cantano al suono di timpani e di cetre,
si divertono al suono delle zampogne.

[13] Finiscono nel benessere i loro giorni
e scendono tranquilli negli inferi.

[14] Eppure dicevano a Dio: "Allontanati da noi,
non vogliamo conoscer le tue vie.

[15] Chi è l'Onnipotente, perché dobbiamo servirlo?
E che ci giova pregarlo?".

[16] Non hanno forse in mano il loro benessere?
Il consiglio degli empi non è lungi da lui?

[17] Quante volte si spegne la lucerna degli empi,
o la sventura piomba su di loro,
e infliggerà loro castighi con ira?

[18] Diventano essi come paglia di fronte al vento
o come pula in preda all'uragano?

[19] "Dio serba per i loro figli il suo castigo...".
Ma lo faccia pagare piuttosto a lui stesso e lo senta!

[20] Veda con i suoi occhi la sua rovina
e beva dell'ira dell'Onnipotente!

[21] Che cosa gli importa infatti della sua casa dopo
di sé,
quando il numero dei suoi mesi è finito?

[22] S'insegna forse la scienza a Dio,
a lui che giudica gli esseri di lassù?

[23] Uno muore in piena salute,
tutto tranquillo e prospero;

[24] i suoi fianchi sono coperti di grasso
e il midollo delle sue ossa è ben nutrito.

[25] Un altro muore con l'amarezza in cuore
senza aver mai gustato il bene.

[26] Nella polvere giacciono insieme
e i vermi li ricoprono.

[27] Ecco, io conosco i vostri pensieri
e gli iniqui giudizi che fate contro di me!

[28] Infatti, voi dite: "Dov'è la casa del
prepotente,
dove sono le tende degli empi?".

[29] Non avete interrogato quelli che viaggiano?
Non potete negare le loro prove,

[30] che nel giorno della sciagura è risparmiato il
malvagio
e nel giorno dell'ira egli la scampa.

[31] Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta
e di quel che ha fatto chi lo ripaga?

[32] Egli sarà portato al sepolcro,
sul suo tumulo si veglia

[33] e gli sono lievi le zolle della tomba.
Trae dietro di sé tutti gli uomini
e innanzi a sé una folla senza numero.

[34] Perché dunque mi consolate invano,
mentre delle vostre risposte non resta che inganno?

22

[1] Elifaz il Temanita prese a dire:

[2] Può forse l'uomo giovare a Dio,
se il saggio giova solo a se stesso?

[3] Quale interesse ne viene all'Onnipotente che tu sia
giusto
o che vantaggio ha, se tieni una condotta integra?

[4] Forse per la tua pietà ti punisce
e ti convoca in giudizio?

[5] O non piuttosto per la tua grande malvagità
e per le tue iniquità senza limite?

[6] Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli
e delle vesti hai spogliato gli ignudi.

[7] Non hai dato da bere all'assetato
e all'affamato hai rifiutato il pane,

[8] la terra l'ha il prepotente
e vi abita il tuo favorito.

[9] Le vedove hai rimandato a mani vuote
e le braccia degli orfani hai rotto.

[10] Ecco perché d'intorno a te ci sono lacci
e un improvviso spavento ti sorprende.

[11] Tenebra è la tua luce e più non vedi
e la piena delle acque ti sommerge.

[12] Ma Dio non è nell'alto dei cieli?
Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!

[13] E tu dici: "Che cosa sa Dio?
Può giudicare attraverso la caligine?

[14] Le nubi gli fanno velo e non vede
e sulla volta dei cieli passeggia".

[15] Vuoi tu seguire il sentiero d'un tempo,
gia battuto da uomini empi,

[16] che prima del tempo furono portati via,
quando un fiume si era riversato sulle loro
fondamenta?

[17] Dicevano a Dio: "Allontànati da noi!
Che cosa ci può fare l'Onnipotente?".

[18] Eppure egli aveva riempito le loro case di beni,
anche se i propositi degli empi erano lontani da lui.

[19] I giusti ora vedono e ne godono
e l'innocente si beffa di loro:

[20] "Sì, certo è stata annientata la loro fortuna
e il fuoco ne ha divorati gli avanzi!".

[21] Su, riconcìliati con lui e tornerai felice,
ne riceverai un gran vantaggio.

[22] Accogli la legge dalla sua bocca
e poni le sue parole nel tuo cuore.

[23] Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà,
se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda,

[24] se stimerai come polvere l'oro
e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir,

[25] allora sarà l'Onnipotente il tuo oro
e sarà per te argento a mucchi.

[26] Allora sì, nell'Onnipotente ti delizierai
e alzerai a Dio la tua faccia.

[27] Lo supplicherai ed egli t'esaudirà
e tu scioglierai i tuoi voti.

[28] Deciderai una cosa e ti riuscirà
e sul tuo cammino splenderà la luce.

[29] Egli umilia l'alterigia del superbo,
ma soccorre chi ha gli occhi bassi.

[30] Egli libera l'innocente;
tu sarai liberato per la purezza delle tue mani.

23

[1] Giobbe allora rispose:

[2] Ancor oggi il mio lamento è amaro
e la sua mano grava sopra i miei gemiti.

[3] Oh, potessi sapere dove trovarlo,
potessi arrivare fino al suo trono!

[4] Esporrei davanti a lui la mia causa
e avrei piene le labbra di ragioni.

[5] Verrei a sapere le parole che mi risponde
e capirei che cosa mi deve dire.

[6] Con sfoggio di potenza discuterebbe con me?
Se almeno mi ascoltasse!

[7] Allora un giusto discuterebbe con lui
e io per sempre sarei assolto dal mio giudice.

[8] Ma se vado in avanti, egli non c'è,
se vado indietro, non lo sento.

[9] A sinistra lo cerco e non lo scorgo,
mi volgo a destra e non lo vedo.

[10] Poiché egli conosce la mia condotta,
se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco.

[11] Alle sue orme si è attaccato il mio piede,
al suo cammino mi sono attenuto e non ho deviato;

[12] dai comandi delle sue labbra non mi sono
allontanato,
nel cuore ho riposto i detti della sua bocca.

[13] Se egli sceglie, chi lo farà cambiare?
Ciò che egli vuole, lo fa.

[14] Compie, certo, il mio destino
e di simili piani ne ha molti.

[15] Per questo davanti a lui sono atterrito,
ci penso e ho paura di lui.

[16] Dio ha fiaccato il mio cuore,
l'Onnipotente mi ha atterrito;

[17] non sono infatti perduto a causa della tenebra,
né a causa dell'oscurità che ricopre il mio volto.

24

[1] Perché l'Onnipotente non si riserva i suoi tempi
e i suoi fedeli non vedono i suoi giorni?

[2] I malvagi spostano i confini,
rubano le greggi e le menano al pascolo;

[3] portano via l'asino degli orfani,
prendono in pegno il bue della vedova.

[4] Spingono i poveri fuori strada,
tutti i miseri del paese vanno a nascondersi.

[5] Eccoli, come ònagri nel deserto
escono per il lavoro;
di buon mattino vanno in cerca di vitto;
la steppa offre loro cibo per i figli.

[6] Mietono nel campo non loro;
racimolano la vigna del malvagio.

[7] Nudi passan la notte, senza panni,
non hanno da coprirsi contro il freddo.

[8] Dagli scrosci dei monti sono bagnati,
per mancanza di rifugi si aggrappano alle rocce.

[9] Rapiscono con violenza l'orfano
e prendono in pegno ciò che copre il povero.

[10] Ignudi se ne vanno, senza vesti
e affamati portano i covoni.

[11] Tra i filari frangono le olive,
pigiano l'uva e soffrono la sete.

[12] Dalla città si alza il gemito dei moribondi
e l'anima dei feriti grida aiuto:
Dio non presta attenzione alle loro preghiere.

[13] Altri odiano la luce,
non ne vogliono riconoscere le vie
né vogliono batterne i sentieri.

[14] Quando non c'è luce, si alza l'omicida
per uccidere il misero e il povero;
nella notte si aggira il ladro
e si mette un velo sul volto.

[15] L'occhio dell'adultero spia il buio
e pensa: "Nessun occhio mi osserva!".

[16] Nelle tenebre forzano le case,
di giorno se ne stanno nascosti:
non vogliono saperne della luce;

[17] l'alba è per tutti loro come spettro di morte;
quando schiarisce, provano i terrori del buio fondo.

[18] Fuggono veloci di fronte al giorno;
maledetta è la loro porzione di campo sulla terra,
non si volgono più per la strada delle vigne.

[19] Come siccità e calore assorbono le acque nevose,
così la morte rapisce il peccatore.

[20] Il seno che l'ha portato lo dimentica,
i vermi ne fanno la loro delizia,
non se ne conserva la memoria
ed è troncata come un albero l'iniquità.

[21] Egli maltratta la sterile che non genera
e non fa del bene alla vedova.

[22] Ma egli con la sua forza trascina i potenti,
sorge quando più non può contare sulla vita.

[23] Anche Dio gli concede sicurezza ed egli sta saldo,
ma i suoi occhi sono sopra la sua condotta.

[24] Salgono in alto per un poco, poi non sono più,
sono buttati giù come tutti i mortali,
falciati come la testa di una spiga.

[25] Non è forse così? Chi può smentirmi
e ridurre a nulla le mie parole?

25

[1] Bildad il Suchita prese a dire:

[2] V'è forse dominio e paura presso Colui
Che mantiene la pace nell'alto dei cieli?

[3] Si possono forse contare le sue schiere?
E sopra chi non sorge la sua luce?

[4] Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio
e apparire puro un nato di donna?

[5] Ecco, la luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:

[6] quanto meno l'uomo, questo verme,
l'essere umano, questo bruco!

26

[1] Giobbe rispose:

[2] Quanto aiuto hai dato al debole
e come hai soccorso il braccio senza forza!

[3] Quanti buoni consigli hai dato all'ignorante
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!

[4] A chi hai tu rivolto la parola
e qual è lo spirito che da te è uscito?

[5] I morti tremano sotto terra,
come pure le acque e i loro abitanti.

[6] Nuda è la tomba davanti a lui
e senza velo è l'abisso.

[7] Egli stende il settentrione sopra il vuoto,
tiene sospesa la terra sopra il nulla.

[8] Rinchiude le acque dentro le nubi,
e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.

[9] Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nube.

[10] Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.

[11] Le colonne del cielo si scuotono,
sono prese da stupore alla sua minaccia.

[12] Con forza agita il mare
e con intelligenza doma Raab.

[13] Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.

[14] Ecco, questi non sono che i margini delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che noi ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?

27

[1] Giobbe continuò a dire:

[2] Per la vita di Dio, che mi ha privato del mio
diritto,
per l'Onnipotente che mi ha amareggiato l'animo,

[3] finché ci sarà in me un soffio di vita,
e l'alito di Dio nelle mie narici,

[4] mai le mie labbra diranno falsità
e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!

[5] Lungi da me che io mai vi dia ragione;
fino alla morte non rinunzierò alla mia integrità.

[6] Mi terrò saldo nella mia giustizia senza cedere,
la mia coscienza non mi rimprovera nessuno dei miei
giorni.

[7] Sia trattato come reo il mio nemico
e il mio avversario come un ingiusto.

[8] Che cosa infatti può sperare l'empio, quando
finirà,
quando Dio gli toglierà la vita?

[9] Ascolterà forse Dio il suo grido,
quando la sventura piomberà su di lui?

[10] Porrà forse la sua compiacenza nell'Onnipotente?
Potrà forse invocare Dio in ogni momento?

[11] Io vi mostrerò la mano di Dio,
non vi celerò i pensieri dell'Onnipotente.

[12] Ecco, voi tutti lo vedete;
perché dunque vi perdete in cose vane?

[13] Questa è la sorte che Dio riserva al malvagio
e la porzione che i violenti ricevono
dall'Onnipotente.

[14] Se ha molti figli, saranno per la spada
e i suoi discendenti non avranno pane da sfamarsi;

[15] i superstiti li seppellirà la peste
e le loro vedove non faranno lamento.

[16] Se ammassa argento come la polvere
e come fango si prepara vesti:

[17] egli le prepara, ma il giusto le indosserà
e l'argento lo spartirà l'innocente.

[18] Ha costruito la casa come fragile nido
e come una capanna fatta da un guardiano.

[19] Si corica ricco, ma per l'ultima volta,
quando apre gli occhi, non avrà più nulla.

[20] Di giorno il terrore lo assale,
di notte se lo rapisce il turbine;

[21] il vento d'oriente lo solleva e se ne va,
lo strappa lontano dal suo posto.

[22] Dio lo bersaglia senza pietà;
tenta di sfuggire alla sua mano.

[23] Si battono le mani contro di lui
e si fischia su di lui dal luogo dove abita.

28

[1] Certo, per l'argento vi sono miniere
e per l'oro luoghi dove esso si raffina.

[2] Il ferro si cava dal suolo
e la pietra fusa libera il rame.

[3] L'uomo pone un termine alle tenebre
e fruga fino all'estremo limite
le rocce nel buio più fondo.

[4] Forano pozzi lungi dall'abitato
coloro che perdono l'uso dei piedi:
pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.

[5] Una terra, da cui si trae pane,
di sotto è sconvolta come dal fuoco.

[6] Le sue pietre contengono zaffiri
e oro la sua polvere.

[7] L'uccello rapace ne ignora il sentiero,
non lo scorge neppure l'occhio dell'aquila,

[8] non battuto da bestie feroci,
né mai attraversato dal leopardo.

[9] Contro la selce l'uomo porta la mano,
sconvolge le montagne:

[10] nelle rocce scava gallerie
e su quanto è prezioso posa l'occhio:

[11] scandaglia il fondo dei fiumi
e quel che vi è nascosto porta alla luce.

[12] Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?

[13] L'uomo non ne conosce la via,
essa non si trova sulla terra dei viventi.

[14] L'abisso dice: "Non è in me!"
e il mare dice: "Neppure presso di me!".

[15] Non si scambia con l'oro più scelto,
né per comprarla si pesa l'argento.

[16] Non si acquista con l'oro di Ofir,
con il prezioso berillo o con lo zaffìro.

[17] Non la pareggia l'oro e il cristallo,
né si permuta con vasi di oro puro.

[18] Coralli e perle non meritano menzione,
vale più scoprire la sapienza che le gemme.

[19] Non la eguaglia il topazio d'Etiopia;
con l'oro puro non si può scambiare a peso.

[20] Ma da dove viene la sapienza?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?

[21] È nascosta agli occhi di ogni vivente
ed è ignota agli uccelli del cielo.

[22] L'abisso e la morte dicono:
"Con gli orecchi ne udimmo la fama".

[23] Dio solo ne conosce la via,
lui solo sa dove si trovi,

[24] perché volge lo sguardo
fino alle estremità della terra,
vede quanto è sotto la volta del cielo.

[25] Quando diede al vento un peso
e ordinò alle acque entro una misura,

[26] quando impose una legge alla pioggia
e una via al lampo dei tuoni;

[27] allora la vide e la misurò,
la comprese e la scrutò appieno

[28] e disse all'uomo:
"Ecco, temere Dio, questo è sapienza
e schivare il male, questo è intelligenza".

29

[1] Giobbe continuò a pronunziare le sue sentenze e disse:

[2] Oh, potessi tornare com'ero ai mesi di un tempo,
ai giorni in cui Dio mi proteggeva,

[3] quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo
e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre;

[4] com'ero ai giorni del mio autunno,
quando Dio proteggeva la mia tenda,

[5] quando l'Onnipotente era ancora con me
e i giovani mi stavano attorno;

[6] quando mi lavavo in piedi nel latte
e la roccia mi versava ruscelli d'olio!

[7] Quando uscivo verso la porta della città
e sulla piazza ponevo il mio seggio:

[8] vedendomi, i giovani si ritiravano
e i vecchi si alzavano in piedi;

[9] i notabili sospendevano i discorsi
e si mettevan la mano sulla bocca;

[10] la voce dei capi si smorzava
e la loro lingua restava fissa al palato;

[11] con gli orecchi ascoltavano e mi dicevano felice,
con gli occhi vedevano e mi rendevano testimonianza,

[12] perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto,
l'orfano che ne era privo.

[13] La benedizione del morente scendeva su di me
e al cuore della vedova infondevo la gioia.

[14] Mi ero rivestito di giustizia come di un
vestimento;
come mantello e turbante era la mia equità.

[15] Io ero gli occhi per il cieco,
ero i piedi per lo zoppo.

[16] Padre io ero per i poveri
ed esaminavo la causa dello sconosciuto;

[17] rompevo la mascella al perverso
e dai suoi denti strappavo la preda.

[18] Pensavo: "Spirerò nel mio nido
e moltiplicherò come sabbia i miei giorni".

[19] La mia radice avrà adito alle acque
e la rugiada cadrà di notte sul mio ramo.

[20] La mia gloria sarà sempre nuova
e il mio arco si rinforzerà nella mia mano.

[21] Mi ascoltavano in attesa fiduciosa
e tacevano per udire il mio consiglio.

[22] Dopo le mie parole non replicavano
e su di loro scendevano goccia a goccia i miei detti.

[23] Mi attendevano come si attende la pioggia
e aprivano la bocca come ad acqua primaverile.

[24] Se a loro sorridevo, non osavano crederlo,
né turbavano la serenità del mio volto.

[25] Indicavo loro la via da seguire e sedevo come capo,
e vi rimanevo come un re fra i soldati
o come un consolatore d'afflitti.

30

[1] Ora invece si ridono di me
i più giovani di me in età,
i cui padri non avrei degnato
di mettere tra i cani del mio gregge.

[2] Anche la forza delle loro mani a che mi giova?
Hanno perduto ogni vigore;

[3] disfatti dalla indigenza e dalla fame,
brucano per l'arido deserto,

[4] da lungo tempo regione desolata,
raccogliendo l'erba salsa accanto ai cespugli
e radici di ginestra per loro cibo.

[5] Cacciati via dal consorzio umano,
a loro si grida dietro come al ladro;

[6] sì che dimorano in valli orrende,
nelle caverne della terra e nelle rupi.

[7] In mezzo alle macchie urlano
e sotto i roveti si adunano;

[8] razza ignobile, anzi razza senza nome,
sono calpestati più della terra.

[9] Ora io sono la loro canzone,
sono diventato la loro favola!

[10] Hanno orrore di me e mi schivano
e non si astengono dallo sputarmi in faccia!

[11] Poiché egli ha allentato il mio arco e mi ha
abbattuto,
essi han rigettato davanti a me ogni freno.

[12] A destra insorge la ragazzaglia;
smuovono i miei passi
e appianano la strada contro di me per perdermi.

[13] Hanno demolito il mio sentiero,
cospirando per la mia disfatta
e nessuno si oppone a loro.

[14] Avanzano come attraverso una larga breccia,
sbucano in mezzo alle macerie.

[15] I terrori si sono volti contro di me;
si è dileguata, come vento, la mia grandezza
e come nube è passata la mia felicità.

[16] Ora mi consumo
e mi colgono giorni d'afflizione.

[17] Di notte mi sento trafiggere le ossa
e i dolori che mi rodono non mi danno riposo.

[18] A gran forza egli mi afferra per la veste,
mi stringe per l'accollatura della mia tunica.

[19] Mi ha gettato nel fango:
son diventato polvere e cenere.

[20] Io grido a te, ma tu non mi rispondi,
insisto, ma tu non mi dai retta.

[21] Tu sei un duro avversario verso di me
e con la forza delle tue mani mi perseguiti;

[22] mi sollevi e mi poni a cavallo del vento
e mi fai sballottare dalla bufera.

[23] So bene che mi conduci alla morte,
alla casa dove si riunisce ogni vivente.

[24] Ma qui nessuno tende la mano alla preghiera,
né per la sua sventura invoca aiuto.

[25] Non ho pianto io forse con chi aveva i giorni duri
e non mi sono afflitto per l'indigente?

[26] Eppure aspettavo il bene ed è venuto il male,
aspettavo la luce ed è venuto il buio.

[27] Le mie viscere ribollono senza posa
e giorni d'affanno mi assalgono.

[28] Avanzo con il volto scuro, senza conforto,
nell'assemblea mi alzo per invocare aiuto.

[29] Sono divenuto fratello degli sciacalli
e compagno degli struzzi.

[30] La mia pelle si è annerita, mi si stacca
e le mie ossa bruciano dall'arsura.

[31] La mia cetra serve per lamenti
e il mio flauto per la voce di chi piange.

31

[1] Avevo stretto con gli occhi un patto
di non fissare neppure una vergine.

[2] Che parte mi assegna Dio di lassù
e che porzione mi assegna l'Onnipotente dall'alto?

[3] Non è forse la rovina riservata all'iniquo
e la sventura per chi compie il male?

[4] Non vede egli la mia condotta
e non conta tutti i miei passi?

[5] Se ho agito con falsità
e il mio piede si è affrettato verso la frode,

[6] mi pesi pure sulla bilancia della giustizia
e Dio riconoscerà la mia integrità.

[7] Se il mio passo è andato fuori strada
e il mio cuore ha seguito i miei occhi,
se alla mia mano si è attaccata sozzura,

[8] io semini e un altro ne mangi il frutto
e siano sradicati i miei germogli.

[9] Se il mio cuore fu sedotto da una donna
e ho spiato alla porta del mio prossimo,

[10] mia moglie macini per un altro
e altri ne abusino;

[11] difatti quello è uno scandalo,
un delitto da deferire ai giudici,

[12] quello è un fuoco che divora fino alla
distruzione e avrebbe consumato tutto il mio raccolto.

[13] Se ho negato i diritti del mio schiavo
e della schiava in lite con me,

[14] che farei, quando Dio si alzerà,
e, quando farà l'inchiesta, che risponderei?

[15] Chi ha fatto me nel seno materno, non ha fatto
anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel seno?

[16] Mai ho rifiutato quanto brama il povero,
né ho lasciato languire gli occhi della vedova;

[17] mai da solo ho mangiato il mio tozzo di pane,
senza che ne mangiasse l'orfano,

[18] poiché Dio, come un padre, mi ha allevato fin
dall'infanzia
e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.

[19] Se mai ho visto un misero privo di vesti
o un povero che non aveva di che coprirsi,

[20] se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi,
o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;

[21] se contro un innocente ho alzato la mano,
perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava,

[22] mi si stacchi la spalla dalla nuca
e si rompa al gomito il mio braccio,

[23] perché mi incute timore la mano di Dio
e davanti alla sua maestà non posso resistere.

[24] Se ho riposto la mia speranza nell'oro
e all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia fiducia";

[25] se godevo perché grandi erano i miei beni
e guadagnava molto la mia mano;

[26] se vedendo il sole risplendere
e la luna chiara avanzare,

[27] si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio,

[28] anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale,
perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.

[29] Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura,

[30] io che non ho permesso alla mia lingua di peccare,
augurando la sua morte con imprecazioni?

[31] Non diceva forse la gente della mia tenda:
"A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi?".

[32] All'aperto non passava la notte lo straniero
e al viandante aprivo le mie porte.

[33] Non ho nascosto, alla maniera degli uomini, la mia
colpa,
tenendo celato il mio delitto in petto,

[34] come se temessi molto la folla,
e il disprezzo delle tribù mi spaventasse,
sì da starmene zitto senza uscire di casa.

[35] Oh, avessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario

[36] vorrei certo portarlo sulle mie spalle
e cingerlo come mio diadema!

[37] Il numero dei miei passi gli manifesterei
e mi presenterei a lui come sovrano.

[38] Se contro di me grida la mia terra
e i suoi solchi piangono con essa;

[39] se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,

[40] e in luogo di frumento, getti spine,
ed erbaccia al posto dell'orzo.

32

[31,40b] Quando Giobbe ebbe finito di parlare,

[1] quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perchè egli si riteneva giusto.

[2] Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio di Barachele il Buzita, della tribù di Ram. Si accese di sdegno contro Giobbe, perché pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio;

[3] si accese di sdegno anche contro i suoi tre amici, perché non avevano trovato di che rispondere, sebbene avessero dichiarato Giobbe colpevole.

[4] Però Eliu aveva aspettato, mentre essi parlavano con Giobbe, perché erano più vecchi di lui in età.

[5] Quando dunque vide che sulla bocca di questi tre uomini non vi era più alcuna risposta, Eliu si accese di sdegno.

[6] Presa dunque la parola, Eliu, figlio di Barachele il Buzita, disse:
Giovane io sono di anni
e voi siete già canuti;
per questo ho esitato per rispetto
a manifestare a voi il mio sapere.

[7] Pensavo: Parlerà l'età
e i canuti insegneranno la sapienza.

[8] Ma certo essa è un soffio nell'uomo;
l'ispirazione dell'Onnipotente lo fa intelligente.

[9] Non sono i molti anni a dar la sapienza,
né sempre i vecchi distinguono ciò che è giusto.

[10] Per questo io oso dire: Ascoltatemi;
anch'io esporrò il mio sapere.

[11] Ecco, ho atteso le vostre parole,
ho teso l'orecchio ai vostri argomenti.
Finché andavate in cerca di argomenti

[12] su di voi fissai l'attenzione.
Ma ecco, nessuno ha potuto convincere Giobbe,
nessuno tra di voi risponde ai suoi detti.

[13] Non dite: Noi abbiamo trovato la sapienza,
ma lo confuti Dio, non l'uomo!

[14] Egli non mi ha rivolto parole,
e io non gli risponderò con le vostre parole.

[15] Sono vinti, non rispondono più,
mancano loro le parole.

[16] Ho atteso, ma poiché non parlano più,
poiché stanno lì senza risposta,

[17] voglio anch'io dire la mia parte,
anch'io esporrò il mio parere;

[18] mi sento infatti pieno di parole,
mi preme lo spirito che è dentro di me.

[19] Ecco, dentro di me c'è come vino senza sfogo,
come vino che squarcia gli otri nuovi.

[20] Parlerò e mi sfogherò,
aprirò le labbra e risponderò.

[21] Non guarderò in faccia ad alcuno,
non adulerò nessuno,

[22] perché io non so adulare:
altrimenti il mio creatore in breve mi eliminerebbe.

33

[1] Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi,
ad ogni mia parola porgi l'orecchio.

[2] Ecco, io apro la bocca,
parla la mia lingua entro il mio palato.

[3] Il mio cuore dirà sagge parole
e le mie labbra parleranno chiaramente.

[4] Lo spirito di Dio mi ha creato
e il soffio dell'Onnipotente mi dà vita.

[5] Se puoi, rispondimi,
prepàrati davanti a me, stà pronto.

[6] Ecco, io sono come te di fronte a Dio
e anch'io sono stato tratto dal fango:

[7] ecco, nulla hai da temere da me,
né graverò su di te la mano.

[8] Non hai fatto che dire ai miei orecchi
e ho ben udito il suono dei tuoi detti:

[9] "Puro son io, senza peccato,
io sono mondo, non ho colpa;

[10] ma egli contro di me trova pretesti
e mi stima suo nemico;

[11] pone in ceppi i miei piedi
e spia tutti i miei passi!".

[12] Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione.
Dio è infatti più grande dell'uomo.

[13] Perché ti lamenti di lui,
se non risponde ad ogni tua parola?

[14] Dio parla in un modo
o in un altro, ma non si fa attenzione.

[15] Parla nel sogno, visione notturna,
quando cade il sopore sugli uomini
e si addormentano sul loro giaciglio;

[16] apre allora l'orecchio degli uomini
e con apparizioni li spaventa,

[17] per distogliere l'uomo dal male
e tenerlo lontano dall'orgoglio,

[18] per preservarne l'anima dalla fossa
e la sua vita dalla morte violenta.

[19] Lo corregge con il dolore nel suo letto
e con la tortura continua delle ossa;

[20] quando il suo senso ha nausea del pane,
il suo appetito del cibo squisito;

[21] quando la sua carne si consuma a vista d'occhio
e le ossa, che non si vedevano prima, spuntano fuori,

[22] quando egli si avvicina alla fossa
e la sua vita alla dimora dei morti.

[23] Ma se vi è un angelo presso di lui,
un protettore solo fra mille,
per mostrare all'uomo il suo dovere,

[24] abbia pietà di lui e dica:
"Scampalo dallo scender nella fossa,
ho trovato il riscatto",

[25] allora la sua carne sarà più fresca che in gioventù,
tornerà ai giorni della sua adolescenza:

[26] supplicherà Dio e questi gli userà benevolenza,
gli mostrerà il suo volto in giubilo,
e renderà all'uomo la sua giustizia.

[27] Egli si rivolgerà agli uomini e dirà:
"Avevo peccato e violato la giustizia,
ma egli non mi ha punito per quel che meritavo;

[28] mi ha scampato dalla fossa
e la mia vita rivede la luce".

[29] Ecco, tutto questo fa Dio,
due volte, tre volte con l'uomo,

[30] per sottrarre l'anima sua dalla fossa
e illuminarla con la luce dei viventi.

[31] Attendi, Giobbe, ascoltami,
taci e io parlerò:

[32] ma se hai qualcosa da dire, rispondimi,
parla, perché vorrei darti ragione;

[33] se no, tu ascoltami
e io ti insegnerò la sapienza.

34

[1] Eliu continuò a dire:

[2] Ascoltate, saggi, le mie parole
e voi, sapienti, porgetemi l'orecchio,

[3] Perché l'orecchio distingue le parole,
come il palato assapora i cibi.

[4] Esploriamo noi ciò che è giusto,
indaghiamo fra di noi quale sia il bene:

[5] poiché Giobbe ha detto: "Io son giusto,
ma Dio mi ha tolto il mio diritto;

[6] contro il mio diritto passo per menzognero,
inguaribile è la mia piaga benché senza colpa".

[7] Chi è come Giobbe
che beve, come l'acqua, l'insulto,

[8] che fa la strada in compagnia dei malfattori,
andando con uomini iniqui?

[9] Poiché egli ha detto: "Non giova all'uomo
essere in buona grazia con Dio".

[10] Perciò ascoltatemi, uomini di senno:
lungi da Dio l'iniquità
e dall'Onnipotente l'ingiustizia!

[11] Poiché egli ripaga l'uomo secondo il suo operato
e fa trovare ad ognuno secondo la sua condotta.

[12] In verità, Dio non agisce da ingiusto
e l'Onnipotente non sovverte il diritto!

[13] Chi mai gli ha affidato la terra
e chi ha disposto il mondo intero?

[14] Se egli richiamasse il suo spirito a sé
e a sé ritraesse il suo soffio,

[15] ogni carne morirebbe all'istante
e l'uomo ritornerebbe in polvere.

[16] Se hai intelletto, ascolta bene questo,
porgi l'orecchio al suono delle mie parole.

[17] Può mai governare chi odia il diritto?
E tu osi condannare il Gran Giusto?

[18] lui che dice ad un re: "Iniquo!"
e ai principi: "Malvagi!",

[19] lui che non usa parzialità con i potenti
e non preferisce al povero il ricco,
perché tutti costoro sono opera delle sue mani?

[20] In un istante muoiono e nel cuore della notte
sono colpiti i potenti e periscono;
e senza sforzo rimuove i tiranni,

[21] poiché egli tiene gli occhi sulla condotta
dell'uomo
e vede tutti i suoi passi.

[22] Non vi è tenebra, non densa oscurità,
dove possano nascondersi i malfattori.

[23] Poiché non si pone all'uomo un termine
per comparire davanti a Dio in giudizio:

[24] egli fiacca i potenti, senza fare inchieste,
e colloca altri al loro posto.

[25] Poiché conosce le loro opere,
li travolge nella notte e sono schiacciati;

[26] come malvagi li percuote,
li colpisce alla vista di tutti;

[27] perché si sono allontanati da lui
e di tutte le sue vie non si sono curati,

[28] sì da far giungere fino a lui il grido
dell'oppresso e fargli udire il lamento dei poveri.

[29] Se egli tace, chi lo può condannare?
Se vela la faccia, chi lo può vedere?
Ma sulle nazioni e sugli individui egli veglia,

[30] perché non regni un uomo perverso,
perché il popolo non abbia inciampi.

[31] Si può dunque dire a Dio:
"Porto la pena, senza aver fatto il male;

[32] se ho peccato, mostramelo;
se ho commesso l'iniquità, non lo farò più"?

[33] Forse, secondo le tue idee dovrebbe ricompensare,
perché tu rifiuti il suo giudizio?
Poiché tu devi scegliere, non io,
dì, dunque, quello che sai.

[34] Gli uomini di senno mi diranno
con l'uomo saggio che mi ascolta:

[35] "Giobbe non parla con sapienza
e le sue parole sono prive di senno".

[36] Bene, Giobbe sia esaminato fino in fondo,
per le sue risposte da uomo empio,

[37] perché aggiunge al suo peccato la rivolta,
in mezzo a noi batte le mani
e moltiplica le parole contro Dio.

35

[1] Eliu riprese a dire:

[2] Ti pare di aver pensato cosa giusta,
quando dicesti: "Ho ragione davanti a Dio"?

[3] O quando hai detto: "Che te ne importa?
Che utilità ne ho dal mio peccato"?

[4] Risponderò a te con discorsi
e ai tuoi amici insieme con te.

[5] Contempla il cielo e osserva,
considera le nubi: sono più alte di te.

[6] Se pecchi, che gli fai?
Se moltiplichi i tuoi delitti, che danno gli arrechi?

[7] Se tu sei giusto, che cosa gli dai
o che cosa riceve dalla tua mano?

[8] Su un uomo come te ricade la tua malizia,
su un figlio d'uomo la tua giustizia!

[9] Si grida per la gravità dell'oppressione,
si invoca aiuto sotto il braccio dei potenti,

[10] ma non si dice: "Dov'è quel Dio che mi ha
creato,
che concede nella notte canti di gioia;

[11] che ci rende più istruiti delle bestie
selvatiche,
che ci fa più saggi degli uccelli del cielo?".

[12] Si grida, allora, ma egli non risponde
di fronte alla superbia dei malvagi.

[13] Certo è falso dire: "Dio non ascolta
e l'Onnipotente non presta attenzione";

[14] più ancora quando tu dici che non lo vedi,
che la tua causa sta innanzi a lui e tu in lui speri;

[15] così pure quando dici che la sua ira non punisce
né si cura molto dell'iniquità.

[16] Giobbe dunque apre invano la sua bocca
e senza cognizione moltiplica le chiacchiere.

36

[1] Eliu continuò a dire:

[2] Abbi un pò di pazienza e io te lo dimostrerò,
perché in difesa di Dio c'è altro da dire.

[3] Prenderò da lontano il mio sapere
e renderò giustizia al mio creatore,

[4] poiché non è certo menzogna il mio parlare:
un uomo di perfetta scienza è qui con te.

[5] Ecco, Dio è grande e non si ritratta,
egli è grande per fermezza di cuore.

[6] Non lascia vivere l'iniquo
e rende giustizia ai miseri.

[7] Non toglie gli occhi dai giusti,
li fa sedere sul trono con i re
e li esalta per sempre.

[8] Se talvolta essi sono avvinti in catene,
se sono stretti dai lacci dell'afflizione,

[9] fa loro conoscere le opere loro
e i loro falli, perché superbi;

[10] apre loro gli orecchi per la correzione
e ordina che si allontanino dalla iniquità.

[11] Se ascoltano e si sottomettono,
chiuderanno i loro giorni nel benessere
e i loro anni nelle delizie.

[12] Ma se non vorranno ascoltare,
di morte violenta periranno,
spireranno senza neppure saperlo.

[13] I perversi di cuore accumulano l'ira;
non invocano aiuto, quando Dio li avvince in catene:

[14] si spegne in gioventù la loro anima,
e la loro vita all'età dei dissoluti.

[15] Ma egli libera il povero con l'afflizione,
gli apre l'udito con la sventura.

[16] Anche te intende sottrarre dal morso
dell'angustia:
avrai in cambio un luogo ampio, non ristretto
e la tua tavola sarà colma di vivande grasse.

[17] Ma se colmi la misura con giudizi da empio,
giudizio e condanna ti seguiranno.

[18] La collera non ti trasporti alla bestemmia,
l'abbondanza dell'espiazione non ti faccia fuorviare.

[19] Può forse farti uscire dall'angustia il tuo
grido,
con tutti i tentativi di forza?

[20] Non sospirare quella notte,
in cui i popoli vanno al loro luogo.

[21] Bada di non volgerti all'iniquità,
poiché per questo sei stato provato dalla miseria.

[22] Ecco, Dio è sublime nella sua potenza;
chi come lui è temibile?

[23] Chi mai gli ha imposto il suo modo d'agire
o chi mai ha potuto dirgli: "Hai agito male?".

[24] Ricordati che devi esaltare la sua opera,
che altri uomini hanno cantato.

[25] Ogni uomo la contempla,
il mortale la mira da lontano.

[26] Ecco, Dio è così grande, che non lo
comprendiamo:
il numero dei suoi anni è incalcolabile.

[27] Egli attrae in alto le gocce dell'acqua
e scioglie in pioggia i suoi vapori,

[28] che le nubi riversano
e grondano sull'uomo in grande quantità.

[31] In tal modo sostenta i popoli
e offre alimento in abbondanza.

[29] Chi inoltre può comprendere la distesa delle
nubi,
i fragori della sua dimora?

[30] Ecco, espande sopra di esso il suo vapore
e copre le profondità del mare.

[32] Arma le mani di folgori
e le scaglia contro il bersaglio.

[33] Lo annunzia il suo fragore,
riserva d'ira contro l'iniquità.

37

[1] Per questo mi batte forte il cuore
e mi balza fuori dal petto.

[2] Udite, udite, il rumore della sua voce,
il fragore che esce dalla sua bocca.

[3] Il lampo si diffonde sotto tutto il cielo
e il suo bagliore giunge ai lembi della terra;

[4] dietro di esso brontola il tuono,
mugghia con il suo fragore maestoso
e nulla arresta i fulmini,
da quando si è udita la sua voce;

[5] mirabilmente tuona Dio con la sua voce
opera meraviglie che non comprendiamo!

[6] Egli infatti dice alla neve: "Cadi sulla terra"
e alle piogge dirotte: "Siate violente".

[7] Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo,
perché tutti riconoscano la sua opera.

[8] Le fiere si ritirano nei loro ripari
e nelle loro tane si accovacciano.

[9] Dal mezzogiorno avanza l'uragano
e il freddo dal settentrione.

[10] Al soffio di Dio si forma il ghiaccio
e la distesa dell'acqua si congela.

[11] Carica di umidità le nuvole
e le nubi ne diffondono le folgori.

[12] Egli le fa vagare dappertutto
secondo i suoi ordini,
perché eseguiscano quanto comanda loro
sul mondo intero.

[13] Le manda o per castigo della terra
o in segno di bontà.

[14] Porgi l'orecchio a questo, Giobbe, soffèrmati
e considera le meraviglie di Dio.

[15] Sai tu come Dio le diriga
e come la sua nube produca il lampo?

[16] Conosci tu come la nube si libri in aria,
i prodigi di colui che tutto sa?

[17] Come le tue vesti siano calde
quando non soffia l'austro e la terra riposa?

[18] Hai tu forse disteso con lui il firmamento,
solido come specchio di metallo fuso?

[19] Insegnaci che cosa dobbiamo dirgli.
Noi non parleremo per l'oscurità.

[20] Gli si può forse ordinare: "Parlerò io?".
O un uomo può dire che è sopraffatto?

[21] Ora diventa invisibile la luce,
oscurata in mezzo alle nubi:
ma tira il vento e le spazza via.

[22] Dal nord giunge un aureo chiarore,
intorno a Dio è tremenda maestà.

[23] L'Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere,
sublime in potenza e rettitudine
e grande per giustizia: egli non ha da rispondere.

[24] Perciò gli uomini lo temono:
a lui la venerazione di tutti i saggi di mente.

38

[1] Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine:

[2] Chi è costui che oscura il consiglio
con parole insipienti?

[3] Cingiti i fianchi come un prode,
io t'interrogherò e tu mi istruirai.

[4] Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza!

[5] Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura?

[6] Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare,

[7] mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?

[8] Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando erompeva uscendo dal seno materno,

[9] quando lo circondavo di nubi per veste
e per fasce di caligine folta?

[10] Poi gli ho fissato un limite
e gli ho messo chiavistello e porte

[11] e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre
e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".

[12] Da quando vivi, hai mai comandato al mattino
e assegnato il posto all'aurora,

[13] perché essa afferri i lembi della terra
e ne scuota i malvagi?

[14] Si trasforma come creta da sigillo
e si colora come un vestito.

[15] È sottratta ai malvagi la loro luce
ed è spezzato il braccio che si alza a colpire.

[16] Sei mai giunto alle sorgenti del mare
e nel fondo dell'abisso hai tu passeggiato?

[17] Ti sono state indicate le porte della morte
e hai visto le porte dell'ombra funerea?

[18] Hai tu considerato le distese della terra?
Dillo, se sai tutto questo!

[19] Per quale via si va dove abita la luce
e dove hanno dimora le tenebre

[20] perché tu le conduca al loro dominio
o almeno tu sappia avviarle verso la loro casa?

[21] Certo, tu lo sai, perché allora eri nato
e il numero dei tuoi giorni è assai grande!

[22] Sei mai giunto ai serbatoi della neve,
hai mai visto i serbatoi della grandine,

[23] che io riserbo per il tempo della sciagura,
per il giorno della guerra e della battaglia?

[24] Per quali vie si espande la luce,
si diffonde il vento d'oriente sulla terra?

[25] Chi ha scavato canali agli acquazzoni
e una strada alla nube tonante,

[26] per far piovere sopra una terra senza uomini,
su un deserto dove non c'è nessuno,

[27] per dissetare regioni desolate e squallide
e far germogliare erbe nella steppa?

[28] Ha forse un padre la pioggia?
O chi mette al mondo le gocce della rugiada?

[29] Dal seno di chi è uscito il ghiaccio
e la brina del cielo chi l'ha generata?

[30] Come pietra le acque induriscono
e la faccia dell'abisso si raggela.

[31] Puoi tu annodare i legami delle Plèiadi
o sciogliere i vincoli di Orione?

[32] Fai tu spuntare a suo tempo la stella del mattino
o puoi guidare l'Orsa insieme con i suoi figli?

[33] Conosci tu le leggi del cielo
o ne applichi le norme sulla terra?

[34] Puoi tu alzare la voce fino alle nubi
e farti coprire da un rovescio di acqua?

[35] Scagli tu i fulmini e partono
dicendoti: "Eccoci!"?

[36] Chi ha elargito all'ibis la sapienza
o chi ha dato al gallo intelligenza?

[37] Chi può con sapienza calcolare le nubi
e chi riversa gli otri del cielo,

[38] quando si fonde la polvere in una massa
e le zolle si attaccano insieme?

[39] Vai tu a caccia di preda per la leonessa
e sazi la fame dei leoncini,

[40] quando sono accovacciati nelle tane
o stanno in agguato fra le macchie?

[41] Chi prepara al corvo il suo pasto,
quando i suoi nati gridano verso Dio
e vagano qua e là per mancanza di cibo?

39

[1] Sai tu quando figliano le camozze
e assisti al parto delle cerve?

[2] Conti tu i mesi della loro gravidanza
e sai tu quando devono figliare?

[3] Si curvano e depongono i figli,
metton fine alle loro doglie.

[4] Robusti sono i loro figli, crescono in campagna,
partono e non tornano più da esse.

[5] Chi lascia libero l'asino selvatico
e chi scioglie i legami dell'ònagro,

[6] al quale ho dato la steppa per casa
e per dimora la terra salmastra?

[7] Del fracasso della città se ne ride
e gli urli dei guardiani non ode.

[8] Gira per le montagne, sua pastura,
e va in cerca di quanto è verde.

[9] Il bufalo si lascerà piegare a servirti
o a passar la notte presso la tua greppia?

[10] Potrai legarlo con la corda per fare il solco
o fargli erpicare le valli dietro a te?

[11] Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande
e a lui affiderai le tue fatiche?

[12] Conterai su di lui, che torni
e raduni la tua messe sulla tua aia?

[13] L'ala dello struzzo batte festante,
ma è forse penna e piuma di cicogna?

[14] Abbandona infatti alla terra le uova
e sulla polvere le lascia riscaldare.

[15] Dimentica che un piede può schiacciarle,
una bestia selvatica calpestarle.

[16] Tratta duramente i figli, come se non fossero
suoi,
della sua inutile fatica non si affanna,

[17] perché Dio gli ha negato la saggezza
e non gli ha dato in sorte discernimento.

[18] Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali:
si beffa del cavallo e del suo cavaliere.

[19] Puoi tu dare la forza al cavallo
e vestire di fremiti il suo collo?

[20] Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?
Il suo alto nitrito incute spavento.

[21] Scalpita nella valle giulivo
e con impeto va incontro alle armi.

[22] Sprezza la paura, non teme,
né retrocede davanti alla spada.

[23] Su di lui risuona la farètra,
il luccicar della lancia e del dardo.

[24] Strepitando, fremendo, divora lo spazio
e al suono della tromba più non si tiene.

[25] Al primo squillo grida: "Aah!..."
e da lontano fiuta la battaglia,
gli urli dei capi, il fragor della mischia.

[26] Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero
e spiega le ali verso il sud?

[27] O al tuo comando l'aquila s'innalza
e pone il suo nido sulle alture?

[28] Abita le rocce e passa la notte
sui denti di rupe o sui picchi.

[29] Di lassù spia la preda,
lontano scrutano i suoi occhi.

[30] I suoi aquilotti succhiano il sangue
e dove sono cadaveri, là essa si trova.

40

[1] Il Signore riprese e disse a Giobbe:

[2] Il censore vorrà ancora contendere con l'Onnipotente?
L'accusatore di Dio risponda!

[3] Giobbe rivolto al Signore disse:

[4] Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.

[5] Ho parlato una volta, ma non replicherò.
ho parlato due volte, ma non continuerò.

[6] Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse:

[7] Cingiti i fianchi come un prode:
io t'interrogherò e tu mi istruirai.

[8] Oseresti proprio cancellare il mio guidizio
e farmi torto per avere tu ragione?

[9] Hai tu un braccio come quello di Dio
e puoi tuonare con voce pari alla sua?

[10] Ornati pure di maestà e di sublimità,
rivestiti di splendore e di gloria;

[11] diffondi i furori della tua collera,
mira ogni superbo e abbattilo,

[12] mira ogni superbo e umilialo,
schiaccia i malvagi ovunque si trovino;

[13] nascondili nella polvere tutti insieme,
rinchiudili nella polvere tutti insieme,

[14] anch'io ti loderò,
perché hai trionfato con la destra.

[15] Ecco, l'ippopotamo, che io ho creato al pari di te,
mangia l'erba come il bue.

[16] Guarda, la sua forza è nei fianchi
e il suo vigore nel ventre.

[17] Rizza la coda come un cedro,
i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi,

[18] le sue vertebre, tubi di bronzo,
le sue ossa come spranghe di ferro.

[19] Esso è la prima delle opere di Dio;
il suo creatore lo ha fornito di difesa.

[20] I monti gli offrono i loro prodotti
e là tutte le bestie della campagna si trastullano.

[21] Sotto le piante di loto si sdraia,
nel folto del canneto della palude.

[22] Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici,
lo circondano i salici del torrente.

[23] Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema,
è calmo, anche se il Giordano gli salisse fino alla bocca.

[24] Chi potrà afferrarlo per gli occhi,
prenderlo con lacci e forargli le narici?

[25] Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo
e tener ferma la sua lingua con una corda,

[26] ficcargli un giunco nelle narici
e forargli la mascella con un uncino?

[27] Ti farà forse molte suppliche
e ti rivolgerà dolci parole?

[28] Stipulerà forse con te un'alleanza,
perché tu lo prenda come servo per sempre?

[29] Scherzerai con lui come un passero,
legandolo per le tue fanciulle?

[30] Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca,
se lo divideranno i commercianti?

[31] Crivellerai di dardi la sua pelle
e con la fiocina la sua testa?

[32] Metti su di lui la mano:
al ricordo della lotta, non riproverai!

41

[1] Ecco, la tua speranza è fallita,
al solo vederlo uno stramazza.

[2] Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo
e chi mai potrà star saldo di fronte a lui?

[3] Chi mai lo ha assalito e si è salvato?
Nessuno sotto tutto il cielo.

[4] Non tacerò la forza delle sue membra:
in fatto di forza non ha pari.

[5] Chi gli ha mai aperto sul davanti il manto di pelle
e nella sua doppia corazza chi può penetrare?

[6] Le porte della sua bocca chi mai ha aperto?
Intorno ai suoi denti è il terrore!

[7] Il suo dorso è a lamine di scudi,
saldate con stretto suggello;

[8] l'una con l'altra si toccano,
sì che aria fra di esse non passa:

[9] ognuna aderisce alla vicina,
sono compatte e non possono separarsi.

[10] Il suo starnuto irradia luce
e i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora.

[11] Dalla sua bocca partono vampate,
sprizzano scintille di fuoco.

[12] Dalle sue narici esce fumo
come da caldaia, che bolle sul fuoco.

[13] Il suo fiato incendia carboni
e dalla bocca gli escono fiamme.

[14] Nel suo collo risiede la forza
e innanzi a lui corre la paura.

[15] Le giogaie della sua carne son ben compatte,
sono ben salde su di lui, non si muovono.

[16] Il suo cuore è duro come pietra,
duro come la pietra inferiore della macina.

[17] Quando si alza, si spaventano i forti
e per il terrore restano smarriti.

[18] La spada che lo raggiunge non vi si infigge,
né lancia, né freccia né giavellotto;

[19] stima il ferro come paglia,
il bronzo come legno tarlato.

[20] Non lo mette in fuga la freccia,
in pula si cambian per lui le pietre della fionda.

[21] Come stoppia stima una mazza
e si fa beffe del vibrare dell'asta.

[22] Al disotto ha cocci acuti
e striscia come erpice sul molle terreno.

[23] Fa ribollire come pentola il gorgo,
fa del mare come un vaso da unguenti.

[24] Dietro a sé produce una bianca scia
e l'abisso appare canuto.

[25] Nessuno sulla terra è pari a lui,
fatto per non aver paura.

[26] Lo teme ogni essere più altero;
egli è il re su tutte le fiere più superbe.

42

[1] Allora Giobbe rispose al Signore e disse:

[2] Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.

[3] Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo.

[4] "Ascoltami e io parlerò,
io t'interrogherò e tu istruiscimi".

[5] Io ti conoscevo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti vedono.

[6] Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

[7] Dopo che il Signore aveva rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: "La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe.

[8] Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe".

[9] Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.

[10] Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto.

[11] Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d'oro.

[12] Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine.

[13] Ebbe anche sette figli e tre figlie.

[14] A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio.

[15] In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli.

[16] Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni.

[17] Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

SALMI

1

[1] Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;

[2] ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

[3] Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

[4] Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;

[5] perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.

[6] Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

2

[1] Perché le genti congiurano
perché invano cospirano i popoli?

[2] Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia:

[3] "Spezziamo le loro catene,
gettiamo via i loro legami".

[4] Se ne ride chi abita i cieli,
li schernisce dall'alto il Signore.

[5] Egli parla loro con ira,
li spaventa nel suo sdegno:

[6] "Io l'ho costituito mio sovrano
sul Sion mio santo monte".

[7] Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.

[8] Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.

[9] Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai".

[10] E ora, sovrani, siate saggi
istruitevi, giudici della terra;

[11] servite Dio con timore
e con tremore esultate;

[12] che non si sdegni e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.

3

[1] Salmo di Davide quando fuggiva il figlio Assalonne.

[2] Signore, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.

[3] Molti di me vanno dicendo:
"Neppure Dio lo salva!".

[4] Ma tu, Signore, sei mia difesa,
tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.

[5] Al Signore innalzo la mia voce
e mi risponde dal suo monte santo.

[6] Io mi corico e mi addormento,
mi sveglio perché il Signore mi sostiene.

[7] Non temo la moltitudine di genti
che contro di me si accampano.

[8] Sorgi, Signore,
salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici,
hai spezzato i denti ai peccatori.

[9] Del Signore è la salvezza:
sul tuo popolo la tua benedizione.

4

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Salmo. Di Davide.

[2] Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia:
dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.

[3] Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore?
Perché amate cose vane e cercate la menzogna?

[4] Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele:
il Signore mi ascolta quando lo invoco.

[5] Tremate e non peccate,
sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.

[6] Offrite sacrifici di giustizia
e confidate nel Signore.

[7] Molti dicono: "Chi ci farà vedere il bene?".
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

[8] Hai messo più gioia nel mio cuore
di quando abbondano vino e frumento.

[9] In pace mi corico e subito mi addormento:
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

5

[1] Al maestro del coro. Per flauti. Salmo. Di Davide.

[2] Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.

[3] Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.

[4] Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino t'invoco e sto in attesa.

[5] Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di te il malvagio non trova dimora;

[6] gli stolti non sostengono il tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male,

[7] fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.

[8] Ma io per la tua grande misericordia
entrerò nella tua casa;
mi prostrerò con timore
nel tuo santo tempio.

[9] Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il tuo cammino.

[10] Non c'è sincerità sulla loro bocca,
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto,
la loro lingua è tutta adulazione.

[11] Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame,
per tanti loro delitti disperdili,
perché a te si sono ribellati.

[12] Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.

[13] Signore, tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la tua benevolenza.

6

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Sull'ottava. Salmo. Di Davide.

[2] Signore, non punirmi nel tuo sdegno,
non castigarmi nel tuo furore.

[3] Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.

[4] L'anima mia è tutta sconvolta,
ma tu, Signore, fino a quando...?

[5] Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.

[6] Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi?

[7] Sono stremato dai lungi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.

[8] I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori.

[9] Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto.

[10] Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.

[11] Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all'istante.

7

[1] Lamento che Davide rivolse al Signore per le parole di Cus il Beniaminita.

[2] Signore, mio Dio, in te mi rifugio:
salvami e liberami da chi mi perseguita,

[3] perché non mi sbrani come un leone,
non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.

[4] Signore mio Dio, se così ho agito:
se c'è iniquità sulle mie mani,

[5] se ho ripagato il mio amico con il male,
se a torto ho spogliato i miei avversari,

[6] il nemico m'insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e trascini nella polvere il mio onore.

[7] Sorgi, Signore, nel tuo sdegno,
levati contro il furore dei nemici,
alzati per il giudizio che hai stabilito.

[8] L'assemblea dei popoli ti circondi:
dall'alto volgiti contro di essa.

[9] Il Signore decide la causa dei popoli:
giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo la mia innocenza, o Altissimo.

[10] Poni fine al male degli empi;
rafforza l'uomo retto,
tu che provi mente e cuore, Dio giusto.

[11] La mia difesa è nel Signore,
egli salva i retti di cuore.

[12] Dio è giudice giusto,
ogni giorno si accende il suo sdegno.

[13] Non torna forse ad affilare la spada,
a tendere e puntare il suo arco?

[14] Si prepara strumenti di morte,
arroventa le sue frecce.

[15] Ecco, l'empio produce ingiustizia,
concepisce malizia, partorisce menzogna.

[16] Egli scava un pozzo profondo
e cade nella fossa che ha fatto;

[17] la sua malizia ricade sul suo capo,
la sua violenza gli piomba sulla testa.

[18] Loderò il Signore per la sua giustizia
e canterò il nome di Dio, l'Altissimo.

8

[1] Al maestro di coro. Sul canto: "I Torchi...". Salmo. Di Davide.

[2] O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

[3] Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

[4] Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,

[5] che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

[6] Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:

[7] gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

[8] tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;

[9] Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.

[10] O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

9

[1] Al maestro del coro. In sordina. Salmo. Di Davide.

[2] Loderò il Signore con tutto il cuore
e annunzierò tutte le tue meraviglie.

[3] Gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

[4] Mentre i miei nemici retrocedono,
davanti a te inciampano e periscono,

[5] perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa;
siedi in trono giudice giusto.

[6] Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

[7] Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico,
è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte.

[8] Ma il Signore sta assiso in eterno;
erige per il giudizio il suo trono:

[9] giudicherà il mondo con giustizia,
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

[10] Il Signore sarà un riparo per l'oppresso,
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.

[11] Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

[12] Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate tra i popoli le sue opere.

[13] Vindice del sangue, egli ricorda,
non dimentica il grido degli afflitti.

[14] Abbi pietà di me, Signore,
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici,
tu che mi strappi dalle soglie della morte,

[15] perché possa annunziare le tue lodi,
esultare per la tua salvezza
alle porte della città di Sion.

[16] Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata,
nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.

[17] Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia;
l'empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

[18] Tornino gli empi negli inferi,
tutti i popoli che dimenticano Dio.

[19] Perché il povero non sarà dimenticato,
la speranza degli afflitti non resterà delusa.

[20] Sorgi, Signore, non prevalga l'uomo:
davanti a te siano giudicate le genti.

[21] Riempile di spavento, Signore,
sappiano le genti che sono mortali.

10

[1] Perché, Signore, stai lontano,
nel tempo dell'angoscia ti nascondi?

[2] Il misero soccombe all'orgoglio dell'empio
e cade nelle insidie tramate.

[3] L'empio si vanta delle sue brame,
l'avaro maledice, disprezza Dio.

[4] L'empio insolente disprezza il Signore:
"Dio non se ne cura: Dio non esiste";
questo è il suo pensiero.

[5] Le sue imprese riescono sempre.
Son troppo in alto per lui i tuoi giudizi:
disprezza tutti i suoi avversari.

[6] Egli pensa: "Non sarò mai scosso,
vivrò sempre senza sventure".

[7] Di spergiuri, di frodi e d'inganni ha piena la bocca,
sotto la sua lingua sono iniquità e sopruso.

[8] Sta in agguato dietro le siepi,
dai nascondigli uccide l'innocente.

[9] I suoi occhi spiano l'infelice,
sta in agguato nell'ombra come un leone nel covo.
Sta in agguato per ghermire il misero,
ghermisce il misero attirandolo nella rete.

[10] Infierisce di colpo sull'oppresso,
cadono gl'infelici sotto la sua violenza.

[11] Egli pensa: "Dio dimentica,
nasconde il volto, non vede più nulla".

[12] Sorgi, Signore, alza la tua mano,
non dimenticare i miseri.

[13] Perché l'empio disprezza Dio
e pensa: "Non ne chiederà conto"?

[14] Eppure tu vedi l'affanno e il dolore,
tutto tu guardi e prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell'orfano tu sei il sostegno.
Spezza il braccio dell'empio e del malvagio;

[15] Punisci il suo peccato e più non lo trovi.

[16] Il Signore è re in eterno, per sempre:
dalla sua terra sono scomparse le genti.

[17] Tu accogli, Signore, il desiderio dei miseri,
rafforzi i loro cuori, porgi l'orecchio

[18] per far giustizia all'orfano e all'oppresso;
e non incuta più terrore l'uomo fatto di terra.

11

[1] Al maestro del coro. Di Davide.
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi:
"Fuggi come un passero verso il monte"?

[2] Ecco, gli empi tendono l'arco,
aggiustano la freccia sulla corda
per colpire nel buio i retti di cuore.

[3] Quando sono scosse le fondamenta,
il giusto che cosa può fare?

[4] Ma il Signore nel tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi sono aperti sul mondo,
le sue pupille scrutano ogni uomo.

[5] Il Signore scruta giusti ed empi,
egli odia chi ama la violenza.

[6] Farà piovere sugli empi
brace, fuoco e zolfo,
vento bruciante toccherà loro in sorte;

[7] Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti vedranno il suo volto.

12

[1] Al maestro del coro. Sull'ottava. Salmo. Di Davide.

[2] Salvami, Signore! Non c'è più un uomo fedele;
è scomparsa la fedeltà tra i figli dell'uomo.

[3] Si dicono menzogne l'uno all'altro,
labbra bugiarde parlano con cuore doppio.

[4] Recida il Signore le labbra bugiarde,
la lingua che dice parole arroganti,

[5] quanti dicono: "Per la nostra lingua siamo forti,
ci difendiamo con le nostre labbra:
chi sarà nostro padrone?".

[6] "Per l'oppressione dei miseri e il gemito dei poveri,
io sorgerò - dice il Signore -
metterò in salvo chi è disprezzato".

[7] I detti del Signore sono puri,
argento raffinato nel crogiuolo,
purificato nel fuoco sette volte.

[8] Tu, o Signore, ci custodirai,
ci guarderai da questa gente per sempre.

[9] Mentre gli empi si aggirano intorno,
emergono i peggiori tra gli uomini.

13

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi?
Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

[3] Fino a quando nell'anima mia proverò affanni,
tristezza nel cuore ogni momento?
Fino a quando su di me trionferà il nemico?

[4] Guarda, rispondimi, Signore mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi,
perché non mi sorprenda il sonno della morte,

[5] perché il mio nemico non dica: "L'ho vinto!"
e non esultino i miei avversari quando vacillo.

[6] Nella tua misericordia ho confidato.
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza
e canti al Signore, che mi ha beneficato.

14

[1] Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: "Non c'è Dio".
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

[2] Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c'è uno che cerchi Dio.

[3] Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

[4] Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

[5] Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

[6] Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

[7] Venga da Sion la salvezza d'Israele!
Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele.

15

[1] Salmo. Di Davide.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

[2] Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,

[3] non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.

[4] Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;

[5] presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l'innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

16

[1] Miktam. Di Davide.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

[2] Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene".

[3] Per i santi, che sono sulla terra,
uomini nobili, è tutto il mio amore.

[4] Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

[5] Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

[6] Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
è magnifica la mia eredità.

[7] Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.

[8] Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

[9] Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,

[10] perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

[11] Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

17

[1] Preghiera. Di Davide.
Accogli, Signore, la causa del giusto,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.

[2] Venga da te la mia sentenza,
i tuoi occhi vedano la giustizia.

[3] Saggia il mio cuore, scrutalo di notte,
provami al fuoco, non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole,

[4] secondo l'agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.

[5] Sulle tue vie tieni saldi i miei passi
e i miei piedi non vacilleranno.

[6] Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta;
porgi l'orecchio, ascolta la mia voce,

[7] mostrami i prodigi del tuo amore:
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.

[8] Custodiscimi come pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali,

[9] di fronte agli empi che mi opprimono,
ai nemici che mi accerchiano.

[10] Essi hanno chiuso il loro cuore,
le loro bocche parlano con arroganza.

[11] Eccoli, avanzano, mi circondano,
puntano gli occhi per abbattermi;

[12] simili a un leone che brama la preda,
a un leoncello che si apposta in agguato.

[13] Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo;
con la tua spada scampami dagli empi,

[14] con la tua mano, Signore, dal regno dei morti
che non hanno più parte in questa vita.
Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre
se ne sazino anche i figli
e ne avanzi per i loro bambini.

[15] Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua presenza.

18

[1] Al maestro del coro. Di Davide, servo del Signore, che rivolse al Signore le parole di questo canto, quando il Signore lo liberò dal potere di tutti i suoi nemici,

[2] e dalla mano di Saul. Disse dunque:
Ti amo, Signore, mia forza,

[3] Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.

[4] Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

[5] Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti impetuosi;

[6] gia mi avvolgevano i lacci degli inferi,
gia mi stringevano agguati mortali.

[7] Nel mio affanno invocai il Signore,
nell'angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido.

[8] La terra tremò e si scosse;
vacillarono le fondamenta dei monti,
si scossero perché egli era sdegnato.

[9] Dalle sue narici saliva fumo,
dalla sua bocca un fuoco divorante;
da lui sprizzavano carboni ardenti.

[10] Abbassò i cieli e discese,
fosca caligine sotto i suoi piedi.

[11] Cavalcava un cherubino e volava,
si librava sulle ali del vento.

[12] Si avvolgeva di tenebre come di velo,
acque oscure e dense nubi lo coprivano.

[13] Davanti al suo fulgore si dissipavano le nubi
con grandine e carboni ardenti.

[14] Il Signore tuonò dal cielo,
l'Altissimo fece udire la sua voce:
grandine e carboni ardenti.

[15] Scagliò saette e li disperse,
fulminò con folgori e li sconfisse.

[16] Allora apparve il fondo del mare,
si scoprirono le fondamenta del mondo,
per la tua minaccia, Signore,
per lo spirare del tuo furore.

[17] Stese la mano dall'alto e mi prese,
mi sollevò dalle grandi acque,

[18] mi liberò da nemici potenti,
da coloro che mi odiavano
ed eran più forti di me.

[19] Mi assalirono nel giorno di sventura,
ma il Signore fu mio sostegno;

[20] mi portò al largo,
mi liberò perché mi vuol bene.

[21] Il Signore mi tratta secondo la mia giustizia,
mi ripaga secondo l'innocenza delle mie mani;

[22] perché ho custodito le vie del Signore,
non ho abbandonato empiamente il mio Dio.

[23] I suoi giudizi mi stanno tutti davanti,
non ho respinto da me la sua legge;

[24] ma integro sono stato con lui
e mi sono guardato dalla colpa.

[25] Il Signore mi rende secondo la mia giustizia,
secondo l'innocenza delle mie mani davanti ai suoi occhi.

[26] Con l'uomo buono tu sei buono
con l'uomo integro tu sei integro,

[27] con l'uomo puro tu sei puro,
con il perverso tu sei astuto.

[28] Perché tu salvi il popolo degli umili,
ma abbassi gli occhi dei superbi.

[29] Tu, Signore, sei luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.

[30] Con te mi lancerò contro le schiere,
con il mio Dio scavalcherò le mura.

[31] La via di Dio è diritta,
la parola del Signore è provata al fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.

[32] Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O chi è rupe, se non il nostro Dio?

[33] Il Dio che mi ha cinto di vigore
e ha reso integro il mio cammino;

[34] mi ha dato agilità come di cerve,
sulle alture mi ha fatto stare saldo;

[35] ha addestrato le mie mani alla battaglia,
le mie braccia a tender l'arco di bronzo.

[36] Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza,
la tua destra mi ha sostenuto,
la tua bontà mi ha fatto crescere.

[37] Hai spianato la via ai miei passi,
i miei piedi non hanno vacillato.

[38] Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti,
non sono tornato senza averli annientati.

[39] Li ho colpiti e non si sono rialzati,
sono caduti sotto i miei piedi.

[40] Tu mi hai cinto di forza per la guerra,
hai piegato sotto di me gli avversari.

[41] Dei nemici mi hai mostrato le spalle,
hai disperso quanti mi odiavano.

[42] Hanno gridato e nessuno li ha salvati,
al Signore, ma non ha risposto.

[43] Come polvere al vento li ho dispersi,
calpestati come fango delle strade.

[44] Mi hai scampato dal popolo in rivolta,
mi hai posto a capo delle nazioni.
Un popolo che non conoscevo mi ha servito;

[45] all'udirmi, subito mi obbedivano,
stranieri cercavano il mio favore,

[46] impallidivano uomini stranieri
e uscivano tremanti dai loro nascondigli.

[47] Viva il Signore e benedetta la mia rupe,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.

[48] Dio, tu mi accordi la rivincita
e sottometti i popoli al mio giogo,

[49] mi scampi dai nemici furenti,
dei miei avversari mi fai trionfare
e mi liberi dall'uomo violento.

[50] Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli
e canterò inni di gioia al tuo nome.

[51] Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.

19

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.

[3] Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

[4] Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.

[5] Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.

[6] Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.

[7] Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

[8] La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.

[9] Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.

[10] Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

[11] più preziosi dell'oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.

[12] Anche il tuo servo in essi è istruito,
per chi li osserva è grande il profitto.

[13] Le inavvertenze chi le discerne?
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

[14] Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro dal grande peccato.

[15] Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.

20

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Ti ascolti il Signore nel giorno della prova,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.

[3] Ti mandi l'aiuto dal suo santuario
e dall'alto di Sion ti sostenga.

[4] Ricordi tutti i tuoi sacrifici
e gradisca i tuoi olocausti.

[5] Ti conceda secondo il tuo cuore,
faccia riuscire ogni tuo progetto.

[6] Esulteremo per la tua vittoria,
spiegheremo i vessilli in nome del nostro Dio;
adempia il Signore tutte le tue domande.

[7] Ora so che il Signore salva il suo consacrato;
gli ha risposto dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra.

[8] Chi si vanta dei carri e chi dei cavalli,
noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio.

[9] Quelli si piegano e cadono,
ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.

[10] Salva il re, o Signore,
rispondici, quando ti invochiamo.

21

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Signore, il re gioisce della tua potenza,
quanto esulta per la tua salvezza!

[3] Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore,
non hai respinto il voto delle sue labbra.

[4] Gli vieni incontro con larghe benedizioni;
gli poni sul capo una corona di oro fino.

[5] Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa,
lunghi giorni in eterno, senza fine.

[6] Grande è la sua gloria per la tua salvezza,
lo avvolgi di maestà e di onore;

[7] lo fai oggetto di benedizione per sempre,
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.

[8] Perché il re confida nel Signore:
per la fedeltà dell'Altissimo non sarà mai scosso.

[9] La tua mano raggiungerà ogni tuo nemico,
la tua destra raggiungerà chiunque ti odia.

[10] Ne farai una fornace ardente,
nel giorno in cui ti mostrerai:
il Signore li consumerà nella sua ira,
li divorerà il fuoco.

[11] Sterminerai dalla terra la loro prole,
la loro stirpe di mezzo agli uomini.

[12] Perché hanno ordito contro di te il male,
hanno tramato insidie, non avranno successo.

[13] Hai fatto loro voltare le spalle,
contro di essi punterai il tuo arco.

[14] Alzati, Signore, in tutta la tua forza;
canteremo inni alla tua potenza.

22

[1] Al maestro del coro. Sull'aria: "Cerva dell'aurora". Salmo. Di Davide.

[2] "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza":
sono le parole del mio lamento.

[3] Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo.

[4] Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele.

[5] In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati;

[6] a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.

[7] Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

[8] Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:

[9] "Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico".

[10] Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

[11] Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

[12] Da me non stare lontano,
poiché l'angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.

[13] Mi circondano tori numerosi,
mi assediano tori di Basan.

[14] Spalancano contro di me la loro bocca
come leone che sbrana e ruggisce.

[15] Come acqua sono versato,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si fonde in mezzo alle mie viscere.

[16] È arido come un coccio il mio palato,
la mia lingua si è incollata alla gola,
su polvere di morte mi hai deposto.

[17] Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi,

[18] posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano:

[19] si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.

[20] Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.

[21] Scampami dalla spada,
dalle unghie del cane la mia vita.

[22] Salvami dalla bocca del leone
e dalle corna dei bufali.

[23] Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.

[24] Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele;

[25] perché egli non ha disprezzato
né sdegnato l'afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto,
ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.

[26] Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

[27] I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
"Viva il loro cuore per sempre".

[28] Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.

[29] Poiché il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.

[30] A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui,

[31] lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

[32] annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
"Ecco l'opera del Signore!".

23

[1] Salmo. Di Davide.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

[2] su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

[3] Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

[4] Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

[5] Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

[6] Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

24

[1] Di Davide. Salmo.
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.

[2] È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.

[3] Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?

[4] Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.

[5] Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.

[6] Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

[7] Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.

[8] Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.

[9] Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.

[10] Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

25

[1] Di Davide.
A te, Signore, elevo l'anima mia,

[2] Dio mio, in te confido: non sia confuso!
Non trionfino su di me i miei nemici!

[3] Chiunque spera in te non resti deluso,
sia confuso chi tradisce per un nulla.

[4] Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.

[5] Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

[6] Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.

[7] Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

[8] Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;

[9] guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

[10] Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia
per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.

[11] Per il tuo nome, Signore,
perdona il mio peccato anche se grande.

[12] Chi è l'uomo che teme Dio?
Gli indica il cammino da seguire.

[13] Egli vivrà nella ricchezza,
la sua discendenza possederà la terra.

[14] Il Signore si rivela a chi lo teme,
gli fa conoscere la sua alleanza.

[15] Tengo i miei occhi rivolti al Signore,
perché libera dal laccio il mio piede.

[16] Volgiti a me e abbi misericordia,
perché sono solo ed infelice.

[17] Allevia le angosce del mio cuore,
liberami dagli affanni.

[18] Vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati.

[19] Guarda i miei nemici: sono molti
e mi detestano con odio violento.

[20] Proteggimi, dammi salvezza;
al tuo riparo io non sia deluso.

[21] Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.

[22] O Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce.

26

[1] Di Davide.
Signore, fammi giustizia:
nell'integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.

[2] Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.

[3] La tua bontà è davanti ai miei occhi
e nella tua verità dirigo i miei passi.

[4] Non siedo con gli uomini mendaci
e non frequento i simulatori.

[5] Odio l'alleanza dei malvagi,
non mi associo con gli empi.

[6] Lavo nell'innocenza le mie mani
e giro attorno al tuo altare, Signore,

[7] per far risuonare voci di lode
e per narrare tutte le tue meraviglie.

[8] Signore, amo la casa dove dimori
e il luogo dove abita la tua gloria.

[9] Non travolgermi insieme ai peccatori,
con gli uomini di sangue non perder la mia vita,

[10] perché nelle loro mani è la perfidia,
la loro destra è piena di regali.

[11] Integro è invece il mio cammino;
riscattami e abbi misericordia.

[12] Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.

27

[1] Di Davide.
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

[2] Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

[3] Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

[4] Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

[5] Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.

[6] E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.

[7] Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

[8] Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore, io cerco.

[9] Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

[10] Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.

[11] Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

[12] Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.

[13] Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.

[14] Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

28

[1] Di Davide.
A te grido, Signore;
non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non mi parli,
io sono come chi scende nella fossa.

[2] Ascolta la voce della mia supplica,
quando ti grido aiuto,
quando alzo le mie mani
verso il tuo santo tempio.

[3] Non travolgermi con gli empi,
con quelli che operano il male.
Parlano di pace al loro prossimo,
ma hanno la malizia nel cuore.

[4] Ripagali secondo la loro opera
e la malvagità delle loro azioni.
Secondo le opere delle loro mani,
rendi loro quanto meritano.

[5] Poiché non hanno compreso l'agire del Signore
e le opere delle sue mani,
egli li abbatta e non li rialzi.

[6] Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera;

[7] il Signore è la mia forza e il mio scudo,
ho posto in lui la mia fiducia;
mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
con il mio canto gli rendo grazie.

[8] Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza del suo consacrato.

[9] Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici,
guidali e sostienili per sempre.

29

[1] Salmo. Di Davide.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.

[2] Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

[3] Il Signore tuona sulle acque,
il Dio della gloria scatena il tuono,
il Signore, sull'immensità delle acque.

[4] Il Signore tuona con forza,
tuona il Signore con potenza.

[5] Il tuono del Signore schianta i cedri,
il Signore schianta i cedri del Libano.

[6] Fa balzare come un vitello il Libano
e il Sirion come un giovane bufalo.

[7] Il tuono saetta fiamme di fuoco,

[8] il tuono scuote la steppa,
il Signore scuote il deserto di Kades.

[9] Il tuono fa partorire le cerve
e spoglia le foreste.
Nel suo tempio tutti dicono: "Gloria!".

[10] Il Signore è assiso sulla tempesta,
il Signore siede re per sempre.

[11] Il Signore darà forza al suo popolo
benedirà il suo popolo con la pace.

30

[1] Salmo. Canto per la festa della dedicazione del tempio. Di Davide.

[2] Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato
e su di me non hai lasciato esultare i nemici.

[3] Signore Dio mio,
a te ho gridato e mi hai guarito.

[4] Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi,
mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

[5] Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
rendete grazie al suo santo nome,

[6] perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera sopraggiunge il pianto
e al mattino, ecco la gioia.

[7] Nella mia prosperità ho detto:
"Nulla mi farà vacillare!".

[8] Nella tua bontà, o Signore,
mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto,
io sono stato turbato.

[9] A te grido, Signore,
chiedo aiuto al mio Dio.

[10] Quale vantaggio dalla mia morte,
dalla mia discesa nella tomba?
Ti potrà forse lodare la polvere
e proclamare la tua fedeltà?

[11] Ascolta, Signore, abbi misericordia,
Signore, vieni in mio aiuto.

[12] Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,

[13] perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.

31

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami.

[3] Porgi a me l'orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie,
la cinta di riparo che mi salva.

[4] Tu sei la mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi.

[5] Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.

[6] Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

[7] Tu detesti chi serve idoli falsi,
ma io ho fede nel Signore.

[8] Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;

[9] non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai guidato al largo i miei passi.

[10] Abbi pietà di me, Signore, sono nell'affanno;
per il pianto si struggono i miei occhi,
la mia anima e le mie viscere.

[11] Si consuma nel dolore la mia vita,
i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore,
si dissolvono tutte le mie ossa.

[12] Sono l'obbrobrio dei miei nemici,
il disgusto dei miei vicini,
l'orrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.

[13] Sono caduto in oblio come un morto,
sono divenuto un rifiuto.

[14] Se odo la calunnia di molti, il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano,
tramano di togliermi la vita.

[15] Ma io confido in te, Signore;
dico: "Tu sei il mio Dio,

[16] nelle tue mani sono i miei giorni".
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori:

[17] fà splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia.

[18] Signore, ch'io non resti confuso, perché ti ho invocato;
siano confusi gli empi, tacciano negli inferi.

[19] Fà tacere le labbra di menzogna,
che dicono insolenze contro il giusto
con orgoglio e disprezzo.

[20] Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.

[21] Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue.

[22] Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.

[23] Io dicevo nel mio sgomento:
"Sono escluso dalla tua presenza".
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto.

[24] Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l'orgoglioso.

[25] Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.

32

[1] Di Davide. Maskil.
Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.

[2] Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.

[3] Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.

[4] Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore.

[5] Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe"
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

[6] Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell'angoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.

[7] Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.

[8] Ti farò saggio, t'indicherò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.

[9] Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d'intelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.

[10] Molti saranno i dolori dell'empio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.

[11] Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

33

[1] Esultate, giusti, nel Signore;
ai retti si addice la lode.

[2] Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

[3] Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate.

[4] Poiché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.

[5] Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.

[6] Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.

[7] Come in un otre raccoglie le acque del mare,
chiude in riserve gli abissi.

[8] Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,

[9] perché egli parla e tutto è fatto,
comanda e tutto esiste.

[10] Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.

[11] Ma il piano del Signore sussiste per sempre,
i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.

[12] Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.

[13] Il Signore guarda dal cielo,
egli vede tutti gli uomini.

[14] Dal luogo della sua dimora
scruta tutti gli abitanti della terra,

[15] lui che, solo, ha plasmato il loro cuore
e comprende tutte le loro opere.

[16] Il re non si salva per un forte esercito
né il prode per il suo grande vigore.

[17] Il cavallo non giova per la vittoria,
con tutta la sua forza non potrà salvare.

[18] Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia,

[19] per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

[20] L'anima nostra attende il Signore,
egli è nostro aiuto e nostro scudo.

[21] In lui gioisce il nostro cuore
e confidiamo nel suo santo nome.

[22] Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo.

34

[1] Di Davide, quando si finse pazzo in presenza di Abimelech e, da lui scacciato, se ne andò.

[2] Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

[3] Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

[4] Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

[5] Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

[6] Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.

[7] Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.

[8] L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.

[9] Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.

[10] Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.

[11] I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

[12] Venite, figli, ascoltatemi;
v'insegnerò il timore del Signore.

[13] C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?

[14] Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.

[15] Stà lontano dal male e fà il bene,
cerca la pace e perseguila.

[16] Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

[17] Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.

[18] Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.

[19] Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

[20] Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.

[21] Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

[22] La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.

[23] Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

35

[1] Di Davide.
Signore, giudica chi mi accusa,
combatti chi mi combatte.

[2] Afferra i tuoi scudi
e sorgi in mio aiuto.

[3] Vibra la lancia e la scure
contro chi mi insegue,
dimmi: "Sono io la tua salvezza".

[4] Siano confusi e coperti di ignominia
quelli che attentano alla mia vita;
retrocedano e siano umiliati
quelli che tramano la mia sventura.

[5] Siano come pula al vento
e l'angelo del Signore li incalzi;

[6] la loro strada sia buia e scivolosa
quando li insegue l'angelo del Signore.

[7] Poiché senza motivo mi hanno teso una rete,
senza motivo mi hanno scavato una fossa.

[8] Li colga la bufera improvvisa,
li catturi la rete che hanno tesa,
siano travolti dalla tempesta.

[9] Io invece esulterò nel Signore
per la gioia della sua salvezza.

[10] Tutte le mie ossa dicano:
"Chi è come te, Signore,
che liberi il debole dal più forte,
il misero e il povero dal predatore?".

[11] Sorgevano testimoni violenti,
mi interrogavano su ciò che ignoravo,

[12] mi rendevano male per bene:
una desolazione per la mia vita.

[13] Io, quand'erano malati, vestivo di sacco,
mi affliggevo col digiuno,
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.

[14] Mi angustiavo come per l'amico, per il fratello,
come in lutto per la madre mi prostravo nel dolore.

[15] Ma essi godono della mia caduta, si radunano,
si radunano contro di me per colpirmi all'improvviso.
Mi dilaniano senza posa,

[16] mi mettono alla prova, scherno su scherno,
contro di me digrignano i denti.

[17] Fino a quando, Signore, starai a guardare?
Libera la mia vita dalla loro violenza,
dalle zanne dei leoni l'unico mio bene.

[18] Ti loderò nella grande assemblea,
ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.

[19] Non esultino su di me i nemici bugiardi,
non strizzi l'occhio chi mi odia senza motivo.

[20] Poiché essi non parlano di pace,
contro gli umili della terra tramano inganni.

[21] Spalancano contro di me la loro bocca;
dicono con scherno: "Abbiamo visto con i nostri occhi!".

[22] Signore, tu hai visto, non tacere;
Dio, da me non stare lontano.

[23] Dèstati, svègliati per il mio giudizio,
per la mia causa, Signore mio Dio.

[24] Giudicami secondo la tua giustizia, Signore mio Dio,
e di me non abbiano a gioire.

[25] Non pensino in cuor loro: "Siamo soddisfatti!".
Non dicano: "Lo abbiamo divorato".

[26] Sia confuso e svergognato chi gode della mia sventura,
sia coperto di vergogna e d'ignominia chi mi insulta.

[27] Esulti e gioisca chi ama il mio diritto,
dica sempre: "Grande è il Signore
che vuole la pace del suo servo".

[28] La mia lingua celebrerà la tua giustizia,
canterà la tua lode per sempre.

36

[1] Al maestro del coro. Di Davide servo del Signore.

[2] Nel cuore dell'empio parla il peccato,
davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio.

[3] Poiché egli si illude con se stesso
nel ricercare la sua colpa e detestarla.

[4] Inique e fallaci sono le sue parole,
rifiuta di capire, di compiere il bene.

[5] Iniquità trama sul suo giaciglio,
si ostina su vie non buone,
via da sé non respinge il male.

[6] Signore, la tua grazia è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi;

[7] la tua giustizia è come i monti più alti,
il tuo giudizio come il grande abisso:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

[8] Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali,

[9] si saziano dell'abbondanza della tua casa
e li disseti al torrente delle tue delizie.

[10] È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.

[11] Concedi la tua grazia a chi ti conosce,
la tua giustizia ai retti di cuore.

[12] Non mi raggiunga il piede dei superbi,
non mi disperda la mano degli empi.

[13] Ecco, sono caduti i malfattori,
abbattuti, non possono rialzarsi.

37

[1] Di Davide.
Non adirarti contro gli empi,
non invidiare i malfattori.

[2] Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.

[3] Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.

[4] Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

[5] Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;

[6] farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

[7] Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l'uomo che trama insidie.

[8] Desisti dall'ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,

[9] poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

[10] Ancora un poco e l'empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.

[11] I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.

[12] L'empio trama contro il giusto,
contro di lui digrigna i denti.

[13] Ma il Signore ride dell'empio,
perché vede arrivare il suo giorno.

[14] Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco
per abbattere il misero e l'indigente,
per uccidere chi cammina sulla retta via.

[15] La loro spada raggiungerà il loro cuore
e i loro archi si spezzeranno.

[16] Il poco del giusto è cosa migliore
dell'abbondanza degli empi;

[17] perché le braccia degli empi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti.

[18] Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.

[19] Non saranno confusi nel tempo della sventura
e nei giorni della fame saranno saziati.

[20] Poiché gli empi periranno,
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati,
tutti come fumo svaniranno.

[21] L'empio prende in prestito e non restituisce,
ma il giusto ha compassione e dà in dono.

[22] Chi è benedetto da Dio possederà la terra,
ma chi è maledetto sarà sterminato.

[23] Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.

[24] Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.

[25] Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.

[26] Egli ha sempre compassione e dà in prestito,
per questo la sua stirpe è benedetta.

[27] Stà lontano dal male e fà il bene,
e avrai sempre una casa.

[28] Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;
gli empi saranno distrutti per sempre
e la loro stirpe sarà sterminata.

[29] I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre.

[30] La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;

[31] la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.

[32] L'empio spia il giusto
e cerca di farlo morire.

[33] Il Signore non lo abbandona alla sua mano,
nel giudizio non lo lascia condannare.

[34] Spera nel Signore e segui la sua via:
ti esalterà e tu possederai la terra
e vedrai lo sterminio degli empi.

[35] Ho visto l'empio trionfante
ergersi come cedro rigoglioso;

[36] sono passato e più non c'era,
l'ho cercato e più non si è trovato.

[37] Osserva il giusto e vedi l'uomo retto,
l'uomo di pace avrà una discendenza.

[38] Ma tutti i peccatori saranno distrutti,
la discendenza degli empi sarà sterminata.

[39] La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;

[40] il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati.

38

[1] Salmo. Di Davide. In memoria.

[2] Signore, non castigarmi nel tuo sdegno,
non punirmi nella tua ira.

[3] Le tue frecce mi hanno trafitto,
su di me è scesa la tua mano.

[4] Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano,
nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.

[5] Le mie iniquità hanno superato il mio capo,
come carico pesante mi hanno oppresso.

[6] Putride e fetide sono le mie piaghe
a causa della mia stoltezza.

[7] Sono curvo e accasciato,
triste mi aggiro tutto il giorno.

[8] Sono torturati i miei fianchi,
in me non c'è nulla di sano.

[9] Afflitto e sfinito all'estremo,
ruggisco per il fremito del mio cuore.

[10] Signore, davanti a te ogni mio desiderio
e il mio gemito a te non è nascosto.

[11] Palpita il mio cuore,
la forza mi abbandona,
si spegne la luce dei miei occhi.

[12] Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe,
i miei vicini stanno a distanza.

[13] Tende lacci chi attenta alla mia vita,
trama insidie chi cerca la mia rovina.
e tutto il giorno medita inganni.

[14] Io, come un sordo, non ascolto
e come un muto non apro la bocca;

[15] sono come un uomo che non sente e non risponde.

[16] In te spero, Signore;
tu mi risponderai, Signore Dio mio.

[17] Ho detto: "Di me non godano,
contro di me non si vantino
quando il mio piede vacilla".

[18] Poiché io sto per cadere
e ho sempre dinanzi la mia pena.

[19] Ecco, confesso la mia colpa,
sono in ansia per il mio peccato.

[20] I miei nemici sono vivi e forti,
troppi mi odiano senza motivo,

[21] mi pagano il bene col male,
mi accusano perché cerco il bene.

[22] Non abbandonarmi, Signore,
Dio mio, da me non stare lontano;

[23] accorri in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

39

[1] Al maestro del coro, Idutun. Salmo. Di Davide.

[2] Ho detto: "Veglierò sulla mia condotta
per non peccare con la mia lingua;
porrò un freno alla mia bocca
mentre l'empio mi sta dinanzi".

[3] Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene,
la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.

[4] Ardeva il cuore nel mio petto,
al ripensarci è divampato il fuoco;
allora ho parlato:

[5] "Rivelami, Signore, la mia fine;
quale sia la misura dei miei giorni
e saprò quanto è breve la mia vita".

[6] Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni
e la mia esistenza davanti a te è un nulla.
Solo un soffio è ogni uomo che vive,

[7] come ombra è l'uomo che passa;
solo un soffio che si agita,
accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

[8] Ora, che attendo, Signore?
In te la mia speranza.

[9] Liberami da tutte le mie colpe,
non rendermi scherno dello stolto.

[10] Sto in silenzio, non apro bocca,
perché sei tu che agisci.

[11] Allontana da me i tuoi colpi:
sono distrutto sotto il peso della tua mano.

[12] Castigando il suo peccato tu correggi l'uomo,
corrodi come tarlo i suoi tesori.
Ogni uomo non è che un soffio.

[13] Ascolta la mia preghiera, Signore,
porgi l'orecchio al mio grido,
non essere sordo alle mie lacrime,
poiché io sono un forestiero,
uno straniero come tutti i miei padri.

[14] Distogli il tuo sguardo, che io respiri,
prima che me ne vada e più non sia.

40

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.

[2] Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.

[3] Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.

[4] Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.

[5] Beato l'uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
né si volge a chi segue la menzogna.

[6] Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore:
nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare
sono troppi per essere contati.

[7] Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.

[8] Allora ho detto: "Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro di me è scritto,

[9] che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore".

[10] Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.

[11] Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

[12] Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedeltà e la tua grazia
mi proteggano sempre,

[13] poiché mi circondano mali senza numero,
le mie colpe mi opprimono
e non posso più vedere.
Sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.

[14] Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.

[15] Vergogna e confusione
per quanti cercano di togliermi la vita.
Retrocedano coperti d'infamia
quelli che godono della mia sventura.

[16] Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che mi scherniscono.

[17] Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: "Il Signore è grande"
quelli che bramano la tua salvezza.

[18] Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare.

41

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.

[3] Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.

[4] Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.

[5] Io ho detto: "Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato".

[6] I nemici mi augurano il male:
"Quando morirà e perirà il suo nome?".

[7] Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.

[8] Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:

[9] "Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi".

[10] Anche l'amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.

[11] Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.

[12] Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;

[13] per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.

[14] Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

42

[1] Al maestro del coro. Maskil. Dei figli di Core.

[2] Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.

[3] L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?

[4] Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: "Dov'è il tuo Dio?".

[5] Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.

[6] Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

[7] In me si abbatte l'anima mia;
perciò di te mi ricordo
dal paese del Giordano e dell'Ermon, dal monte Misar.

[8] Un abisso chiama l'abisso al fragore delle tue cascate;
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.

[9] Di giorno il Signore mi dona la sua grazia
di notte per lui innalzo il mio canto:
la mia preghiera al Dio vivente.

[10] Dirò a Dio, mia difesa:
"Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?".

[11] Per l'insulto dei miei avversari
sono infrante le mie ossa;
essi dicono a me tutto il giorno: "Dov'è il tuo Dio?".

[12] Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

43

[1] Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall'uomo iniquo e fallace.

[2] Tu sei il Dio della mia difesa;
perché mi respingi,
perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?

[3] Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi,
mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore.

[4] Verrò all'altare di Dio,
al Dio della mia gioia, del mio giubilo.
A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.

[5] Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

44

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Maskil.

[2] Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito,
i nostri padri ci hanno raccontato
l'opera che hai compiuto ai loro giorni,
nei tempi antichi.

[3] Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti,
per far loro posto, hai distrutto i popoli.

[4] Poiché non con la spada conquistarono la terra,
né fu il loro braccio a salvarli;
ma il tuo braccio e la tua destra
e la luce del tuo volto,
perché tu li amavi.

[5] Sei tu il mio re, Dio mio,
che decidi vittorie per Giacobbe.

[6] Per te abbiamo respinto i nostri avversari
nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.

[7] Infatti nel mio arco non ho confidato
e non la mia spada mi ha salvato,

[8] ma tu ci hai salvati dai nostri avversari,
hai confuso i nostri nemici.

[9] In Dio ci gloriamo ogni giorno,
celebrando senza fine il tuo nome.

[10] Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna,
e più non esci con le nostre schiere.

[11] Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari
e i nostri nemici ci hanno spogliati.

[12] Ci hai consegnati come pecore da macello,
ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.

[13] Hai venduto il tuo popolo per niente,
sul loro prezzo non hai guadagnato.

[14] Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini,
scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.

[15] Ci hai resi la favola dei popoli,
su di noi le nazioni scuotono il capo.

[16] L'infamia mi sta sempre davanti
e la vergogna copre il mio volto

[17] per la voce di chi insulta e bestemmia,
davanti al nemico che brama vendetta.

[18] Tutto questo ci è accaduto
e non ti avevamo dimenticato,
non avevamo tradito la tua alleanza.

[19] Non si era volto indietro il nostro cuore,
i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;

[20] ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli
e ci hai avvolti di ombre tenebrose.

[21] Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio
e teso le mani verso un dio straniero,

[22] forse che Dio non lo avrebbe scoperto,
lui che conosce i segreti del cuore?

[23] Per te ogni giorno siamo messi a morte,
stimati come pecore da macello.

[24] Svègliati, perché dormi, Signore?
Dèstati, non ci respingere per sempre.

[25] Perché nascondi il tuo volto,
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

[26] Poiché siamo prostrati nella polvere,
il nostro corpo è steso a terra.
Sorgi, vieni in nostro aiuto;

[27] salvaci per la tua misericordia.

45

[1] Al maestro del coro. Su "I gigli...". Dei figli di Core. Maskil. Canto d'amore.

[2] Effonde il mio cuore liete parole,
io canto al re il mio poema.
La mia lingua è stilo di scriba veloce.

[3] Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
ti ha benedetto Dio per sempre.

[4] Cingi, prode, la spada al tuo fianco,
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,

[5] avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

[6] La tua destra ti mostri prodigi:
le tue frecce acute
colpiscono al cuore i nemici del re;
sotto di te cadono i popoli.

[7] Il tuo trono, Dio, dura per sempre;
è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

[8] Ami la giustizia e l'empietà detesti:
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

[9] Le tue vesti son tutte mirra, àloe e cassia,
dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre.

[10] Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir.

[11] Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;

[12] al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.

[13] Da Tiro vengono portando doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

[14] La figlia del re è tutta splendore,
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.

[15] È presentata al re in preziosi ricami;
con lei le vergini compagne a te sono condotte;

[16] guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.

[17] Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai capi di tutta la terra.

[18] Farò ricordare il tuo nome
per tutte le generazioni,
e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.

46

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Su "Le vergini...". Canto.

[2] Dio è per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce.

[3] Perciò non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.

[4] Fremano, si gonfino le sue acque,
tremino i monti per i suoi flutti.

[5] Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell'Altissimo.

[6] Dio sta in essa: non potrà vacillare;
la soccorrerà Dio, prima del mattino.

[7] Fremettero le genti, i regni si scossero;
egli tuonò, si sgretolò la terra.

[8] Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

[9] Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto portenti sulla terra.

[10] Farà cessare le guerre sino ai confini della terra,
romperà gli archi e spezzerà le lance,
brucerà con il fuoco gli scudi.

[11] Fermatevi e sappiate che io sono Dio,
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.

[12] Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

47

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

[2] Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia;

[3] perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
re grande su tutta la terra.

[4] Egli ci ha assoggettati i popoli,
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.

[5] La nostra eredità ha scelto per noi,
vanto di Giacobbe suo prediletto.

[6] Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.

[7] Cantate inni a Dio, cantate inni;
cantate inni al nostro re, cantate inni;

[8] perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.

[9] Dio regna sui popoli,
Dio siede sul suo trono santo.

[10] I capi dei popoli si sono raccolti
con il popolo del Dio di Abramo,
perché di Dio sono i potenti della terra:
egli è l'Altissimo.

48

[1] Cantico. Salmo. Dei figli di Core.

[2] Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.

[3] Il suo monte santo, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, dimora divina,
è la città del grande Sovrano.

[4] Dio nei suoi baluardi
è apparso fortezza inespugnabile.

[5] Ecco, i re si sono alleati,
sono avanzati insieme.

[6] Essi hanno visto:
attoniti e presi dal panico,
sono fuggiti.

[7] Là sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente,

[8] simile al vento orientale
che squarcia le navi di Tarsis.

[9] Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l'ha fondata per sempre.

[10] Ricordiamo, Dio, la tua misericordia
dentro il tuo tempio.

[11] Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra.

[12] Gioisca il monte di Sion,
esultino le città di Giuda
a motivo dei tuoi giudizi.

[13] Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri.

[14] Osservate i suoi baluardi,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura:

[15] Questo è il Signore, nostro Dio
in eterno, sempre:
egli è colui che ci guida.

49

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

[2] Ascoltate, popoli tutti,
porgete orecchio abitanti del mondo,

[3] voi nobili e gente del popolo,
ricchi e poveri insieme.

[4] La mia bocca esprime sapienza,
il mio cuore medita saggezza;

[5] porgerò l'orecchio a un proverbio,
spiegherò il mio enigma sulla cetra.

[6] Perché temere nei giorni tristi,
quando mi circonda la malizia dei perversi?

[7] Essi confidano nella loro forza,
si vantano della loro grande ricchezza.

[8] Nessuno può riscattare se stesso,
o dare a Dio il suo prezzo.

[9] Per quanto si paghi il riscatto di una vita,
non potrà mai bastare

[10] per vivere senza fine,
e non vedere la tomba.

[11] Vedrà morire i sapienti;
lo stolto e l'insensato periranno insieme
e lasceranno ad altri le loro ricchezze.

[12] Il sepolcro sarà loro casa per sempre,
loro dimora per tutte le generazioni,
eppure hanno dato il loro nome alla terra.

[13] Ma l'uomo nella prosperità non comprende,
è come gli animali che periscono.

[14] Questa è la sorte di chi confida in se stesso,
l'avvenire di chi si compiace nelle sue parole.

[15] Come pecore sono avviati agli inferi,
sarà loro pastore la morte;
scenderanno a precipizio nel sepolcro,
svanirà ogni loro parvenza:
gli inferi saranno la loro dimora.

[16] Ma Dio potrà riscattarmi,
mi strapperà dalla mano della morte.

[17] Se vedi un uomo arricchirsi, non temere,
se aumenta la gloria della sua casa.

[18] Quando muore con sé non porta nulla,
né scende con lui la sua gloria.

[19] Nella sua vita si diceva fortunato:
"Ti loderanno, perché ti sei procurato del bene".

[20] Andrà con la generazione dei suoi padri
che non vedranno mai più la luce.

[21] L'uomo nella prosperità non comprende,
è come gli animali che periscono.

50

[1] Salmo. Di Asaf.
Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.

[2] Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.

[3] Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

[4] Convoca il cielo dall'alto
e la terra al giudizio del suo popolo:

[5] "Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio".

[6] Il cielo annunzi la sua giustizia,
Dio è il giudice.

[7] "Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele:
Io sono Dio, il tuo Dio.

[8] Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.

[9] Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti.

[10] Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.

[11] Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.

[12] Se avessi fame, a te non lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.

[13] Mangerò forse la carne dei tori,
berrò forse il sangue dei capri?

[14] Offri a Dio un sacrificio di lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;

[15] invocami nel giorno della sventura:
ti salverò e tu mi darai gloria".

[16] All'empio dice Dio:
"Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,

[17] tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?

[18] Se vedi un ladro, corri con lui;
e degli adùlteri ti fai compagno.

[19] Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua ordisce inganni.

[20] Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.

[21] Hai fatto questo e dovrei tacere?
forse credevi ch'io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati".

[22] Capite questo voi che dimenticate Dio,
perché non mi adiri e nessuno vi salvi.

[23] Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

51

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Quando venne da lui il profeta Natan dopo che aveva peccato con Betsabea.

[3] Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.

[4] Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

[5] Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

[6] Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.

[7] Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.

[8] Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.

[9] Purificami con issopo e sarò mondo;
lavami e sarò più bianco della neve.

[10] Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai spezzato.

[11] Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.

[12] Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.

[13] Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

[14] Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.

[15] Insegnerò agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

[16] Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

[17] Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode;

[18] poiché non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.

[19] Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.

[20] Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.

[21] Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l'olocausto e l'intera oblazione,
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

52

[1] Al maestro del coro. Maskil. Di Davide.

[2] Dopo che l'idumeo Doeg venne da Saul per informarlo e dirgli: "Davide è entrato in casa di Abimelech".

[3] Perché ti vanti del male
o prepotente nella tua iniquità?

[4] Ordisci insidie ogni giorno;
la tua lingua è come lama affilata,
artefice di inganni.

[5] Tu preferisci il male al bene,
la menzogna al parlare sincero.

[6] Ami ogni parola di rovina,
o lingua di impostura.

[7] Perciò Dio ti demolirà per sempre,
ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda
e ti sradicherà dalla terra dei viventi.

[8] Vedendo, i giusti saran presi da timore
e di lui rideranno:

[9] "Ecco l'uomo che non ha posto in Dio la sua difesa,
ma confidava nella sua grande ricchezza
e si faceva forte dei suoi crimini".

[10] Io invece come olivo verdeggiante
nella casa di Dio.
Mi abbandono alla fedeltà di Dio
ora e per sempre.

[11] Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.

53

[1] Al maestro del coro. Su "Macalat". Maskil. Di Davide.

[2] Lo stolto pensa:
"Dio non esiste".
Sono corrotti, fanno cose abominevoli,
nessuno fa il bene.

[3] Dio dal cielo si china sui figli dell'uomo
per vedere se c'è un uomo saggio che cerca Dio.

[4] Tutti hanno traviato,
tutti sono corrotti;
nessuno fa il bene;
neppure uno.

[5] Non comprendono forse i malfattori
che divorano il mio popolo come il pane
e non invocano Dio?

[6] Hanno tremato di spavento,
là dove non c'era da temere.
Dio ha disperso le ossa degli aggressori,
sono confusi perché Dio li ha respinti.

[7] Chi manderà da Sion la salvezza di Israele?
Quando Dio farà tornare i deportati del suo popolo,
esulterà Giacobbe, gioirà Israele.

54

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Maskil. Di Davide.

[2] Dopo che gli Zifei vennero da Saul a dirgli: "Ecco, Davide se ne sta nascosto presso di noi".

[3] Dio, per il tuo nome, salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.

[4] Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca;

[5] poiché sono insorti contro di me gli arroganti
e i prepotenti insidiano la mia vita,
davanti a sé non pongono Dio.

[6] Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore mi sostiene.

[7] Fà ricadere il male sui miei nemici,
nella tua fedeltà disperdili.

[8] Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio,
Signore, loderò il tuo nome perché è buono;

[9] da ogni angoscia mi hai liberato
e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.

55

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Maskil. Di Davide.

[2] Porgi l'orecchio, Dio, alla mia preghiera,
non respingere la mia supplica;

[3] dammi ascolto e rispondimi,
mi agito nel mio lamento e sono sconvolto

[4] al grido del nemico, al clamore dell'empio.
Contro di me riversano sventura,
mi perseguitano con furore.

[5] Dentro di me freme il mio cuore,
piombano su di me terrori di morte.

[6] Timore e spavento mi invadono
e lo sgomento mi opprime.

[7] Dico: "Chi mi darà ali come di colomba,
per volare e trovare riposo?

[8] Ecco, errando, fuggirei lontano,
abiterei nel deserto.

[9] Riposerei in un luogo di riparo
dalla furia del vento e dell'uragano".

[10] Disperdili, Signore,
confondi le loro lingue:
ho visto nella città violenza e contese.

[11] Giorno e notte si aggirano
sulle sue mura,

[12] all'interno iniquità, travaglio e insidie
e non cessano nelle sue piazze
sopruso e inganno.

[13] Se mi avesse insultato un nemico,
l'avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario,
da lui mi sarei nascosto.

[14] Ma sei tu, mio compagno,
mio amico e confidente;

[15] ci legava una dolce amicizia,
verso la casa di Dio camminavamo in festa.

[16] Piombi su di loro la morte,
scendano vivi negli inferi;
perché il male è nelle loro case,
e nel loro cuore.

[17] Io invoco Dio
e il Signore mi salva.

[18] Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro
ed egli ascolta la mia voce;

[19] mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono:
sono tanti i miei avversari.

[20] Dio mi ascolta e li umilia,
egli che domina da sempre.
Per essi non c'è conversione
e non temono Dio.

[21] Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici,
ha violato la sua alleanza.

[22] Più untuosa del burro è la sua bocca,
ma nel cuore ha la guerra;
più fluide dell'olio le sue parole,
ma sono spade sguainate.

[23] Getta sul Signore il tuo affanno
ed egli ti darà sostegno,
mai permetterà che il giusto vacilli.

[24] Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba
gli uomini sanguinari e fraudolenti:
essi non giungeranno alla metà dei loro giorni.
Ma io, Signore, in te confido.

56

[1] Al maestro del coro. Su "Jonat elem rehoqim". Di Davide. Miktam. Quando i Filistei lo tenevano prigioniero in Gat.

[2] Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta,
un aggressore sempre mi opprime.

[3] Mi calpestano sempre i miei nemici,
molti sono quelli che mi combattono.

[4] Nell'ora della paura,
io in te confido.

[5] In Dio, di cui lodo la parola,
in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

[6] Travisano sempre le mie parole,
non pensano che a farmi del male.

[7] Suscitano contese e tendono insidie,
osservano i miei passi,
per attentare alla mia vita.

[8] Per tanta iniquità non abbiano scampo:
nella tua ira abbatti i popoli, o Dio.

[9] I passi del mio vagare tu li hai contati,
le mie lacrime nell'otre tuo raccogli;
non sono forse scritte nel tuo libro?

[10] Allora ripiegheranno i miei nemici,
quando ti avrò invocato:
so che Dio è in mio favore.

[11] Lodo la parola di Dio,
lodo la parola del Signore,

[12] in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

[13] Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,

[14] perché mi hai liberato dalla morte.
Hai preservato i miei piedi dalla caduta,
perché io cammini alla tua presenza
nella luce dei viventi, o Dio.

57

[1] Al maestro del coro. Su "Non distruggere". Di Davide. Miktam. Quando fuggì da Saul nella caverna.

[2] Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te mi rifugio;
mi rifugio all'ombra delle tue ali
finché sia passato il pericolo.

[3] Invocherò Dio, l'Altissimo,
Dio che mi fa il bene.

[4] Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.

[5] Io sono come in mezzo a leoni,
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce,
la loro lingua spada affilata.

[6] Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.

[7] Hanno teso una rete ai miei piedi,
mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa
e vi sono caduti.

[8] Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.

[9] Voglio cantare, a te voglio inneggiare:
svègliati, mio cuore,
svègliati arpa, cetra,
voglio svegliare l'aurora.

[10] Ti loderò tra i popoli, Signore,
a te canterò inni tra le genti.

[11] perché la tua bontà è grande fino ai cieli,
e la tua fedeltà fino alle nubi.

[12] Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.

58

[1] Al maestro del coro. Su "Non distruggere". Di Davide. Miktam.

[2] Rendete veramente giustizia o potenti,
giudicate con rettitudine gli uomini?

[3] Voi tramate iniquità con il cuore,
sulla terra le vostre mani preparano violenze.

[4] Sono traviati gli empi fin dal seno materno,
si pervertono fin dal grembo gli operatori di menzogna.

[5] Sono velenosi come il serpente,
come vipera sorda che si tura le orecchie

[6] per non udire la voce dell'incantatore,
del mago che incanta abilmente.

[7] Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
rompi, o Signore, le mascelle dei leoni.

[8] Si dissolvano come acqua che si disperde,
come erba calpestata inaridiscano.

[9] Passino come lumaca che si discioglie,
come aborto di donna che non vede il sole.

[10] Prima che le vostre caldaie sentano i pruni,
vivi li travolga il turbine.

[11] Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
laverà i piedi nel sangue degli empi.

[12] Gli uomini diranno: "C'è un premio per il giusto,
c'è Dio che fa giustizia sulla terra!".

59

[1] Al maestro del coro. Su "Non distruggere". Di Davide. Quando Saul mandò uomini a sorvegliare la casa e ad ucciderlo.

[2] Liberami dai nemici, mio Dio,
proteggimi dagli aggressori.

[3] Liberami da chi fa il male,
salvami da chi sparge sangue.

[4] Ecco, insidiano la mia vita,
contro di me si avventano i potenti.
Signore, non c'è colpa in me, non c'è peccato;

[5] senza mia colpa accorrono e si appostano.
Svègliati, vienimi incontro e guarda.

[6] Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele,
lèvati a punire tutte le genti;
non avere pietà dei traditori.

[7] Ritornano a sera e ringhiano come cani,
si aggirano per la città.

[8] Ecco, vomitano ingiurie,
le loro labbra sono spade.
Dicono: "Chi ci ascolta?".

[9] Ma tu, Signore, ti ridi di loro,
ti burli di tutte le genti.

[10] A te, mia forza, io mi rivolgo:
sei tu, o Dio, la mia difesa.

[11] La grazia del mio Dio mi viene in aiuto,
Dio mi farà sfidare i miei nemici.

[12] Non ucciderli, perché il mio popolo non dimentichi,
disperdili con la tua potenza e abbattili,
Signore, nostro scudo.

[13] Peccato è la parola delle loro labbra,
cadano nel laccio del loro orgoglio
per le bestemmie e le menzogne che pronunziano.

[14] Annientali nella tua ira,
annientali e più non siano;
e sappiano che Dio domina in Giacobbe,
fino ai confini della terra.

[15] Ritornano a sera e ringhiano come cani,
per la città si aggirano

[16] vagando in cerca di cibo;
latrano, se non possono saziarsi.

[17] Ma io canterò la tua potenza,
al mattino esalterò la tua grazia
perché sei stato mia difesa,
mio rifugio nel giorno del pericolo.

[18] O mia forza, a te voglio cantare,
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
tu, o mio Dio, sei la mia misericordia.

60

[1] Al maestro del coro. Su "Giglio del precetto". Miktam. Di Davide. Da insegnare.

[2] Quando uscì contro gli Aramei della Valle dei due fiumi e contro gli Aramei di Soba, e quando Gioab, nel ritorno, sconfisse gli Idumei nella Valle del sale: dodici mila uomini.

[3] Dio, tu ci hai respinti, ci hai dispersi;
ti sei sdegnato: ritorna a noi.

[4] Hai scosso la terra, l'hai squarciata,
risana le sue fratture, perché crolla.

[5] Hai inflitto al tuo popolo dure prove,
ci hai fatto bere vino da vertigini.

[6] Hai dato un segnale ai tuoi fedeli
perché fuggissero lontano dagli archi.

[7] Perché i tuoi amici siano liberati,
salvaci con la destra e a noi rispondi.

[8] Dio ha parlato nel suo tempio:
"Esulto e divido Sichem,
misuro la valle di Succot.

[9] Mio è Gàlaad, mio è Manasse,
Efraim è la difesa del mio capo,
Giuda lo scettro del mio comando.

[10] Moab è il bacino per lavarmi,
sull'Idumea getterò i miei sandali,
sulla Filistea canterò vittoria".

[11] Chi mi condurrà alla città fortificata,
chi potrà guidarmi fino all'Idumea?

[12] Non forse tu, o Dio, che ci hai respinti,
e più non esci, o Dio, con le nostre schiere?

[13] Nell'oppressione vieni in nostro aiuto
perché vana è la salvezza dell'uomo.

[14] Con Dio noi faremo prodigi:
egli calpesterà i nostri nemici.

61

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Di Davide.

[2] Ascolta, o Dio, il mio grido,
sii attento alla mia preghiera.

[3] Dai confini della terra io t'invoco;
mentre il mio cuore viene meno,
guidami su rupe inaccessibile.

[4] Tu sei per me rifugio,
torre salda davanti all'avversario.

[5] Dimorerò nella tua tenda per sempre,
all'ombra delle tue ali troverò riparo;

[6] perché tu, Dio, hai ascoltato i miei voti,
mi hai dato l'eredità di chi teme il tuo nome.

[7] Ai giorni del re aggiungi altri giorni,
per molte generazioni siano i suoi anni.

[8] Regni per sempre sotto gli occhi di Dio;
grazia e fedeltà lo custodiscano.

[9] Allora canterò inni al tuo nome, sempre,
sciogliendo i miei voti giorno per giorno.

62

[1] Al maestro del coro. Su "Idutun". Salmo. Di Davide.

[2] Solo in Dio riposa l'anima mia;
da lui la mia salvezza.

[3] Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

[4] Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,
per abbatterlo tutti insieme,
come muro cadente,
come recinto che crolla?

[5] Tramano solo di precipitarlo dall'alto,
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono,
e maledicono nel loro cuore.

[6] Solo in Dio riposa l'anima mia,
da lui la mia speranza.

[7] Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

[8] In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

[9] Confida sempre in lui, o popolo,
davanti a lui effondi il tuo cuore,
nostro rifugio è Dio.

[10] Sì, sono un soffio i figli di Adamo,
una menzogna tutti gli uomini,
insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio.

[11] Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.

[12] Una parola ha detto Dio,
due ne ho udite:
il potere appartiene a Dio,
tua, Signore, è la grazia;

[13] secondo le sue opere
tu ripaghi ogni uomo.

63

[1] Salmo. Di Davide, quando dimorava nel deserto di Giuda.

[2] O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz'acqua.

[3] Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

[4] Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.

[5] Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.

[6] Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

[7] Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,

[8] a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

[9] A te si stringe l'anima mia
e la forza della tua destra mi sostiene.

[10] Ma quelli che attentano alla mia vita
scenderanno nel profondo della terra,

[11] saranno dati in potere alla spada,
diverranno preda di sciacalli.

[12] Il re gioirà in Dio,
si glorierà chi giura per lui,
perché ai mentitori verrà chiusa la bocca.

64

[1] Salmo. Di Davide. Al maestro del coro.

[2] Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,
dal terrore del nemico preserva la mia vita.

[3] Proteggimi dalla congiura degli empi
dal tumulto dei malvagi.

[4] Affilano la loro lingua come spada,
scagliano come frecce parole amare

[5] per colpire di nascosto l'innocente;
lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore.

[6] Si ostinano nel fare il male,
si accordano per nascondere tranelli;
dicono: "Chi li potrà vedere?".

[7] Meditano iniquità, attuano le loro trame:
un bàratro è l'uomo e il suo cuore un abisso.

[8] Ma Dio li colpisce con le sue frecce:
all'improvviso essi sono feriti,

[9] la loro stessa lingua li farà cadere;
chiunque, al vederli, scuoterà il capo.

[10] Allora tutti saranno presi da timore,
annunzieranno le opere di Dio
e capiranno ciò che egli ha fatto.

[11] Il giusto gioirà nel Signore
e riporrà in lui la sua speranza,
i retti di cuore ne trarranno gloria.

65

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide. Canto.

[2] A te si deve lode, o Dio, in Sion;
a te si sciolga il voto in Gerusalemme.

[3] A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale.

[4] Pesano su di noi le nostre colpe,
ma tu perdoni i nostri peccati.

[5] Beato chi hai scelto e chiamato vicino,
abiterà nei tuoi atrii.
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
della santità del tuo tempio.

[6] Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza,
speranza dei confini della terra
e dei mari lontani.

[7] Tu rendi saldi i monti con la tua forza,
cinto di potenza.

[8] Tu fai tacere il fragore del mare,
il fragore dei suoi flutti,
tu plachi il tumulto dei popoli.

[9] Gli abitanti degli estremi confini
stupiscono davanti ai tuoi prodigi:
di gioia fai gridare la terra,
le soglie dell'oriente e dell'occidente.

[10] Tu visiti la terra e la disseti:
la ricolmi delle sue ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu fai crescere il frumento per gli uomini.
Così prepari la terra:

[11] Ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli.

[12] Coroni l'anno con i tuoi benefici,
al tuo passaggio stilla l'abbondanza.

[13] Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

[14] I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di grano;
tutto canta e grida di gioia.

66

[1] Al maestro del coro. Canto. Salmo.
Acclamate a Dio da tutta la terra,

[2] cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.

[3] Dite a Dio: "Stupende sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
a te si piegano i tuoi nemici.

[4] A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome".

[5] Venite e vedete le opere di Dio,
mirabile nel suo agire sugli uomini.

[6] Egli cambiò il mare in terra ferma,
passarono a piedi il fiume;
per questo in lui esultiamo di gioia.

[7] Con la sua forza domina in eterno,
il suo occhio scruta le nazioni;
i ribelli non rialzino la fronte.

[8] Benedite, popoli, il nostro Dio,
fate risuonare la sua lode;

[9] è lui che salvò la nostra vita
e non lasciò vacillare i nostri passi.

[10] Dio, tu ci hai messi alla prova;
ci hai passati al crogiuolo, come l'argento.

[11] Ci hai fatti cadere in un agguato,
hai messo un peso ai nostri fianchi.

[12] Hai fatto cavalcare uomini sulle nostre teste;
ci hai fatto passare per il fuoco e l'acqua,
ma poi ci hai dato sollievo.

[13] Entrerò nella tua casa con olocausti,
a te scioglierò i miei voti,

[14] i voti pronunziati dalle mie labbra,
promessi nel momento dell'angoscia.

[15] Ti offrirò pingui olocausti
con fragranza di montoni,
immolerò a te buoi e capri.

[16] Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.

[17] A lui ho rivolto il mio grido,
la mia lingua cantò la sua lode.

[18] Se nel mio cuore avessi cercato il male,
il Signore non mi avrebbe ascoltato.

[19] Ma Dio ha ascoltato,
si è fatto attento alla voce della mia preghiera.

[20] Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.

67

[1] Al maestro del coro. Su strumenti a corda. Salmo. Canto.

[2] Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;

[3] perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.

[4] Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.

[5] Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia,
governi le nazioni sulla terra.

[6] Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.

[7] La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,

[8] ci benedica Dio
e lo temano tutti i confini della terra.

68

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo. Canto.

[2] Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.

[3] Come si disperde il fumo, tu li disperdi;
come fonde la cera di fronte al fuoco,
periscano gli empi davanti a Dio.

[4] I giusti invece si rallegrino,
esultino davanti a Dio
e cantino di gioia.

[5] Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
spianate la strada a chi cavalca le nubi:
"Signore" è il suo nome,
gioite davanti a lui.

[6] Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.

[7] Ai derelitti Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri;
solo i ribelli abbandona in arida terra.

[8] Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,

[9] la terra tremò, stillarono i cieli
davanti al Dio del Sinai,
davanti a Dio, il Dio di Israele.

[10] Pioggia abbondante riversavi, o Dio,
rinvigorivi la tua eredità esausta.

[11] E il tuo popolo abitò il paese
che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.

[12] Il Signore annunzia una notizia,
le messaggere di vittoria sono grande schiera:

[13] "Fuggono i re, fuggono gli eserciti,
anche le donne si dividono il bottino.

[14] Mentre voi dormite tra gli ovili,
splendono d'argento le ali della colomba,
le sue piume di riflessi d'oro".

[15] Quando disperdeva i re l'Onnipotente,
nevicava sullo Zalmon.

[16] Monte di Dio, il monte di Basan,
monte dalle alte cime, il monte di Basan.

[17] Perché invidiate, o monti dalle alte cime,
il monte che Dio ha scelto a sua dimora?
Il Signore lo abiterà per sempre.

[18] I carri di Dio sono migliaia e migliaia:
il Signore viene dal Sinai nel santuario.

[19] Sei salito in alto conducendo prigionieri,
hai ricevuto uomini in tributo:
anche i ribelli abiteranno
presso il Signore Dio.

[20] Benedetto il Signore sempre;
ha cura di noi il Dio della salvezza.

[21] Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.

[22] Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici,
la testa altèra di chi percorre la via del delitto.

[23] Ha detto il Signore: "Da Basan li farò tornare,
li farò tornare dagli abissi del mare,

[24] perché il tuo piede si bagni nel sangue,
e la lingua dei tuoi cani riceva la sua parte tra i nemici".

[25] Appare il tuo corteo, Dio,
il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.

[26] Precedono i cantori, seguono ultimi i citaredi,
in mezzo le fanciulle che battono cèmbali.

[27] "Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore, voi della stirpe di Israele".

[28] Ecco, Beniamino, il più giovane,
guida i capi di Giuda nelle loro schiere,
i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.

[29] Dispiega, Dio, la tua potenza,
conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.

[30] Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
a te i re porteranno doni.

[31] Minaccia la belva dei canneti,
il branco dei tori con i vitelli dei popoli:
si prostrino portando verghe d'argento;
disperdi i popoli che amano la guerra.

[32] Verranno i grandi dall'Egitto,
l'Etiopia tenderà le mani a Dio.

[33] Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore;

[34] egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni,
ecco, tuona con voce potente.

[35] Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà su Israele,
la sua potenza sopra le nubi.

[36] Terribile sei, Dio, dal tuo santuario;
il Dio d'Israele dà forza e vigore al suo popolo,
sia benedetto Dio.

69

[1] Al maestro del coro. Su "I gigli". Di Davide.

[2] Salvami, o Dio:
l'acqua mi giunge alla gola.

[3] Affondo nel fango e non ho sostegno;
sono caduto in acque profonde
e l'onda mi travolge.

[4] Sono sfinito dal gridare,
riarse sono le mie fauci;
i miei occhi si consumano
nell'attesa del mio Dio.

[5] Più numerosi dei capelli del mio capo
sono coloro che mi odiano senza ragione.
Sono potenti i nemici che mi calunniano:
quanto non ho rubato, lo dovrei restituire?

[6] Dio, tu conosci la mia stoltezza
e le mie colpe non ti sono nascoste.

[7] Chi spera in te, a causa mia non sia confuso,
Signore, Dio degli eserciti;
per me non si vergogni
chi ti cerca, Dio d'Israele.

[8] Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;

[9] sono un estraneo per i miei fratelli,
un forestiero per i figli di mia madre.

[10] Poiché mi divora lo zelo per la tua casa,
ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.

[11] Mi sono estenuato nel digiuno
ed è stata per me un'infamia.

[12] Ho indossato come vestito un sacco
e sono diventato il loro scherno.

[13] Sparlavano di me quanti sedevano alla porta,
gli ubriachi mi dileggiavano.

[14] Ma io innalzo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza;
per la grandezza della tua bontà, rispondimi,
per la fedeltà della tua salvezza, o Dio.

[15] Salvami dal fango, che io non affondi,
liberami dai miei nemici
e dalle acque profonde.

[16] Non mi sommergano i flutti delle acque
e il vortice non mi travolga,
l'abisso non chiuda su di me la sua bocca.

[17] Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

[18] Non nascondere il volto al tuo servo,
sono in pericolo: presto, rispondimi.

[19] Avvicinati a me, riscattami,
salvami dai miei nemici.

[20] Tu conosci la mia infamia,
la mia vergogna e il mio disonore;
davanti a te sono tutti i miei nemici.

[21] L'insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno.
Ho atteso compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.

[22] Hanno messo nel mio cibo veleno
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

[23] La loro tavola sia per essi un laccio,
una insidia i loro banchetti.

[24] Si offuschino i loro occhi, non vedano;
sfibra per sempre i loro fianchi.

[25] Riversa su di loro il tuo sdegno,
li raggiunga la tua ira ardente.

[26] La loro casa sia desolata,
senza abitanti la loro tenda;

[27] perché inseguono colui che hai percosso,
aggiungono dolore a chi tu hai ferito.

[28] Imputa loro colpa su colpa
e non ottengano la tua giustizia.

[29] Siano cancellati dal libro dei viventi
e tra i giusti non siano iscritti.

[30] Io sono infelice e sofferente;
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.

[31] Loderò il nome di Dio con il canto,
lo esalterò con azioni di grazie,

[32] che il Signore gradirà più dei tori,
più dei giovenchi con corna e unghie.

[33] Vedano gli umili e si rallegrino;
si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,

[34] poiché il Signore ascolta i poveri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

[35] A lui acclamino i cieli e la terra,
i mari e quanto in essi si muove.

[36] Perché Dio salverà Sion,
ricostruirà le città di Giuda:
vi abiteranno e ne avranno il possesso.

[37] La stirpe dei suoi servi ne sarà erede,
e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

70

[1] Al maestro del coro. Di Davide. In memoria.

[2] Vieni a salvarmi, o Dio,
vieni presto, Signore, in mio aiuto.

[3] Siano confusi e arrossiscano
quanti attentano alla mia vita.
Retrocedano e siano svergognati
quanti vogliono la mia rovina.

[4] Per la vergogna si volgano indietro
quelli che mi deridono.

[5] Gioia e allegrezza grande
per quelli che ti cercano;
dicano sempre: "Dio è grande"
quelli che amano la tua salvezza.

[6] Ma io sono povero e infelice,
vieni presto, mio Dio;
tu sei mio aiuto e mio salvatore;
Signore, non tardare.

71

[1] In te mi rifugio, Signore,
ch'io non resti confuso in eterno.

[2] Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.

[3] Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.

[4] Mio Dio, salvami dalle mani dell'empio,
dalle mani dell'iniquo e dell'oppressore.

[5] Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.

[6] Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.

[7] Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro.

[8] Della tua lode è piena la mia bocca,
della tua gloria, tutto il giorno.

[9] Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

[10] Contro di me parlano i miei nemici,
coloro che mi spiano congiurano insieme:

[11] "Dio lo ha abbandonato,
inseguitelo, prendetelo,
perché non ha chi lo liberi".

[12] O Dio, non stare lontano:
Dio mio, vieni presto ad aiutarmi.

[13] Siano confusi e annientati quanti mi accusano,
siano coperti d'infamia e di vergogna
quanti cercano la mia sventura.

[14] Io, invece, non cesso di sperare,
moltiplicherò le tue lodi.

[15] La mia bocca annunzierà la tua giustizia,
proclamerà sempre la tua salvezza,
che non so misurare.

[16] Dirò le meraviglie del Signore,
ricorderò che tu solo sei giusto.

[17] Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza
e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi.

[18] E ora, nella vecchiaia e nella canizie,
Dio, non abbandonarmi,
finché io annunzi la tua potenza,
a tutte le generazioni le tue meraviglie.

[19] La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo,
tu hai fatto cose grandi:
chi è come te, o Dio?

[20] Mi hai fatto provare molte angosce e sventure:
mi darai ancora vita,
mi farai risalire dagli abissi della terra,

[21] accrescerai la mia grandezza
e tornerai a consolarmi.

[22] Allora ti renderò grazie sull'arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio;
ti canterò sulla cetra, o santo d'Israele.

[23] Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra
e la mia vita, che tu hai riscattato.

[24] Anche la mia lingua tutto il giorno
proclamerà la tua giustizia,
quando saranno confusi e umiliati
quelli che cercano la mia rovina.

72

[1] Di Salomone.
Dio, dà al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;

[2] regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.

[3] Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.

[4] Ai miseri del suo popolo renderà giustizia,
salverà i figli dei poveri
e abbatterà l'oppressore.

[5] Il suo regno durerà quanto il sole,
quanto la luna, per tutti i secoli.

[6] Scenderà come pioggia sull'erba,
come acqua che irrora la terra.

[7] Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.

[8] E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

[9] A lui si piegheranno gli abitanti del deserto,
lambiranno la polvere i suoi nemici.

[10] Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.

[11] A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.

[12] Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,

[13] avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.

[14] Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso,
sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

[15] Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia;
si pregherà per lui ogni giorno,
sarà benedetto per sempre.

[16] Abbonderà il frumento nel paese,
ondeggerà sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorirà come il Libano,
la sua messe come l'erba della terra.

[17] Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole persista il suo nome.
In lui saranno benedette
tutte le stirpi della terra
e tutti i popoli lo diranno beato.

[18] Benedetto il Signore, Dio di Israele,
egli solo compie prodigi.

[19] E benedetto il suo nome glorioso per sempre,
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.

73

[1] Salmo. Di Asaf.
Quanto è buono Dio con i giusti,
con gli uomini dal cuore puro!

[2] Per poco non inciampavano i miei piedi,
per un nulla vacillavano i miei passi,

[3] perché ho invidiato i prepotenti,
vedendo la prosperità dei malvagi.

[4] Non c'è sofferenza per essi,
sano e pasciuto è il loro corpo.

[5] Non conoscono l'affanno dei mortali
e non sono colpiti come gli altri uomini.

[6] Dell'orgoglio si fanno una collana
e la violenza è il loro vestito.

[7] Esce l'iniquità dal loro grasso,
dal loro cuore traboccano pensieri malvagi.

[8] Scherniscono e parlano con malizia,
minacciano dall'alto con prepotenza.

[9] Levano la loro bocca fino al cielo
e la loro lingua percorre la terra.

[10] Perciò seggono in alto,
non li raggiunge la piena delle acque.

[11] Dicono: "Come può saperlo Dio?
C'è forse conoscenza nell'Altissimo?".

[12] Ecco, questi sono gli empi:
sempre tranquilli, ammassano ricchezze.

[13] Invano dunque ho conservato puro il mio cuore
e ho lavato nell'innocenza le mie mani,

[14] poiché sono colpito tutto il giorno,
e la mia pena si rinnova ogni mattina.

[15] Se avessi detto: "Parlerò come loro",
avrei tradito la generazione dei tuoi figli.

[16] Riflettevo per comprendere:
ma fu arduo agli occhi miei,

[17] finché non entrai nel santuario di Dio
e compresi qual è la loro fine.

[18] Ecco, li poni in luoghi scivolosi,
li fai precipitare in rovina.

[19] Come sono distrutti in un istante,
sono finiti, periscono di spavento!

[20] Come un sogno al risveglio, Signore,
quando sorgi, fai svanire la loro immagine.

[21] Quando si agitava il mio cuore
e nell'intimo mi tormentavo,

[22] io ero stolto e non capivo,
davanti a te stavo come una bestia.

[23] Ma io sono con te sempre:
tu mi hai preso per la mano destra.

[24] Mi guiderai con il tuo consiglio
e poi mi accoglierai nella tua gloria.

[25] Chi altri avrò per me in cielo?
Fuori di te nulla bramo sulla terra.

[26] Vengono meno la mia carne e il mio cuore;
ma la roccia del mio cuore è Dio,
è Dio la mia sorte per sempre.

[27] Ecco, perirà chi da te si allontana,
tu distruggi chiunque ti è infedele.

[28] Il mio bene è stare vicino a Dio:
nel Signore Dio ho posto il mio rifugio,
per narrare tutte le tue opere
presso le porte della città di Sion.

74

[1] Maskil. Di Asaf.
O Dio, perché ci respingi per sempre,
perché divampa la tua ira contro il gregge del tuo pascolo?

[2] Ricordati del popolo
che ti sei acquistato nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tuo possesso,
il monte Sion, dove hai preso dimora.

[3] Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario.

[4] Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio,
issarono i loro vessilli come insegna.

[5] Come chi vibra in alto la scure
nel folto di una selva,

[6] con l'ascia e con la scure
frantumavano le sue porte.

[7] Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome;

[8] pensavano: "Distruggiamoli tutti";
hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese.

[9] Non vediamo più le nostre insegne,
non ci sono più profeti
e tra di noi nessuno sa fino a quando...

[10] Fino a quando, o Dio, insulterà l'avversario,
il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome?

[11] Perché ritiri la tua mano
e trattieni in seno la destra?

[12] Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi,
ha operato la salvezza nella nostra terra.

[13] Tu con potenza hai diviso il mare,
hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque.

[14] Al Leviatàn hai spezzato la testa,
lo hai dato in pasto ai mostri marini.

[15] Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire,
hai inaridito fiumi perenni.

[16] Tuo è il giorno e tua è la notte,
la luna e il sole tu li hai creati.

[17] Tu hai fissato i confini della terra,
l'estate e l'inverno tu li hai ordinati.

[18] Ricorda: il nemico ha insultato Dio,
un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome.

[19] Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.

[20] Sii fedele alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.

[21] L'umile non torni confuso,
l'afflitto e il povero lodino il tuo nome.

[22] Sorgi, Dio, difendi la tua causa,
ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno.

[23] Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici;
il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine.

75

[1] Al maestro del coro. Su "Non dimenticare". Salmo. Di Asaf. Canto.

[2] Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:
invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.

[3] Nel tempo che avrò stabilito
io giudicherò con rettitudine.

[4] Si scuota la terra con i suoi abitanti,
io tengo salde le sue colonne.

[5] Dico a chi si vanta: "Non vantatevi".
E agli empi: "Non alzate la testa!".

[6] Non alzate la testa contro il cielo,
non dite insulti a Dio.

[7] Non dall'oriente, non dall'occidente,
non dal deserto, non dalle montagne

[8] ma da Dio viene il giudizio:
è lui che abbatte l'uno e innalza l'altro.

[9] Poiché nella mano del Signore è un calice
ricolmo di vino drogato.
Egli ne versa:
fino alla feccia ne dovranno sorbire,
ne berranno tutti gli empi della terra.

[10] Io invece esulterò per sempre,
canterò inni al Dio di Giacobbe.

[11] Annienterò tutta l'arroganza degli empi,
allora si alzerà la potenza dei giusti.

76

[1] Al maestro del coro. Su strumenti a corda con cetre. Salmo. Di Asaf. Canto.

[2] Dio è conosciuto in Giuda,
in Israele è grande il suo nome.

[3] È in Gerusalemme la sua dimora,
la sua abitazione, in Sion.

[4] Qui spezzò le saette dell'arco,
lo scudo, la spada, la guerra.

[5] Splendido tu sei, o Potente,
sui monti della preda;

[6] furono spogliati i valorosi,
furono colti dal sonno,
nessun prode ritrovava la sua mano.

[7] Dio di Giacobbe, alla tua minaccia,
si arrestarono carri e cavalli.

[8] Tu sei terribile; chi ti resiste
quando si scatena la tua ira?

[9] Dal cielo fai udire la sentenza:
sbigottita la terra tace

[10] quando Dio si alza per giudicare,
per salvare tutti gli umili della terra.

[11] L'uomo colpito dal tuo furore ti dà gloria,
gli scampati dall'ira ti fanno festa.

[12] Fate voti al Signore vostro Dio e adempiteli,
quanti lo circondano portino doni al Terribile,

[13] a lui che toglie il respiro ai potenti;
è terribile per i re della terra.

77

[1] Al maestro del coro. Su "Idutun". Di Asaf. Salmo.

[2] La mia voce sale a Dio e grido aiuto;
la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

[3] Nel giorno dell'angoscia io cerco ilSignore,
tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca;
io rifiuto ogni conforto.

[4] Mi ricordo di Dio e gemo,
medito e viene meno il mio spirito.

[5] Tu trattieni dal sonno i miei occhi,
sono turbato e senza parole.

[6] Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.

[7] Un canto nella notte mi ritorna nel cuore:
rifletto e il mio spirito si va interrogando.

[8] Forse Dio ci respingerà per sempre,
non sarà più benevolo con noi?

[9] È forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre?

[10] Può Dio aver dimenticato la misericordia,
aver chiuso nell'ira il suo cuore?

[11] E ho detto: "Questo è il mio tormento:
è mutata la destra dell'Altissimo".

[12] Ricordo le gesta del Signore,
ricordo le tue meraviglie di un tempo.

[13] Mi vado ripetendo le tue opere,
considero tutte le tue gesta.

[14] O Dio, santa è la tua via;
quale dio è grande come il nostro Dio?

[15] Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra le genti.

[16] È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

[17] Ti videro le acque, Dio,
ti videro e ne furono sconvolte;
sussultarono anche gli abissi.

[18] Le nubi rovesciarono acqua,
scoppiò il tuono nel cielo;
le tue saette guizzarono.

[19] Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine,
i tuoi fulmini rischiararono il mondo,
la terra tremò e fu scossa.

[20] Sul mare passava la tua via,
i tuoi sentieri sulle grandi acque
e le tue orme rimasero invisibili.

[21] Guidasti come gregge il tuo popolo
per mano di Mosè e di Aronne.

78

[1] Maskil. Di Asaf.
Popolo mio, porgi l'orecchio al mio insegnamento,
ascolta le parole della mia bocca.

[2] Aprirò la mia bocca in parabole,
rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

[3] Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato,

[4] non lo terremo nascosto ai loro figli;
diremo alla generazione futura
le lodi del Signore, la sua potenza
e le meraviglie che egli ha compiuto.

[5] Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele:
ha comandato ai nostri padri
di farle conoscere ai loro figli,

[6] perché le sappia la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli

[7] perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma osservino i suoi comandi.

[8] Non siano come i loro padri,
generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante
e dallo spirito infedele a Dio.

[9] I figli di Efraim, valenti tiratori d'arco,
voltarono le spalle nel giorno della lotta.

[10] Non osservarono l'alleanza di Dio,
rifiutando di seguire la sua legge.

[11] Dimenticarono le sue opere,
le meraviglie che aveva loro mostrato.

[12] Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri,
nel paese d'Egitto, nei campi di Tanis.

[13] Divise il mare e li fece passare
e fermò le acque come un argine.

[14] Li guidò con una nube di giorno
e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

[15] Spaccò le rocce nel deserto
e diede loro da bere come dal grande abisso.

[16] Fece sgorgare ruscelli dalla rupe
e scorrere l'acqua a torrenti.

[17] Eppure continuarono a peccare contro di lui,
a ribellarsi all'Altissimo nel deserto.

[18] Nel loro cuore tentarono Dio,
chiedendo cibo per le loro brame;

[19] mormorarono contro Dio
dicendo: "Potrà forse Dio
preparare una mensa nel deserto?".

[20] Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua,
e strariparono torrenti.
"Potrà forse dare anche pane
o preparare carne al suo popolo?".

[21] All'udirli il Signore ne fu adirato;
un fuoco divampò contro Giacobbe
e l'ira esplose contro Israele,

[22] perché non ebbero fede in Dio
né speranza nella sua salvezza.

[23] Comandò alle nubi dall'alto
e aprì le porte del cielo;

[24] fece piovere su di essi la manna per cibo
e diede loro pane del cielo:

[25] l'uomo mangiò il pane degli angeli,
diede loro cibo in abbondanza.

[26] Scatenò nel cielo il vento d'oriente,
fece spirare l'australe con potenza;

[27] su di essi fece piovere la carne come polvere
e gli uccelli come sabbia del mare;

[28] caddero in mezzo ai loro accampamenti,
tutto intorno alle loro tende.

[29] Mangiarono e furono ben sazi,
li soddisfece nel loro desiderio.

[30] La loro avidità non era ancora saziata,
avevano ancora il cibo in bocca,

[31] quando l'ira di Dio si alzò contro di essi,
facendo strage dei più vigorosi
e abbattendo i migliori d'Israele.

[32] Con tutto questo continuarono a peccare
e non credettero ai suoi prodigi.

[33] Allora dissipò come un soffio i loro giorni
e i loro anni con strage repentina.

[34] Quando li faceva perire, lo cercavano,
ritornavano e ancora si volgevano a Dio;

[35] ricordavano che Dio è loro rupe,
e Dio, l'Altissimo, il loro salvatore;

[36] lo lusingavano con la bocca
e gli mentivano con la lingua;

[37] il loro cuore non era sincero con lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.

[38] Ed egli, pietoso, perdonava la colpa,
li perdonava invece di distruggerli.
Molte volte placò la sua ira
e trattenne il suo furore,

[39] ricordando che essi sono carne,
un soffio che va e non ritorna.

[40] Quante volte si ribellarono a lui nel deserto,
lo contristarono in quelle solitudini!

[41] Sempre di nuovo tentavano Dio,
esasperavano il Santo di Israele.

[42] Non si ricordavano più della sua mano,
del giorno che li aveva liberati dall'oppressore,

[43] quando operò in Egitto i suoi prodigi,
i suoi portenti nei campi di Tanis.

[44] Egli mutò in sangue i loro fiumi
e i loro ruscelli, perché non bevessero.

[45] Mandò tafàni a divorarli
e rane a molestarli.

[46] Diede ai bruchi il loro raccolto,
alle locuste la loro fatica.

[47] Distrusse con la grandine le loro vigne,
i loro sicomori con la brina.

[48] Consegnò alla grandine il loro bestiame,
ai fulmini i loro greggi.

[49] Scatenò contro di essi la sua ira ardente,
la collera, lo sdegno, la tribolazione,
e inviò messaggeri di sventure.

[50] Diede sfogo alla sua ira:
non li risparmiò dalla morte
e diede in preda alla peste la loro vita.

[51] Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.

[52] Fece partire come gregge il suo popolo
e li guidò come branchi nel deserto.

[53] Li condusse sicuri e senza paura
e i loro nemici li sommerse il mare.

[54] Li fece salire al suo luogo santo,
al monte conquistato dalla sua destra.

[55] Scacciò davanti a loro i popoli
e sulla loro eredità gettò la sorte,
facendo dimorare nelle loro tende le tribù di Israele.

[56] Ma ancora lo tentarono,
si ribellarono a Dio, l'Altissimo,
non obbedirono ai suoi comandi.

[57] Sviati, lo tradirono come i loro padri,
fallirono come un arco allentato.

[58] Lo provocarono con le loro alture
e con i loro idoli lo resero geloso.

[59] Dio, all'udire, ne fu irritato
e respinse duramente Israele.

[60] Abbandonò la dimora di Silo,
la tenda che abitava tra gli uomini.

[61] Consegnò in schiavitù la sua forza,
la sua gloria in potere del nemico.

[62] Diede il suo popolo in preda alla spada
e contro la sua eredità si accese d'ira.

[63] Il fuoco divorò il fiore dei suoi giovani,
le sue vergini non ebbero canti nuziali.

[64] I suoi sacerdoti caddero di spada
e le loro vedove non fecero lamento.

[65] Ma poi il Signore si destò come da un sonno,
come un prode assopito dal vino.

[66] Colpì alle spalle i suoi nemici,
inflisse loro una vergogna eterna.

[67] Ripudiò le tende di Giuseppe,
non scelse la tribù di Efraim;

[68] ma elesse la tribù di Giuda,
il monte Sion che egli ama.

[69] Costruì il suo tempio alto come il cielo
e come la terra stabile per sempre.

[70] Egli scelse Davide suo servo
e lo trasse dagli ovili delle pecore.

[71] Lo chiamò dal seguito delle pecore madri
per pascere Giacobbe suo popolo,
la sua eredità Israele.

[72] Fu per loro pastore dal cuore integro
e li guidò con mano sapiente.

79

[1] Salmo. Di Asaf.
O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni,
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto in macerie Gerusalemme.

[2] Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli
agli animali selvaggi.

[3] Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva.

[4] Siamo divenuti l'obbrobrio dei nostri vicini,
scherno e ludibrio di chi ci sta intorno.

[5] Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?

[6] Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,

[7] perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora.

[8] Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.

[9] Aiutaci, Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome,
salvaci e perdona i nostri peccati
per amore del tuo nome.

[10] Perché i popoli dovrebbero dire:
"Dov'è il loro Dio?".
Si conosca tra i popoli, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue dei tuoi servi.

[11] Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la potenza della tua mano
salva i votati alla morte.

[12] Fà ricadere sui nostri vicini sette volte
l'affronto con cui ti hanno insultato, Signore.

[13] E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di età in età proclameremo la tua lode.

80

[1] Al maestro del coro. Su "Giglio del precetto". Di Asaf. Salmo.

[2] Tu, pastore d'Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi

[3] davanti a Efraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni in nostro soccorso.

[4] Rialzaci, Signore, nostro Dio,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

[5] Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?

[6] Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.

[7] Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini,
e i nostri nemici ridono di noi.

[8] Rialzaci, Dio degli eserciti,
fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

[9] Hai divelto una vite dall'Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.

[10] Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

[11] La sua ombra copriva le montagne
e i suoi rami i più alti cedri.

[12] Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

[13] Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?

[14] La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l'animale selvatico.

[15] Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,

[16] proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

[17] Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero,
periranno alla minaccia del tuo volto.

[18] Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.

[19] Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

[20] Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

81

[1] Al maestro del coro. Su "I torchi...". Di Asaf.

[2] Esultate in Dio, nostra forza,
acclamate al Dio di Giacobbe.

[3] Intonate il canto e suonate il timpano,
la cetra melodiosa con l'arpa.

[4] Suonate la tromba
nel plenilunio, nostro giorno di festa.

[5] Questa è una legge per Israele,
un decreto del Dio di Giacobbe.

[6] Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe,
quando usciva dal paese d'Egitto.
Un linguaggio mai inteso io sento:

[7] "Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.

[8] Hai gridato a me nell'angoscia
e io ti ho liberato,
avvolto nella nube ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.

[9] Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire;
Israele, se tu mi ascoltassi!

[10] Non ci sia in mezzo a te un altro dio
e non prostrarti a un dio straniero.

[11] Sono io il Signore tuo Dio,
che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto;
apri la tua bocca, la voglio riempire.

[12] Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha obbedito.

[13] L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore,
che seguisse il proprio consiglio.

[14] Se il mio popolo mi ascoltasse,
se Israele camminasse per le mie vie!

[15] Subito piegherei i suoi nemici
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.

[16] I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;

[17] li nutrirei con fiore di frumento,
li sazierei con miele di roccia".

82

[1] Salmo. Di Asaf.
Dio si alza nell'assemblea divina,
giudica in mezzo agli dei.

[2] "Fino a quando giudicherete iniquamente
e sosterrete la parte degli empi?

[3] Difendete il debole e l'orfano,
al misero e al povero fate giustizia.

[4] Salvate il debole e l'indigente,
liberatelo dalla mano degli empi".

[5] Non capiscono, non vogliono intendere,
avanzano nelle tenebre;
vacillano tutte le fondamenta della terra.

[6] Io ho detto: "Voi siete dei,
siete tutti figli dell'Altissimo".

[7] Eppure morirete come ogni uomo,
cadrete come tutti i potenti.

[8] Sorgi, Dio, a giudicare la terra,
perché a te appartengono tutte le genti.

83

[1] Canto. Salmo. Di Asaf.

[2] Dio, non darti riposo,
non restare muto e inerte, o Dio.

[3] Vedi: i tuoi avversari fremono
e i tuoi nemici alzano la testa.

[4] Contro il tuo popolo ordiscono trame
e congiurano contro i tuoi protetti.

[5] Hanno detto: "Venite, cancelliamoli come popolo
e più non si ricordi il nome di Israele".

[6] Hanno tramato insieme concordi,
contro di te hanno concluso un'alleanza;

[7] le tende di Edom e gli Ismaeliti,
Moab e gli Agarèni,

[8] Gebal, Ammon e Amalek
la Palestina con gli abitanti di Tiro.

[9] Anche Assur è loro alleato
e ai figli di Lot presta man forte.

[10] Trattali come Madian e Sisara,
come Iabin al torrente di Kison:

[11] essi furono distrutti a Endor,
diventarono concime per la terra.

[12] Rendi i loro principi come Oreb e Zeb,
e come Zebee e Sàlmana tutti i loro capi;

[13] essi dicevano:
"I pascoli di Dio conquistiamoli per noi".

[14] Mio Dio, rendili come turbine,
come pula dispersa dal vento.

[15] Come il fuoco che brucia il bosco
e come la fiamma che divora i monti,

[16] così tu inseguili con la tua bufera
e sconvolgili con il tuo uragano.

[17] Copri di vergogna i loro volti
perché cerchino il tuo nome, Signore.

[18] Restino confusi e turbati per sempre,
siano umiliati, periscano;

[19] sappiano che tu hai nome "Signore",
tu solo sei l'Altissimo su tutta la terra.

84

[1] Al maestro del coro. Su "I torchi...". Dei figli di Core. Salmo.

[2] Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!

[3] L'anima mia languisce
e brama gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

[4] Anche il passero trova la casa,
la rondine il nido,
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.

[5] Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!

[6] Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.

[7] Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente,
anche la prima pioggia
l'ammanta di benedizioni.

[8] Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.

[9] Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.

[10] Vedi, Dio, nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

[11] Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove,
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende degli empi.

[12] Poiché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina con rettitudine.

[13] Signore degli eserciti,
beato l'uomo che in te confida.

85

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

[2] Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.

[3] Hai perdonato l'iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.

[4] Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.

[5] Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.

[6] Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?

[7] Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?

[8] Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

[9] Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

[10] La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

[11] Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.

[12] La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

[13] Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.

[14] Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

86

[1] Supplica. Di Davide.
Signore, tendi l'orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e infelice.

[2] Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

[3] Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.

[4] Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, innalzo l'anima mia.

[5] Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

[6] Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce della mia supplica.

[7] Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido
e tu mi esaudirai.

[8] Fra gli dei nessuno è come te, Signore,
e non c'è nulla che uguagli le tue opere.

[9] Tutti i popoli che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, o Signore,
per dare gloria al tuo nome;

[10] grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

[11] Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice
che tema il tuo nome.

[12] Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome sempre,

[13] perché grande con me è la tua misericordia:
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

[14] Mio Dio, mi assalgono gli arroganti,
una schiera di violenti attenta alla mia vita,
non pongono te davanti ai loro occhi.

[15] Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole,
lento all'ira e pieno di amore, Dio fedele,

[16] volgiti a me e abbi misericordia:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua ancella.

[17] Dammi un segno di benevolenza;
vedano e siano confusi i miei nemici,
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.

87

[1] Dei figli di Core. Salmo. Canto.
Le sue fondamenta sono sui monti santi;

[2] il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.

[3] Di te si dicono cose stupende,
città di Dio.

[4] Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono;
ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia:
tutti là sono nati.

[5] Si dirà di Sion: "L'uno e l'altro è nato in essa
e l'Altissimo la tiene salda".

[6] Il Signore scriverà nel libro dei popoli:
"Là costui è nato".

[7] E danzando canteranno:
"Sono in te tutte le mie sorgenti".

88

[1] Canto. Salmo. Dei figli di Core. Al maestro del coro. Su "Macalat". Per canto. Maskil. Di Eman l'Ezraita.

[2] Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.

[3] Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l'orecchio al mio lamento.

[4] Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.

[5] Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un morto ormai privo di forza.

[6] È tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.

[7] Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell'ombra di morte.

[8] Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

[9] Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo;

[10] si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.

[11] Compi forse prodigi per i morti?
O sorgono le ombre a darti lode?

[12] Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà negli inferi?

[13] Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi,
la tua giustizia nel paese dell'oblio?

[14] Ma io a te, Signore, grido aiuto,
e al mattino giunge a te la mia preghiera.

[15] Perché, Signore, mi respingi,
perché mi nascondi il tuo volto?

[16] Sono infelice e morente dall'infanzia,
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.

[17] Sopra di me è passata la tua ira,
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

[18] mi circondano come acqua tutto il giorno,
tutti insieme mi avvolgono.

[19] Hai allontanato da me amici e conoscenti,
mi sono compagne solo le tenebre.

89

[1] Maskil. Di Etan l'Ezraita.

[2] Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,

[3] perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

[4] "Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:

[5] stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli".

[6] I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell'assemblea dei santi.

[7] Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?

[8] Dio è tremendo nell'assemblea dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.

[9] Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti?
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.

[10] Tu domini l'orgoglio del mare,
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.

[11] Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

[12] Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;

[13] il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,
il Tabor e l'Ermon cantano il tuo nome.

[14] È potente il tuo braccio,
forte la tua mano, alta la tua destra.

[15] Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

[16] Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:

[17] esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.

[18] Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.

[19] Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'Israele.

[20] Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo:
"Ho portato aiuto a un prode,
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.

[21] Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l'ho consacrato;

[22] la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

[23] Su di lui non trionferà il nemico,
né l'opprimerà l'iniquo.

[24] Annienterò davanti a lui i suoi nemici
e colpirò quelli che lo odiano.

[25] La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.

[26] Stenderò sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra.

[27] Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.

[28] Io lo costituirò mio primogenito,
il più alto tra i re della terra.

[29] Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.

[30] Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

[31] Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,

[32] se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,

[33] punirò con la verga il loro peccato
e con flagelli la loro colpa.

[34] Ma non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.

[35] Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.

[36] Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide.

[37] In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,

[38] sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo".

[39] Ma tu lo hai respinto e ripudiato,
ti sei adirato contro il tuo consacrato;

[40] hai rotto l'alleanza con il tuo servo,
hai profanato nel fango la sua corona.

[41] Hai abbattuto tutte le sue mura
e diroccato le sue fortezze;

[42] tutti i passanti lo hanno depredato,
è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

[43] Hai fatto trionfare la destra dei suoi rivali,
hai fatto gioire tutti i suoi nemici.

[44] Hai smussato il filo della sua spada
e non l'hai sostenuto nella battaglia.

[45] Hai posto fine al suo splendore,
hai rovesciato a terra il suo trono.

[46] Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza
e lo hai coperto di vergogna.

[47] Fino a quando, Signore,
continuerai a tenerti nascosto,
arderà come fuoco la tua ira?

[48] Ricorda quant'è breve la mia vita.
Perché quasi un nulla hai creato ogni uomo?

[49] Quale vivente non vedrà la morte,
sfuggirà al potere degli inferi?

[50] Dove sono, Signore, le tue grazie di un tempo,
che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?

[51] Ricorda, Signore, l'oltraggio dei tuoi servi:
porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,

[52] con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
insultano i passi del tuo consacrato.

[53] Benedetto il Signore in eterno.
Amen, amen.

90

[1] Preghiera. Di Mosè, uomo di Dio.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.

[2] Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.

[3] Tu fai ritornare l'uomo in polvere
e dici: "Ritornate, figli dell'uomo".

[4] Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

[5] Li annienti: li sommergi nel sonno;
sono come l'erba che germoglia al mattino:

[6] al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.

[7] Perché siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterritti dal tuo furore.

[8] Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

[9] Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,
finiamo i nostri anni come un soffio.

[10] Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.

[11] Chi conosce l'impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?

[12] Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.

[13] Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

[14] Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

[15] Rendici la gioia per i giorni di afflizione,
per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.

[16] Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

[17] Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:
rafforza per noi l'opera delle nostre mani,
l'opera delle nostre mani rafforza.

91

[1] Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,

[2] dì al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido".

[3] Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.

[4] Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.

[5] La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,

[6] la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

[7] Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.

[8] Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.

[9] Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

[10] non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

[11] Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.

[12] Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

[13] Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.

[14] Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

[15] Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.

[16] Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.

92

[1] Salmo. Canto. Per il giorno del sabato.

[2] È bello dar lode al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

[3] annunziare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte,

[4] sull'arpa a dieci corde e sulla lira,
con canti sulla cetra.

[5] Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie,
esulto per l'opera delle tue mani.

[6] Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!

[7] L'uomo insensato non intende
e lo stolto non capisce:

[8] se i peccatori germogliano come l'erba
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna:

[9] ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.

[10] Ecco, i tuoi nemici, o Signore,
ecco, i tuoi nemici periranno,
saranno dispersi tutti i malfattori.

[11] Tu mi doni la forza di un bùfalo,
mi cospargi di olio splendente.

[12] I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono
i miei orecchi udranno cose infauste.

[13] Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;

[14] piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

[15] Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi,

[16] per annunziare quanto è retto il Signore:
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.

93

[1] Il Signore regna, si ammanta di splendore;
il Signore si riveste, si cinge di forza;
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.

[2] Saldo è il tuo trono fin dal principio,
da sempre tu sei.

[3] Alzano i fiumi, Signore,
alzano i fiumi la loro voce,
alzano i fiumi il loro fragore.

[4] Ma più potente delle voci di grandi acque,
più potente dei flutti del mare,
potente nell'alto è il Signore.

[5] Degni di fede sono i tuoi insegnamenti,
la santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.

94

[1] Dio che fai giustizia, o Signore,
Dio che fai giustizia: mostrati!

[2] Alzati, giudice della terra,
rendi la ricompensa ai superbi.

[3] Fino a quando gli empi, Signore,
fino a quando gli empi trionferanno?

[4] Sparleranno, diranno insolenze,
si vanteranno tutti i malfattori?

[5] Signore, calpestano il tuo popolo,
opprimono la tua eredità.

[6] Uccidono la vedova e il forestiero,
danno la morte agli orfani.

[7] Dicono: "Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non se ne cura".

[8] Comprendete, insensati tra il popolo,
stolti, quando diventerete saggi?

[9] Chi ha formato l'orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l'occhio, forse non guarda?

[10] Chi regge i popoli forse non castiga,
lui che insegna all'uomo il sapere?

[11] Il Signore conosce i pensieri dell'uomo:
non sono che un soffio.

[12] Beato l'uomo che tu istruisci, Signore,
e che ammaestri nella tua legge,

[13] per dargli riposo nei giorni di sventura,
finché all'empio sia scavata la fossa.

[14] Perché il Signore non respinge il suo popolo,
la sua eredità non la può abbandonare,

[15] ma il giudizio si volgerà a giustizia,
la seguiranno tutti i retti di cuore.

[16] Chi sorgerà per me contro i malvagi?
Chi starà con me contro i malfattori?

[17] Se il Signore non fosse il mio aiuto,
in breve io abiterei nel regno del silenzio.

[18] Quando dicevo: "Il mio piede vacilla",
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.

[19] Quand'ero oppresso dall'angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato.

[20] Può essere tuo alleato un tribunale iniquo,
che fa angherie contro la legge?

[21] Si avventano contro la vita del giusto,
e condannano il sangue innocente.

[22] Ma il Signore è la mia difesa,
roccia del mio rifugio è il mio Dio;

[23] egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,
per la loro perfidia li farà perire,
li farà perire il Signore, nostro Dio.

95

[1] Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.

[2] Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

[3] Poiché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dei.

[4] Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti.

[5] Suo è il mare, egli l'ha fatto,
le sue mani hanno plasmato la terra.

[6] Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.

[7] Egli è il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

[8] Ascoltate oggi la sua voce:
"Non indurite il cuore,
come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto,

[9] dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere.

[10] Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato,
non conoscono le mie vie;

[11] perciò ho giurato nel mio sdegno:
Non entreranno nel luogo del mio riposo".

96

[1] Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.

[2] Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

[3] In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

[4] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.

[5] Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.

[6] Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.

[7] Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,

[8] date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

[9] prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

[10] Dite tra i popoli: "Il Signore regna!".
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

[11] Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;

[12] esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta

[13] davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.

97

[1] Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.

[2] Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

[3] Davanti a lui cammina il fuoco
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.

[4] Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e sussulta la terra.

[5] I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.

[6] I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

[7] Siano confusi tutti gli adoratori di statue
e chi si gloria dei propri idoli.
Si prostrino a lui tutti gli dei!

[8] Ascolta Sion e ne gioisce,
esultano le città di Giuda
per i tuoi giudizi, Signore.

[9] Perché tu sei, Signore,
l'Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli dei.

[10] Odiate il male, voi che amate il Signore:
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli
li strapperà dalle mani degli empi.

[11] Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.

[12] Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

98

[1] Salmo.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

[2] Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.

[3] Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.

[4] Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

[5] Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;

[6] con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

[7] Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.

[8] I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne

[9] davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

99

[1] Il Signore regna, tremino i popoli;
siede sui cherubini, si scuota la terra.

[2] Grande è il Signore in Sion,
eccelso sopra tutti i popoli.

[3] Lodino il tuo nome grande e terribile,
perché è santo.

[4] Re potente che ami la giustizia,
tu hai stabilito ciò che è retto,
diritto e giustizia tu eserciti in Giacobbe.

[5] Esaltate il Signore nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi,
perché è santo.

[6] Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
Samuele tra quanti invocano il suo nome:
invocavano il Signore ed egli rispondeva.

[7] Parlava loro da una colonna di nubi:
obbedivano ai suoi comandi
e alla legge che aveva loro dato.

[8] Signore, Dio nostro, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio paziente,
pur castigando i loro peccati.

[9] Esaltate il Signore nostro Dio,
prostratevi davanti al suo monte santo,
perché santo è il Signore, nostro Dio.

100

[1] Salmo. In rendimento di grazie.

[2] Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

[3] Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

[4] Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

[5] poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.

101

[1] Di Davide. Salmo.
Amore e giustizia voglio cantare,
voglio cantare inni a te, o Signore.

[2] Agirò con saggezza nella via dell'innocenza:
quando verrai a me?
Camminerò con cuore integro,
dentro la mia casa.

[3] Non sopporterò davanti ai miei occhi
azioni malvagie;
detesto chi fa il male,
non mi sarà vicino.

[4] Lontano da me il cuore perverso,
il malvagio non lo voglio conoscere.

[5] Chi calunnia in segreto il suo prossimo
io lo farò perire;
chi ha occhi altezzosi e cuore superbo
non lo potrò sopportare.

[6] I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese
perché restino a me vicino:
chi cammina per la via integra
sarà mio servitore.

[7] Non abiterà nella mia casa,
chi agisce con inganno,
chi dice menzogne non starà alla mia presenza.

[8] Sterminerò ogni mattino
tutti gli empi del paese,
per estirpare dalla città del Signore
quanti operano il male.

102

[1] Preghiera di un afflitto che è stanco
e sfoga dinanzi a Dio la sua angoscia.

[2] Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido.

[3] Non nascondermi il tuo volto;
nel giorno della mia angoscia
piega verso di me l'orecchio.
Quando ti invoco: presto, rispondimi.

[4] Si dissolvono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.

[5] Il mio cuore abbattuto come erba inaridisce,
dimentico di mangiare il mio pane.

[6] Per il lungo mio gemere
aderisce la mia pelle alle mie ossa.

[7] Sono simile al pellicano del deserto,
sono come un gufo tra le rovine.

[8] Veglio e gemo
come uccello solitario sopra un tetto.

[9] Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro il mio nome.

[10] Di cenere mi nutro come di pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto,

[11] davanti alla tua collera e al tuo sdegno,
perché mi sollevi e mi scagli lontano.

[12] I miei giorni sono come ombra che declina,
e io come erba inaridisco.

[13] Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.

[14] Tu sorgerai, avrai pietà di Sion,
perché è tempo di usarle misericordia:
l'ora è giunta.

[15] Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua rovina.

[16] I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,

[17] quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.

[18] Egli si volge alla preghiera del misero
e non disprezza la sua supplica.

[19] Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore.

[20] Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,

[21] per ascoltare il gemito del prigioniero,
per liberare i condannati a morte;

[22] perché sia annunziato in Sion il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme,

[23] quando si aduneranno insieme i popoli
e i regni per servire il Signore.

[24] Ha fiaccato per via la mia forza,
ha abbreviato i miei giorni.

[25] Io dico: Mio Dio,
non rapirmi a metà dei miei giorni;
i tuoi anni durano per ogni generazione.

[26] In principio tu hai fondato la terra,
i cieli sono opera delle tue mani.

[27] Essi periranno, ma tu rimani,
tutti si logorano come veste,
come un abito tu li muterai
ed essi passeranno.

[28] Ma tu resti lo stesso
e i tuoi anni non hanno fine.

[29] I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
resterà salda davanti a te la loro discendenza.

103

[1] Di Davide.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.

[2] Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

[3] Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;

[4] salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;

[5] egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

[6] Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.

[7] Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d'Israele le sue opere.

[8] Buono e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.

[9] Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.

[10] Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

[11] Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;

[12] come dista l'oriente dall'occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.

[13] Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

[14] Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

[15] Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.

[16] Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

[17] Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,

[18] per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.

[19] Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l'universo.

[20] Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti alla voce della sua parola.

[21] Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.

[22] Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

104

[1] Benedici il Signore, anima mia,
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore,

[2] avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda,

[3] costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento;

[4] fai dei venti i tuoi messaggeri,
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.

[5] Hai fondato la terra sulle sue basi,
mai potrà vacillare.

[6] L'oceano l'avvolgeva come un manto,
le acque coprivano le montagne.

[7] Alla tua minaccia sono fuggite,
al fragore del tuo tuono hanno tremato.

[8] Emergono i monti, scendono le valli
al luogo che hai loro assegnato.

[9] Hai posto un limite alle acque: non lo passeranno,
non torneranno a coprire la terra.

[10] Fai scaturire le sorgenti nelle valli
e scorrono tra i monti;

[11] ne bevono tutte le bestie selvatiche
e gli ònagri estinguono la loro sete.

[12] Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo,
cantano tra le fronde.

[13] Dalle tue alte dimore irrighi i monti,
con il frutto delle tue opere sazi la terra.

[14] Fai crescere il fieno per gli armenti
e l'erba al servizio dell'uomo,
perché tragga alimento dalla terra:

[15] il vino che allieta il cuore dell'uomo;
l'olio che fa brillare il suo volto
e il pane che sostiene il suo vigore.

[16] Si saziano gli alberi del Signore,
i cedri del Libano da lui piantati.

[17] Là gli uccelli fanno il loro nido
e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.

[18] Per i camosci sono le alte montagne,
le rocce sono rifugio per gli iràci.

[19] Per segnare le stagioni hai fatto la luna
e il sole che conosce il suo tramonto.

[20] Stendi le tenebre e viene la notte
e vagano tutte le bestie della foresta;

[21] ruggiscono i leoncelli in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.

[22] Sorge il sole, si ritirano
e si accovacciano nelle tane.

[23] Allora l'uomo esce al suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.

[24] Quanto sono grandi, Signore,
le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra è piena delle tue creature.

[25] Ecco il mare spazioso e vasto:
lì guizzano senza numero
animali piccoli e grandi.

[26] Lo solcano le navi,
il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta.

[27] Tutti da te aspettano
che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.

[28] Tu lo provvedi, essi lo raccolgono,
tu apri la mano, si saziano di beni.

[29] Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
togli loro il respiro, muoiono
e ritornano nella loro polvere.

[30] Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

[31] La gloria del Signore sia per sempre;
gioisca il Signore delle sue opere.

[32] Egli guarda la terra e la fa sussultare,
tocca i monti ed essi fumano.

[33] Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare al mio Dio finché esisto.

[34] A lui sia gradito il mio canto;
la mia gioia è nel Signore.

[35] Scompaiano i peccatori dalla terra
e più non esistano gli empi.
Benedici il Signore, anima mia.

105

[1] Alleluia.
Lodate il Signore e invocate il suo nome,
proclamate tra i popoli le sue opere.

[2] Cantate a lui canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.

[3] Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

[4] Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

[5] Ricordate le meraviglie che ha compiute,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca:

[6] voi stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.

[7] È lui il Signore, nostro Dio,
su tutta la terra i suoi giudizi.

[8] Ricorda sempre la sua alleanza:
parola data per mille generazioni,

[9] l'alleanza stretta con Abramo
e il suo giuramento ad Isacco.

[10] La stabilì per Giacobbe come legge,
come alleanza eterna per Israele:

[11] "Ti darò il paese di Cànaan
come eredità a voi toccata in sorte".

[12] Quando erano in piccolo numero,
pochi e forestieri in quella terra,

[13] e passavano di paese in paese,
da un regno ad un altro popolo,

[14] non permise che alcuno li opprimesse
e castigò i re per causa loro:

[15] "Non toccate i miei consacrati,
non fate alcun male ai miei profeti".

[16] Chiamò la fame sopra quella terra
e distrusse ogni riserva di pane.

[17] Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.

[18] Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,

[19] finché si avverò la sua predizione
e la parola del Signore gli rese giustizia.

[20] Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;

[21] lo pose signore della sua casa,
capo di tutti i suoi averi,

[22] per istruire i capi secondo il suo giudizio
e insegnare la saggezza agli anziani.

[23] E Israele venne in Egitto,
Giacobbe visse nel paese di Cam come straniero.

[24] Ma Dio rese assai fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi nemici.

[25] Mutò il loro cuore
e odiarono il suo popolo,
contro i suoi servi agirono con inganno

[26] Mandò Mosè suo servo
e Aronne che si era scelto.

[27] Compì per mezzo loro i segni promessi
e nel paese di Cam i suoi prodigi.

[28] Mandò le tenebre e si fece buio,
ma resistettero alle sue parole.

[29] Cambiò le loro acque in sangue
e fece morire i pesci.

[30] Il loro paese brulicò di rane
fino alle stanze dei loro sovrani.

[31] Diede un ordine e le mosche vennero a sciami
e le zanzare in tutto il loro paese.

[32] Invece delle piogge mandò loro la grandine,
vampe di fuoco sul loro paese.

[33] Colpì le loro vigne e i loro fichi,
schiantò gli alberi della loro terra.

[34] Diede un ordine e vennero le locuste
e bruchi senza numero;

[35] divorarono tutta l'erba del paese
e distrussero il frutto del loro suolo.

[36] Colpì nel loro paese ogni primogenito,
tutte le primizie del loro vigore.

[37] Fece uscire il suo popolo con argento e oro,
fra le tribù non c'era alcun infermo.

[38] L'Egitto si rallegrò della loro partenza
perché su di essi era piombato il terrore.

[39] Distese una nube per proteggerli
e un fuoco per illuminarli di notte.

[40] Alla loro domanda fece scendere le quaglie
e li saziò con il pane del cielo.

[41] Spaccò una rupe e ne sgorgarono acque,
scorrevano come fiumi nel deserto,

[42] perché ricordò la sua parola santa
data ad Abramo suo servo.

[43] Fece uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.

[44] Diede loro le terre dei popoli,
ereditarono la fatica delle genti,

[45] perché custodissero i suoi decreti
e obbedissero alle sue leggi.
Alleluia.

106

[1] Alleluia.
Celebrate il Signore, perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.

[2] Chi può narrare i prodigi del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?

[3] Beati coloro che agiscono con giustizia
e praticano il diritto in ogni tempo.

[4] Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo,
visitaci con la tua salvezza,

[5] perché vediamo la felicità dei tuoi eletti,
godiamo della gioia del tuo popolo,
ci gloriamo con la tua eredità.

[6] Abbiamo peccato come i nostri padri,
abbiamo fatto il male, siamo stati empi.

[7] I nostri padri in Egitto
non compresero i tuoi prodigi,
non ricordarono tanti tuoi benefici
e si ribellarono presso il mare, presso il mar Rosso.

[8] Ma Dio li salvò per il suo nome,
per manifestare la sua potenza.

[9] Minacciò il mar Rosso e fu disseccato,
li condusse tra i flutti come per un deserto;

[10] li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico.

[11] L'acqua sommerse i loro avversari;
nessuno di essi sopravvisse.

[12] Allora credettero alle sue parole
e cantarono la sua lode.

[13] Ma presto dimenticarono le sue opere,
non ebbero fiducia nel suo disegno,

[14] arsero di brame nel deserto,
e tentarono Dio nella steppa.

[15] Concesse loro quanto domandavano
e saziò la loro ingordigia.

[16] Divennero gelosi di Mosè negli accampamenti,
e di Aronne, il consacrato del Signore.

[17] Allora si aprì la terra e inghiottì Datan,
e seppellì l'assemblea di Abiron.

[18] Divampò il fuoco nella loro fazione
e la fiamma divorò i ribelli.

[19] Si fabbricarono un vitello sull'Oreb,
si prostrarono a un'immagine di metallo fuso;

[20] scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia fieno.

[21] Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,

[22] prodigi nel paese di Cam,
cose terribili presso il mar Rosso.

[23] E aveva già deciso di sterminarli,
se Mosè suo eletto
non fosse stato sulla breccia di fronte a lui,
per stornare la sua collera dallo sterminio.

[24] Rifiutarono un paese di delizie,
non credettero alla sua parola.

[25] Mormorarono nelle loro tende,
non ascoltarono la voce del Signore.

[26] Egli alzò la mano su di loro
giurando di abbatterli nel deserto,

[27] di disperdere i loro discendenti tra le genti
e disseminarli per il paese.

[28] Si asservirono a Baal-Peor
e mangiarono i sacrifici dei morti,

[29] provocarono Dio con tali azioni
e tra essi scoppiò una pestilenza.

[30] Ma Finees si alzò e si fece giudice,
allora cessò la peste

[31] e gli fu computato a giustizia
presso ogni generazione, sempre.

[32] Lo irritarono anche alle acque di Meriba
e Mosè fu punito per causa loro,

[33] perché avevano inasprito l'animo suo
ed egli disse parole insipienti.

[34] Non sterminarono i popoli
come aveva ordinato il Signore,

[35] ma si mescolarono con le nazioni
e impararono le opere loro.

[36] Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello.

[37] Immolarono i loro figli
e le loro figlie agli dei falsi.

[38] Versarono sangue innocente,
il sangue dei figli e delle figlie
sacrificati agli idoli di Cànaan;
la terra fu profanata dal sangue,

[39] si contaminarono con le opere loro,
si macchiarono con i loro misfatti.

[40] L'ira del Signore si accese contro il suo popolo,
ebbe in orrore il suo possesso;

[41] e li diede in balìa dei popoli,
li dominarono i loro avversari,

[42] li oppressero i loro nemici
e dovettero piegarsi sotto la loro mano.

[43] Molte volte li aveva liberati;
ma essi si ostinarono nei loro disegni
e per le loro iniquità furono abbattuti.

[44] Pure, egli guardò alla loro angoscia
quando udì il loro grido.

[45] Si ricordò della sua alleanza con loro,
si mosse a pietà per il suo grande amore.

[46] Fece loro trovare grazia
presso quanti li avevano deportati.

[47] Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici di mezzo ai popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode.

[48] Benedetto il Signore, Dio d'Israele
da sempre, per sempre.
Tutto il popolo dica: Amen.

107

[1] Alleluia.
Celebrate il Signore perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.

[2] Lo dicano i riscattati del Signore,
che egli liberò dalla mano del nemico

[3] e radunò da tutti i paesi,
dall'oriente e dall'occidente,
dal settentrione e dal mezzogiorno.

[4] Vagavano nel deserto, nella steppa,
non trovavano il cammino per una città dove abitare.

[5] Erano affamati e assetati,
veniva meno la loro vita.

[6] Nell'angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.

[7] Li condusse sulla via retta,
perché camminassero verso una città dove abitare.

[8] Ringrazino il Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi a favore degli uomini;

[9] poiché saziò il desiderio dell'assetato,
e l'affamato ricolmò di beni.

[10] Abitavano nelle tenebre e nell'ombra di morte,
prigionieri della miseria e dei ceppi,

[11] perché si erano ribellati alla parola di Dio
e avevano disprezzato il disegno dell'Altissimo.

[12] Egli piegò il loro cuore sotto le sventure;
cadevano e nessuno li aiutava.

[13] Nell'angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.

[14] Li fece uscire dalle tenebre e dall'ombra di morte
e spezzò le loro catene.

[15] Ringrazino il Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi a favore degli uomini;

[16] perché ha infranto le porte di bronzo
e ha spezzato le barre di ferro.

[17] Stolti per la loro iniqua condotta,
soffrivano per i loro misfatti;

[18] rifiutavano ogni nutrimento
e già toccavano le soglie della morte.

[19] Nell'angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.

[20] Mandò la sua parola e li fece guarire,
li salvò dalla distruzione.

[21] Ringrazino il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini.

[22] Offrano a lui sacrifici di lode,
narrino con giubilo le sue opere.

[23] Coloro che solcavano il mare sulle navi
e commerciavano sulle grandi acque,

[24] videro le opere del Signore,
i suoi prodigi nel mare profondo.

[25] Egli parlò e fece levare
un vento burrascoso che sollevò i suoi flutti.

[26] Salivano fino al cielo,
scendevano negli abissi;
la loro anima languiva nell'affanno.

[27] Ondeggiavano e barcollavano come ubriachi,
tutta la loro perizia era svanita.

[28] Nell'angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.

[29] Ridusse la tempesta alla calma,
tacquero i flutti del mare.

[30] Si rallegrarono nel vedere la bonaccia
ed egli li condusse al porto sospirato.

[31] Ringrazino il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini.

[32] Lo esaltino nell'assemblea del popolo,
lo lodino nel consesso degli anziani.

[33] Ridusse i fiumi a deserto,
a luoghi aridi le fonti d'acqua

[34] e la terra fertile a palude
per la malizia dei suoi abitanti.

[35] Ma poi cambiò il deserto in lago,
e la terra arida in sorgenti d'acqua.

[36] Là fece dimorare gli affamati
ed essi fondarono una città dove abitare.

[37] Seminarono campi e piantarono vigne,
e ne raccolsero frutti abbondanti.

[38] Li benedisse e si moltiplicarono,
non lasciò diminuire il loro bestiame.

[39] Ma poi, ridotti a pochi, furono abbattuti,
perché oppressi dalle sventure e dal dolore.

[40] Colui che getta il disprezzo sui potenti,
li fece vagare in un deserto senza strade.

[41] Ma risollevò il povero dalla miseria
e rese le famiglie numerose come greggi.

[42] Vedono i giusti e ne gioiscono
e ogni iniquo chiude la sua bocca.

[43] Chi è saggio osservi queste cose
e comprenderà la bontà del Signore.

108

[1] Canto. Salmo. Di Davide.

[2] Saldo è il mio cuore, Dio,
saldo è il mio cuore:
voglio cantare inni, anima mia.

[3] Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.

[4] Ti loderò tra i popoli, Signore,
a te canterò inni tra le genti,

[5] perché la tua bontà è grande fino ai cieli
e la tua verità fino alle nubi.

[6] Innàlzati, Dio, sopra i cieli,
su tutta la terra la tua gloria.

[7] Perché siano liberati i tuoi amici,

[8] Dio ha parlato nel suo santuario:
"Esulterò, voglio dividere Sichem
e misurare la valle di Succot;

[9] mio è Gàlaad, mio Manasse,
Efraim è l'elmo del mio capo,
Giuda il mio scettro.

[10] Moab è il catino per lavarmi,
sull'Idumea getterò i miei sandali,
sulla Filistea canterò vittoria".

[11] Chi mi guiderà alla città fortificata,
chi mi condurrà fino all'Idumea?

[12] Non forse tu, Dio, che ci hai respinti
e più non esci, Dio, con i nostri eserciti?

[13] Contro il nemico portaci soccorso,
poiché vana è la salvezza dell'uomo.

[14] Con Dio noi faremo cose grandi
ed egli annienterà chi ci opprime.

109

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Dio della mia lode, non tacere,

[2] poiché contro di me si sono aperte
la bocca dell'empio e dell'uomo di frode;
parlano di me con lingua di menzogna.

[3] Mi investono con parole di odio,
mi combattono senza motivo.

[4] In cambio del mio amore mi muovono accuse,
mentre io sono in preghiera.

[5] Mi rendono male per bene
e odio in cambio di amore.

[6] Suscita un empio contro di lui
e un accusatore stia alla sua destra.

[7] Citato in giudizio, risulti colpevole
e il suo appello si risolva in condanna.

[8] Pochi siano i suoi giorni
e il suo posto l'occupi un altro.

[9] I suoi figli rimangano orfani
e vedova sua moglie.

[10] Vadano raminghi i suoi figli, mendicando,
siano espulsi dalle loro case in rovina.

[11] L'usuraio divori tutti i suoi averi
e gli estranei faccian preda del suo lavoro.

[12] Nessuno gli usi misericordia,
nessuno abbia pietà dei suoi orfani.

[13] La sua discendenza sia votata allo sterminio,
nella generazione che segue sia cancellato il suo nome.

[14] L'iniquità dei suoi padri sia ricordata al Signore,
il peccato di sua madre non sia mai cancellato.

[15] Siano davanti al Signore sempre
ed egli disperda dalla terra il loro ricordo.

[16] Perché ha rifiutato di usare misericordia
e ha perseguitato il misero e l'indigente,
per far morire chi è affranto di cuore.

[17] Ha amato la maledizione: ricada su di lui!
Non ha voluto la benedizione: da lui si allontani!

[18] Si è avvolto di maledizione come di un mantello:
è penetrata come acqua nel suo intimo
e come olio nelle sue ossa.

[19] Sia per lui come vestito che lo avvolge,
come cintura che sempre lo cinge.

[20] Sia questa da parte del Signore
la ricompensa per chi mi accusa,
per chi dice male contro la mia vita.

[21] Ma tu, Signore Dio,
agisci con me secondo il tuo nome:
salvami, perché buona è la tua grazia.

[22] Io sono povero e infelice
e il mio cuore è ferito nell'intimo.

[23] Scompaio come l'ombra che declina,
sono sbattuto come una locusta.

[24] Le mie ginocchia vacillano per il digiuno,
il mio corpo è scarno e deperisce.

[25] Sono diventato loro oggetto di scherno,
quando mi vedono scuotono il capo.

[26] Aiutami, Signore mio Dio,
salvami per il tuo amore.

[27] Sappiano che qui c'è la tua mano:
tu, Signore, tu hai fatto questo.

[28] Maledicano essi, ma tu benedicimi;
insorgano quelli e arrossiscano,
ma il tuo servo sia nella gioia.

[29] Sia coperto di infamia chi mi accusa
e sia avvolto di vergogna come d'un mantello.

[30] Alta risuoni sulle mie labbra la lode del Signore,
lo esalterò in una grande assemblea;

[31] poiché si è messo alla destra del povero
per salvare dai giudici la sua vita.

110

[1] Di Davide. Salmo.
Oracolo del Signore al mio Signore:
"Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi".

[2] Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
"Domina in mezzo ai tuoi nemici.

[3] A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato".

[4] Il Signore ha giurato
e non si pente:
"Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek".

[5] Il Signore è alla tua destra,
annienterà i re nel giorno della sua ira.

[6] Giudicherà i popoli:
in mezzo a cadaveri
ne stritolerà la testa su vasta terra.

[7] Lungo il cammino si disseta al torrente
e solleva alta la testa.

111

[1] Alleluia.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell'assemblea.

[2] Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.

[3] Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.

[4] Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.

[5] Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.

[6] Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti.

[7] Le opere delle sue mani sono verità e giustizia,
stabili sono tutti i suoi comandi,

[8] immutabili nei secoli, per sempre,
eseguiti con fedeltà e rettitudine.

[9] Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.

[10] Santo e terribile il suo nome.
Principio della saggezza è il timore del Signore,
saggio è colui che gli è fedele;
la lode del Signore è senza fine.

112

[1] Alleluia.
Beato l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

[2] Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

[3] Onore e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.

[4] Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.

[5] Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

[6] Egli non vacillerà in eterno:
Il giusto sarà sempre ricordato.

[7] Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

[8] Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché trionferà dei suoi nemici.

[9] Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.

[10] L'empio vede e si adira,
digrigna i denti e si consuma.
Ma il desiderio degli empi fallisce.

113

[1] Alleluia.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.

[2] Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.

[3] Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.

[4] Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

[5] Chi è pari al Signore nostro Dio
che siede nell'alto

[6] e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?

[7] Solleva l'indigente dalla polvere,
dall'immondizia rialza il povero,

[8] per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del suo popolo.

[9] Fa abitare la sterile nella sua casa
quale madre gioiosa di figli.

114

[1] Alleluia.
Quando Israele uscì dall'Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,

[2] Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio.

[3] Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro,

[4] i monti saltellarono come arieti,
le colline come agnelli di un gregge.

[5] Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, perché torni indietro?

[6] Perché voi monti saltellate come arieti
e voi colline come agnelli di un gregge?

[7] Trema, o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,

[8] che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d'acqua.

115

[1] Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome dà gloria,
per la tua fedeltà, per la tua grazia.

[2] Perché i popoli dovrebbero dire:
"Dov'è il loro Dio?".

[3] Il nostro Dio è nei cieli,
egli opera tutto ciò che vuole.

[4] Gli idoli delle genti sono argento e oro,
opera delle mani dell'uomo.

[5] Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,

[6] hanno orecchi e non odono,
hanno narici e non odorano.

[7] Hanno mani e non palpano,
hanno piedi e non camminano;
dalla gola non emettono suoni.

[8] Sia come loro chi li fabbrica
e chiunque in essi confida.

[9] Israele confida nel Signore:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[10] Confida nel Signore la casa di Aronne:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[11] Confida nel Signore, chiunque lo teme:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[12] Il Signore si ricorda di noi, ci benedice:
benedice la casa d'Israele,
benedice la casa di Aronne.

[13] Il Signore benedice quelli che lo temono,
benedice i piccoli e i grandi.

[14] Vi renda fecondi il Signore,
voi e i vostri figli.

[15] Siate benedetti dal Signore
che ha fatto cielo e terra.

[16] I cieli sono i cieli del Signore,
ma ha dato la terra ai figli dell'uomo.

[17] Non i morti lodano il Signore,
né quanti scendono nella tomba.

[18] Ma noi, i viventi, benediciamo il Signore
ora e sempre.

116

[1] Alleluia. Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera.

[2] Verso di me ha teso l'orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

[3] Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia

[4] e ho invocato il nome del Signore:
"Ti prego, Signore, salvami".

[5] Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.

[6] Il Signore protegge gli umili:
ero misero ed egli mi ha salvato.

[7] Ritorna, anima mia, alla tua pace,
poiché il Signore ti ha beneficato;

[8] egli mi ha sottratto dalla morte,
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.

[9] Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi.

[10] Alleluia.
Ho creduto anche quando dicevo:
"Sono troppo infelice".

[11] Ho detto con sgomento:
"Ogni uomo è inganno".

[12] Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?

[13] Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

[14] Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.

[15] Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.

[16] Sì, io sono il tuo servo, Signore,
io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.

[17] A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.

[18] Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo,

[19] negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

117

[1] Alleluia.
Lodate il Signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

[2] perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

118

[1] Alleluia.
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.

[2] Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.

[3] Lo dica la casa di Aronne:
eterna è la sua misericordia.

[4] Lo dica chi teme Dio:
eterna è la sua misericordia.

[5] Nell'angoscia ho gridato al Signore,
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

[6] Il Signore è con me, non ho timore;
che cosa può farmi l'uomo?

[7] Il Signore è con me, è mio aiuto,
sfiderò i miei nemici.

[8] È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell'uomo.

[9] È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

[10] Tutti i popoli mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

[11] Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

[12] Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra le spine,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

[13] Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato mio aiuto.

[14] Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

[15] Grida di giubilo e di vittoria,
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto meraviglie,

[16] la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto meraviglie.

[17] Non morirò, resterò in vita
e annunzierò le opere del Signore.

[18] Il Signore mi ha provato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

[19] Apritemi le porte della giustizia:
voglio entrarvi e rendere grazie al Signore.

[20] È questa la porta del Signore,
per essa entrano i giusti.

[21] Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,
perché sei stato la mia salvezza.

[22] La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;

[23] ecco l'opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

[24] Questo è il giorno fatto dal Signore:
rallegriamoci ed esultiamo in esso.

[25] Dona, Signore, la tua salvezza,
dona, Signore, la vittoria!

[26] Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore;

[27] Dio, il Signore è nostra luce.
Ordinate il corteo con rami frondosi
fino ai lati dell'altare.

[28] Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

[29] Celebrate il Signore, perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.

119

[1] Alleluia.
Beato l'uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.

[2] Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

[3] Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.

[4] Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.

[5] Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.

[6] Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

[7] Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

[8] Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

[9] Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.

[10] Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.

[11] Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.

[12] Benedetto sei tu, Signore;
mostrami il tuo volere.

[13] Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.

[14] Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.

[15] Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.

[16] Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola.

[17] Sii buono con il tuo servo e avrò vita,
custodirò la tua parola.

[18] Aprimi gli occhi perché io veda
le meraviglie della tua legge.

[19] Io sono straniero sulla terra,
non nascondermi i tuoi comandi.

[20] Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi precetti in ogni tempo.

[21] Tu minacci gli orgogliosi;
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

[22] Allontana da me vergogna e disprezzo,
perché ho osservato le tue leggi.

[23] Siedono i potenti, mi calunniano,
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

[24] Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,
miei consiglieri i tuoi precetti.

[25] Io sono prostrato nella polvere;
dammi vita secondo la tua parola.

[26] Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;
insegnami i tuoi voleri.

[27] Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò i tuoi prodigi.

[28] Io piango nella tristezza;
sollevami secondo la tua promessa.

[29] Tieni lontana da me la via della menzogna,
fammi dono della tua legge.

[30] Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.

[31] Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore,
che io non resti confuso.

[32] Corro per la via dei tuoi comandamenti,
perché hai dilatato il mio cuore.

[33] Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la seguirò sino alla fine.

[34] Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge
e la custodisca con tutto il cuore.

[35] Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in esso è la mia gioia.

[36] Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso la sete del guadagno.

[37] Distogli i miei occhi dalle cose vane,
fammi vivere sulla tua via.

[38] Con il tuo servo sii fedele alla parola
che hai data, perché ti si tema.

[39] Allontana l'insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.

[40] Ecco, desidero i tuoi comandamenti;
per la tua giustizia fammi vivere.

[41] Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa;

[42] a chi mi insulta darò una risposta,
perché ho fiducia nella tua parola.

[43] Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi.

[44] Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno.

[45] Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri.

[46] Davanti ai re parlerò della tua alleanza
senza temere la vergogna.

[47] Gioirò per i tuoi comandi
che ho amati.

[48] Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,
mediterò le tue leggi.

[49] Ricorda la promessa fatta al tuo servo,
con la quale mi hai dato speranza.

[50] Questo mi consola nella miseria:
la tua parola mi fa vivere.

[51] I superbi mi insultano aspramente,
ma non devìo dalla tua legge.

[52] Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore,
e ne sono consolato.

[53] M'ha preso lo sdegno contro gli empi
che abbandonano la tua legge.

[54] Sono canti per me i tuoi precetti,
nella terra del mio pellegrinaggio.

[55] Ricordo il tuo nome lungo la notte
e osservo la tua legge, Signore.

[56] Tutto questo mi accade
perché ho custodito i tuoi precetti.

[57] La mia sorte, ho detto, Signore,
è custodire le tue parole.

[58] Con tutto il cuore ti ho supplicato,
fammi grazia secondo la tua promessa.

[59] Ho scrutato le mie vie,
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

[60] Sono pronto e non voglio tardare
a custodire i tuoi decreti.

[61] I lacci degli empi mi hanno avvinto,
ma non ho dimenticato la tua legge.

[62] Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode
per i tuoi giusti decreti.

[63] Sono amico di coloro che ti sono fedeli
e osservano i tuoi precetti.

[64] Del tuo amore, Signore, è piena la terra;
insegnami il tuo volere.

[65] Hai fatto il bene al tuo servo, Signore,
secondo la tua parola.

[66] Insegnami il senno e la saggezza,
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

[67] Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua parola.

[68] Tu sei buono e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti.

[69] Mi hanno calunniato gli insolenti,
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

[70] Torpido come il grasso è il loro cuore,
ma io mi diletto della tua legge.

[71] Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari ad obbedirti.

[72] La legge della tua bocca mi è preziosa
più di mille pezzi d'oro e d'argento.

[73] Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

[74] I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia,
perché ho sperato nella tua parola.

[75] Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi
e con ragione mi hai umiliato.

[76] Mi consoli la tua grazia,
secondo la tua promessa al tuo servo.

[77] Venga su di me la tua misericordia e avrò vita,
poiché la tua legge è la mia gioia.

[78] Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono;
io mediterò la tua legge.

[79] Si volgano a me i tuoi fedeli
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

[80] Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti,
perché non resti confuso.

[81] Mi consumo nell'attesa della tua salvezza,
spero nella tua parola.

[82] Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa,
mentre dico: "Quando mi darai conforto?".

[83] Io sono come un otre esposto al fumo,
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

[84] Quanti saranno i giorni del tuo servo?
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

[85] Mi hanno scavato fosse gli insolenti
che non seguono la tua legge.

[86] Verità sono tutti i tuoi comandi;
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

[87] Per poco non mi hanno bandito dalla terra,
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

[88] Secondo il tuo amore fammi vivere
e osserverò le parole della tua bocca.

[89] La tua parola, Signore,
è stabile come il cielo.

[90] La tua fedeltà dura per ogni generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda.

[91] Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.

[92] Se la tua legge non fosse la mia gioia,
sarei perito nella mia miseria.

[93] Mai dimenticherò i tuoi precetti:
per essi mi fai vivere.

[94] Io sono tuo: salvami,
perché ho cercato il tuo volere.

[95] Gli empi mi insidiano per rovinarmi,
ma io medito i tuoi insegnamenti.

[96] Di ogni cosa perfetta ho visto il limite,
ma la tua legge non ha confini.

[97] Quanto amo la tua legge, Signore;
tutto il giorno la vado meditando.

[98] Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici,
perché sempre mi accompagna.

[99] Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.

[100] Ho più senno degli anziani,
perché osservo i tuoi precetti.

[101] Tengo lontano i miei passi da ogni via di male,
per custodire la tua parola.

[102] Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu ad istruirmi.

[103] Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
più del miele per la mia bocca.

[104] Dai tuoi decreti ricevo intelligenza,
per questo odio ogni via di menzogna.

[105] Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

[106] Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.

[107] Sono stanco di soffrire, Signore,
dammi vita secondo la tua parola.

[108] Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi.

[109] La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.

[110] Gli empi mi hanno teso i loro lacci,
ma non ho deviato dai tuoi precetti.

[111] Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
sono essi la gioia del mio cuore.

[112] Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,
in essi è la mia ricompensa per sempre.

[113] Detesto gli animi incostanti,
io amo la tua legge.

[114] Tu sei mio rifugio e mio scudo,
spero nella tua parola.

[115] Allontanatevi da me o malvagi,
osserverò i precetti del mio Dio.

[116] Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita,
non deludermi nella mia speranza.

[117] Sii tu il mio aiuto e sarò salvo,
gioirò sempre nei tuoi precetti.

[118] Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti,
perché la sua astuzia è fallace.

[119] Consideri scorie tutti gli empi della terra,
perciò amo i tuoi insegnamenti.

[120] Tu fai fremere di spavento la mia carne,
io temo i tuoi giudizi.

[121] Ho agito secondo diritto e giustizia;
non abbandonarmi ai miei oppressori.

[122] Assicura il bene al tuo servo;
non mi opprimano i superbi.

[123] I miei occhi si consumano nell'attesa della tua salvezza
e della tua parola di giustizia.

[124] Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore
e insegnami i tuoi comandamenti.

[125] Io sono tuo servo, fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.

[126] È tempo che tu agisca, Signore;
hanno violato la tua legge.

[127] Perciò amo i tuoi comandamenti
più dell'oro, più dell'oro fino.

[128] Per questo tengo cari i tuoi precetti
e odio ogni via di menzogna.

[129] Meravigliosa è la tua alleanza,
per questo le sono fedele.

[130] La tua parola nel rivelarsi illumina,
dona saggezza ai semplici.

[131] Apro anelante la bocca,
perché desidero i tuoi comandamenti.

[132] Volgiti a me e abbi misericordia,
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

[133] Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola
e su di me non prevalga il male.

[134] Salvami dall'oppressione dell'uomo
e obbedirò ai tuoi precetti.

[135] Fà risplendere il volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi comandamenti.

[136] Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi,
perché non osservano la tua legge.

[137] Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi.

[138] Con giustizia hai ordinato le tue leggi
e con fedeltà grande.

[139] Mi divora lo zelo della tua casa,
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

[140] Purissima è la tua parola,
il tuo servo la predilige.

[141] Io sono piccolo e disprezzato,
ma non trascuro i tuoi precetti.

[142] La tua giustizia è giustizia eterna
e verità è la tua legge.

[143] Angoscia e affanno mi hanno colto,
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

[144] Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre,
fammi comprendere e avrò la vita.

[145] T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi;
custodirò i tuoi precetti.

[146] Io ti chiamo, salvami,
e seguirò i tuoi insegnamenti.

[147] Precedo l'aurora e grido aiuto,
spero sulla tua parola.

[148] I miei occhi prevengono le veglie
per meditare sulle tue promesse.

[149] Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia;
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

[150] A tradimento mi assediano i miei persecutori,
sono lontani dalla tua legge.

[151] Ma tu, Signore, sei vicino,
tutti i tuoi precetti sono veri.

[152] Da tempo conosco le tue testimonianze
che hai stabilite per sempre.

[153] Vedi la mia miseria, salvami,
perché non ho dimenticato la tua legge.

[154] Difendi la mia causa, riscattami,
secondo la tua parola fammi vivere.

[155] Lontano dagli empi è la salvezza,
perché non cercano il tuo volere.

[156] Le tue misericordie sono grandi, Signore,
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

[157] Sono molti i persecutori che mi assalgono,
ma io non abbandono le tue leggi.

[158] Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo,
perché non custodiscono la tua parola.

[159] Vedi che io amo i tuoi precetti,
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

[160] La verità è principio della tua parola,
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

[161] I potenti mi perseguitano senza motivo,
ma il mio cuore teme le tue parole.

[162] Io gioisco per la tua promessa,
come uno che trova grande tesoro.

[163] Odio il falso e lo detesto,
amo la tua legge.

[164] Sette volte al giorno io ti lodo
per le sentenze della tua giustizia.

[165] Grande pace per chi ama la tua legge,
nel suo cammino non trova inciampo.

[166] Aspetto da te la salvezza, Signore,
e obbedisco ai tuoi comandi.

[167] Io custodisco i tuoi insegnamenti
e li amo sopra ogni cosa.

[168] Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti:
davanti a te sono tutte le mie vie.

[169] Giunga il mio grido fino a te, Signore,
fammi comprendere secondo la tua parola.

[170] Venga al tuo volto la mia supplica,
salvami secondo la tua promessa.

[171] Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,
poiché mi insegni i tuoi voleri.

[172] La mia lingua canti le tue parole,
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

[173] Mi venga in aiuto la tua mano,
poiché ho scelto i tuoi precetti.

[174] Desidero la tua salvezza, Signore,
e la tua legge è tutta la mia gioia.

[175] Possa io vivere e darti lode,
mi aiutino i tuoi giudizi.

[176] Come pecora smarrita vado errando;
cerca il tuo servo,
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

120

[1] Canto delle ascensioni.
Nella mia angoscia ho gridato al Signore
ed egli mi ha risposto.

[2] Signore, libera la mia vita
dalle labbra di menzogna,
dalla lingua ingannatrice.

[3] Che ti posso dare, come ripagarti,
lingua ingannatrice?

[4] Frecce acute di un prode,
con carboni di ginepro.

[5] Me infelice: abito straniero in Mosoch,
dimoro fra le tende di Cedar!

[6] Troppo io ho dimorato
con chi detesta la pace.

[7] Io sono per la pace, ma quando ne parlo,
essi vogliono la guerra.

121

[1] Canto delle ascensioni.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?

[2] Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.

[3] Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.

[4] Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele.

[5] Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.

[6] Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

[7] Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.

[8] Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

122

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide.
Quale gioia, quando mi dissero:
"Andremo alla casa del Signore".

[2] E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!

[3] Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.

[4] Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.

[5] Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.

[6] Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano,

[7] sia pace sulle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.

[8] Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: "Su di te sia pace!".

[9] Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

123

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide.
A te levo i miei occhi,
a te che abiti nei cieli.

[2] Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni;
come gli occhi della schiava,
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.

[3] Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
gia troppo ci hanno colmato di scherni,

[4] noi siamo troppo sazi
degli scherni dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.

124

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide.
Se il Signore non fosse stato con noi,
- lo dica Israele -

[2] se il Signore non fosse stato con noi,
quando uomini ci assalirono,

[3] ci avrebbero inghiottiti vivi,
nel furore della loro ira.

[4] Le acque ci avrebbero travolti;
un torrente ci avrebbe sommersi,

[5] ci avrebbero travolti
acque impetuose.

[6] Sia benedetto il Signore,
che non ci ha lasciati,
in preda ai loro denti.

[7] Noi siamo stati liberati come un uccello
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato
e noi siamo scampati.

[8] Il nostro aiuto è nel nome del Signore
che ha fatto cielo e terra.

125

[1] Canto delle ascensioni.
Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.

[2] I monti cingono Gerusalemme:
il Signore è intorno al suo popolo
ora e sempre.

[3] Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani
a compiere il male.

[4] La tua bontà, Signore, sia con i buoni
e con i retti di cuore.

[5] Quelli che vanno per sentieri tortuosi
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi.
Pace su Israele!

126

[1] Canto delle ascensioni.
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
ci sembrava di sognare.

[2] Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli:
"Il Signore ha fatto grandi cose per loro".

[3] Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmati di gioia.

[4] Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
come i torrenti del Negheb.

[5] Chi semina nelle lacrime
mieterà con giubilo.

[6] Nell'andare, se ne va e piange,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo,
portando i suoi covoni.

127

[1] Canto delle ascensioni. Di Salomone.
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.

[2] Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

[3] Ecco, dono del Signore sono i figli,
è sua grazia il frutto del grembo.

[4] Come frecce in mano a un eroe
sono i figli della giovinezza.

[5] Beato l'uomo che ne ha piena la farètra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici.

128

[1] Canto delle ascensioni.
Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.

[2] Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.

[3] La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

[4] Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore.

[5] Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

[6] Possa tu vedere i figli dei tuoi figli.
Pace su Israele!

129

[1] Canto delle ascensioni.
Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato,
- lo dica Israele -

[2] dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato,
ma non hanno prevalso.

[3] Sul mio dorso hanno arato gli aratori,
hanno fatto lunghi solchi.

[4] Il Signore è giusto:
ha spezzato il giogo degli empi.

[5] Siano confusi e volgano le spalle
quanti odiano Sion.

[6] Siano come l'erba dei tetti:
prima che sia strappata, dissecca;

[7] non se ne riempie la mano il mietitore,
né il grembo chi raccoglie covoni.

[8] I passanti non possono dire:
"La benedizione del Signore sia su di voi,
vi benediciamo nel nome del Signore".

130

[1] Canto delle ascensioni.
Dal profondo a te grido, o Signore;

[2] Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.

[3] Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?

[4] Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.

[5] Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.

[6] L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.

[7] Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.

[8] Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

131

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide.
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.

[2] Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.

[3] Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.

132

[1] Canto delle ascensioni.
Ricordati, Signore, di Davide,
di tutte le sue prove,

[2] quando giurò al Signore,
al Potente di Giacobbe fece voto:

[3] "Non entrerò sotto il tetto della mia casa,
non mi stenderò sul mio giaciglio,

[4] non concederò sonno ai miei occhi
né riposo alle mie palpebre,

[5] finché non trovi una sede per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe".

[6] Ecco, abbiamo saputo che era in Efrata,
l'abbiamo trovata nei campi di Iàar.

[7] Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.

[8] Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l'arca della tua potenza.

[9] I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia,
i tuoi fedeli cantino di gioia.

[10] Per amore di Davide tuo servo
non respingere il volto del tuo consacrato.

[11] Il Signore ha giurato a Davide
e non ritratterà la sua parola:
"Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!

[12] Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò ad essi,
anche i loro figli per sempre
sederanno sul tuo trono".

[13] Il Signore ha scelto Sion,
l'ha voluta per sua dimora:

[14] "Questo è il mio riposo per sempre;
qui abiterò, perché l'ho desiderato.

[15] Benedirò tutti i suoi raccolti,
sazierò di pane i suoi poveri.

[16] Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti,
esulteranno di gioia i suoi fedeli.

[17] Là farò germogliare la potenza di Davide,
preparerò una lampada al mio consacrato.

[18] Coprirò di vergogna i suoi nemici,
ma su di lui splenderà la corona".

133

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide.
Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!

[2] È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.

[3] È come rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.

134

[1] Canto delle ascensioni.
Ecco, benedite il Signore,
voi tutti, servi del Signore;
voi che state nella casa del Signore
durante le notti.

[2] Alzate le mani verso il tempio
e benedite il Signore.

[3] Da Sion ti benedica il Signore,
che ha fatto cielo e terra.

135

[1] Alleluia.
Lodate il nome del Signore,
lodatelo, servi del Signore,

[2] voi che state nella casa del Signore,
negli atri della casa del nostro Dio.

[3] Lodate il Signore: il Signore è buono;
cantate inni al suo nome, perché è amabile.

[4] Il Signore si è scelto Giacobbe,
Israele come suo possesso.

[5] Io so che grande è il Signore,
il nostro Dio sopra tutti gli dei.

[6] Tutto ciò che vuole il Signore,
egli lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi.

[7] Fa salire le nubi dall'estremità della terra,
produce le folgori per la pioggia,
dalle sue riserve libera i venti.

[8] Egli percosse i primogeniti d'Egitto,
dagli uomini fino al bestiame.

[9] Mandò segni e prodigi
in mezzo a te, Egitto,
contro il faraone e tutti i suoi ministri.

[10] Colpì numerose nazioni
e uccise re potenti:

[11] Seon, re degli Amorrèi,
Og, re di Basan,
e tutti i regni di Cànaan.

[12] Diede la loro terra in eredità a Israele,
in eredità a Israele suo popolo.

[13] Signore, il tuo nome è per sempre;
Signore, il tuo ricordo per ogni generazione.

[14] Il Signore guida il suo popolo,
si muove a pietà dei suoi servi.

[15] Gli idoli dei popoli sono argento e oro,
opera delle mani dell'uomo.

[16] Hanno bocca e non parlano;
hanno occhi e non vedono;

[17] hanno orecchi e non odono;
non c'è respiro nella loro bocca.

[18] Sia come loro chi li fabbrica
e chiunque in essi confida.

[19] Benedici il Signore, casa d'Israele;
benedici il Signore, casa di Aronne;

[20] Benedici il Signore, casa di Levi;
voi che temete il Signore, benedite il Signore.

[21] Da Sion sia benedetto il Signore
che abita a Gerusalemme. Alleluia.

136

[1] Alleluia.
Lodate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.

[2] Lodate il Dio degli dei:
perché eterna è la sua misericordia.

[3] Lodate il Signore dei signori:
perché eterna è la sua misericordia.

[4] Egli solo ha compiuto meraviglie:
perché eterna è la sua misericordia.

[5] Ha creato i cieli con sapienza:
perché eterna è la sua misericordia.

[6] Ha stabilito la terra sulle acque:
perché eterna è la sua misericordia.

[7] Ha fatto i grandi luminari:
perché eterna è la sua misericordia.

[8] Il sole per regolare il giorno:
perché eterna è la sua misericordia;

[9] la luna e le stelle per regolare la notte:
perché eterna è la sua misericordia.

[10] Percosse l'Egitto nei suoi primogeniti:
perché eterna è la sua misericordia.

[11] Da loro liberò Israele:
perché eterna è la sua misericordia;

[12] con mano potente e braccio teso:
perché eterna è la sua misericordia.

[13] Divise il mar Rosso in due parti:
perché eterna è la sua misericordia.

[14] In mezzo fece passare Israele:
perché eterna è la sua misericordia.

[15] Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso:
perché eterna è la sua misericordia.

[16] Guidò il suo popolo nel deserto:
perché eterna è la sua misericordia.

[17] Percosse grandi sovrani
perché eterna è la sua misericordia;

[18] uccise re potenti:
perché eterna è la sua misericordia.

[19] Seon, re degli Amorrèi:
perché eterna è la sua misericordia.

[20] Og, re di Basan:
perché eterna è la sua misericordia.

[21] Diede in eredità il loro paese;
perché eterna è la sua misericordia;

[22] in eredità a Israele suo servo:
perché eterna è la sua misericordia.

[23] Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi:
perché eterna è la sua misericordia;

[24] ci ha liberati dai nostri nemici:
perché eterna è la sua misericordia.

[25] Egli dà il cibo ad ogni vivente:
perché eterna è la sua misericordia.

[26] Lodate il Dio del cielo:
perché eterna è la sua misericordia.

137

[1] Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.

[2] Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

[3] Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
"Cantateci i canti di Sion!".

[4] Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?

[5] Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;

[6] mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

[7] Ricordati, Signore, dei figli di Edom,
che nel giorno di Gerusalemme,
dicevano: "Distruggete, distruggete
anche le sue fondamenta".

[8] Figlia di Babilonia devastatrice,
beato chi ti renderà quanto ci hai fatto.

[9] Beato chi afferrerà i tuoi piccoli
e li sbatterà contro la pietra.

138

[1] Di Davide.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,

[2] mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

[3] Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

[4] Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.

[5] Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore;

[6] eccelso è il Signore e guarda verso l'umile
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

[7] Se cammino in mezzo alla sventura
tu mi ridoni vita;
contro l'ira dei miei nemici stendi la mano
e la tua destra mi salva.

[8] Il Signore completerà per me l'opera sua.
Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare l'opera delle tue mani.

139

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,

[2] tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,

[3] mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;

[4] la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

[5] Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

[6] Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

[7] Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?

[8] Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.

[9] Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,

[10] anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

[11] Se dico: "Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte";

[12] nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

[13] Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

[14] Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

[15] Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

[16] Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

[17] Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;

[18] se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

[19] Se Dio sopprimesse i peccatori!
Allontanatevi da me, uomini sanguinari.

[20] Essi parlano contro di te con inganno:
contro di te insorgono con frode.

[21] Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano
e non detesto i tuoi nemici?

[22] Li detesto con odio implacabile
come se fossero miei nemici.

[23] Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:

[24] vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.

140

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] Salvami, Signore, dal malvagio,
proteggimi dall'uomo violento,

[3] da quelli che tramano sventure nel cuore
e ogni giorno scatenano guerre.

[4] Aguzzano la lingua come serpenti;
veleno d'aspide è sotto le loro labbra.

[5] Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi,
salvami dall'uomo violento:
essi tramano per farmi cadere.

[6] I superbi mi tendono lacci
e stendono funi come una rete,
pongono agguati sul mio cammino.

[7] Io dico al Signore: "Tu sei il mio Dio;
ascolta, Signore, la voce della mia preghiera".

[8] Signore, mio Dio, forza della mia salvezza,
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

[9] Signore, non soddisfare i desideri degli empi,
non favorire le loro trame.

[10] Alzano la testa quelli che mi circondano,
ma la malizia delle loro labbra li sommerge.

[11] Fà piovere su di loro carboni ardenti,
gettali nel bàratro e più non si rialzino.

[12] Il maldicente non duri sulla terra,
il male spinga il violento alla rovina.

[13] So che il Signore difende la causa dei miseri,
il diritto dei poveri.

[14] Sì, i giusti loderanno il tuo nome,
i retti abiteranno alla tua presenza.

141

[1] Salmo. Di Davide.
Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
ascolta la mia voce quando t'invoco.

[2] Come incenso salga a te la mia preghiera,
le mie mani alzate come sacrificio della sera.

[3] Poni, Signore, una custodia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.

[4] Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male
e compia azioni inique con i peccatori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi.

[5] Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri,
ma l'olio dell'empio non profumi il mio capo;
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.

[6] Dalla rupe furono gettati i loro capi,
che da me avevano udito dolci parole.

[7] Come si fende e si apre la terra,
le loro ossa furono disperse alla bocca degli inferi.

[8] A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, proteggi la mia vita.

[9] Preservami dal laccio che mi tendono,
dagli agguati dei malfattori.

[10] Gli empi cadono insieme nelle loro reti,
ma io passerò oltre incolume.

142

[1] Maskil. Di Davide, quando era nella caverna. Preghiera.

[2] Con la mia voce al Signore grido aiuto,
con la mia voce supplico il Signore;

[3] davanti a lui effondo il mio lamento,
al tuo cospetto sfogo la mia angoscia.

[4] Mentre il mio spirito vien meno,
tu conosci la mia via.
Nel sentiero dove cammino
mi hanno teso un laccio.

[5] Guarda a destra e vedi:
nessuno mi riconosce.
Non c'è per me via di scampo,
nessuno ha cura della mia vita.

[6] Io grido a te, Signore;
dico: Sei tu il mio rifugio,
sei tu la mia sorte nella terra dei viventi.

[7] Ascolta la mia supplica:
ho toccato il fondo dell'angoscia.
Salvami dai miei persecutori
perché sono di me più forti.

[8] Strappa dal carcere la mia vita,
perché io renda grazie al tuo nome:
i giusti mi faranno corona
quando mi concederai la tua grazia.

143

[1] Salmo. Di Davide.
Signore, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alla mia supplica,
tu che sei fedele,
e per la tua giustizia rispondimi.

[2] Non chiamare in giudizio il tuo servo:
nessun vivente davanti a te è giusto.

[3] Il nemico mi perseguita,
calpesta a terra la mia vita,
mi ha relegato nelle tenebre
come i morti da gran tempo.

[4] In me languisce il mio spirito,
si agghiaccia il mio cuore.

[5] Ricordo i giorni antichi,
ripenso a tutte le tue opere,
medito sui tuoi prodigi.

[6] A te protendo le mie mani,
sono davanti a te come terra riarsa.

[7] Rispondimi presto, Signore,
viene meno il mio spirito.
Non nascondermi il tuo volto,
perché non sia come chi scende nella fossa.

[8] Al mattino fammi sentire la tua grazia,
poiché in te confido.
Fammi conoscere la strada da percorrere,
perché a te si innalza l'anima mia.

[9] Salvami dai miei nemici, Signore,
a te mi affido.

[10] Insegnami a compiere il tuo volere,
perché sei tu il mio Dio.
Il tuo spirito buono
mi guidi in terra piana.

[11] Per il tuo nome, Signore, fammi vivere,
liberami dall'angoscia, per la tua giustizia.

[12] Per la tua fedeltà disperdi i miei nemici,
fà perire chi mi opprime,
poiché io sono tuo servo.

144

[1] Di Davide.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.

[2] Mia grazia e mia fortezza,
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido,
colui che mi assoggetta i popoli.

[3] Signore, che cos'è un uomo perché te ne curi?
Un figlio d'uomo perché te ne dia pensiero?

[4] L'uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.

[5] Signore, piega il tuo cielo e scendi,
tocca i monti ed essi fumeranno.

[6] Le tue folgori disperdano i nemici,
lancia frecce, sconvolgili.

[7] Stendi dall'alto la tua mano,
scampami e salvami dalle grandi acque,
dalla mano degli stranieri.

[8] La loro bocca dice menzogne
e alzando la destra giurano il falso.

[9] Mio Dio, ti canterò un canto nuovo,
suonerò per te sull'arpa a dieci corde;

[10] a te, che dai vittoria al tuo consacrato,
che liberi Davide tuo servo.
Salvami dalla spada iniqua,

[11] liberami dalla mano degli stranieri;
la loro bocca dice menzogne
e la loro destra giura il falso.

[12] I nostri figli siano come piante
cresciute nella loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d'angolo
nella costruzione del tempio.

[13] I nostri granai siano pieni,
trabocchino di frutti d'ogni specie;
siano a migliaia i nostri greggi,
a mirìadi nelle nostre campagne;

[14] siano carichi i nostri buoi.
Nessuna breccia, nessuna incursione,
nessun gemito nelle nostre piazze.

[15] Beato il popolo che possiede questi beni:
beato il popolo il cui Dio è il Signore.

145

[1] Lodi. Di Davide.
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.

[2] Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.

[3] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.

[4] Una generazione narra all'altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.

[5] Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.

[6] Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.

[7] Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.

[8] Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.

[9] Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

[10] Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.

[11] Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,

[12] per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.

[13] Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

[14] Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

[15] Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.

[16] Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.

[17] Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.

[18] Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.

[19] Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.

[20] Il Signore protegge quanti lo amano,
ma disperde tutti gli empi.

[21] Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.

146

[1] Alleluia.
Loda il Signore, anima mia:

[2] loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.

[3] Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.

[4] Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

[5] Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,

[6] creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.
Egli è fedele per sempre,

[7] rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,

[8] il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

[9] il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.

[10] Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

147

[1] Alleluia.
Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.

[2] Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.

[3] Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;

[4] egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

[5] Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.

[6] Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.

[7] Cantate al Signore un canto di grazie,
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

[8] Egli copre il cielo di nubi,
prepara la pioggia per la terra,
fa germogliare l'erba sui monti.

[9] Provvede il cibo al bestiame,
ai piccoli del corvo che gridano a lui.

[10] Non fa conto del vigore del cavallo,
non apprezza l'agile corsa dell'uomo.

[11] Il Signore si compiace di chi lo teme,
di chi spera nella sua grazia.

[12] Alleluia.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.

[13] Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

[14] Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.

[15] Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

[16] Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.

[17] Getta come briciole la grandine,
di fronte al suo gelo chi resiste?

[18] Manda una sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque.

[19] Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

[20] Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
Alleluia.

148

[1] Alleluia.
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell'alto dei cieli.

[2] Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere.

[3] Lodatelo, sole e luna,
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.

[4] Lodatelo, cieli dei cieli,
voi acque al di sopra dei cieli.

[5] Lodino tutti il nome del Signore,
perché egli disse e furono creati.

[6] Li ha stabiliti per sempre,
ha posto una legge che non passa.

[7] Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti abissi,

[8] fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,

[9] monti e voi tutte, colline,
alberi da frutto e tutti voi, cedri,

[10] voi fiere e tutte le bestie,
rettili e uccelli alati.

[11] I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,

[12] i giovani e le fanciulle,
i vecchi insieme ai bambini

[13] lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime,
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.

[14] Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.
È canto di lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli di Israele, popolo che egli ama.
Alleluia.

149

[1] Alleluia.
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.

[2] Gioisca Israele nel suo Creatore,
esultino nel loro Re i figli di Sion.

[3] Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.

[4] Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria.

[5] Esultino i fedeli nella gloria,
sorgano lieti dai loro giacigli.

[6] Le lodi di Dio sulla loro bocca
e la spada a due tagli nelle loro mani,

[7] per compiere la vendetta tra i popoli
e punire le genti;

[8] per stringere in catene i loro capi,
i loro nobili in ceppi di ferro;

[9] per eseguire su di essi il giudizio già scritto:
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.
Alleluia.

150

[1] Alleluia.
Lodate il Signore nel suo santuario,
lodatelo nel firmamento della sua potenza.

[2] Lodatelo per i suoi prodigi,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

[3] Lodatelo con squilli di tromba,
lodatelo con arpa e cetra;

[4] lodatelo con timpani e danze,
lodatelo sulle corde e sui flauti.

[5] Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti;
ogni vivente dia lode al Signore.
Alleluia.

PROVERBI

1

[1] Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d'Israele,

[2] per conoscere la sapienza e la disciplina,
per capire i detti profondi,

[3] per acquistare un'istruzione illuminata,
equità, giustizia e rettitudine,

[4] per dare agli inesperti l'accortezza,
ai giovani conoscenza e riflessione.

[5] Ascolti il saggio e aumenterà il sapere,
e l'uomo accorto acquisterà il dono del consiglio,

[6] per comprendere proverbi e allegorie,
le massime dei saggi e i loro enigmi.

[7] Il timore del Signore è il principio della scienza;
gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione.

[8] Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre
e non disprezzare l'insegnamento di tua madre,

[9] perché saranno una corona graziosa sul tuo capo
e monili per il tuo collo.

[10] Figlio mio, se i peccatori ti vogliono traviare,
non acconsentire!

[11] Se ti dicono: "Vieni con noi,
complottiamo per spargere sangue,
insidiamo impunemente l'innocente,

[12] inghiottiamoli vivi come gli inferi,
interi, come coloro che scendon nella fossa;

[13] troveremo ogni specie di beni preziosi,
riempiremo di bottino le nostre case;

[14] tu getterai la sorte insieme con noi,
una sola borsa avremo in comune",

[15] figlio mio, non andare per la loro strada,
tieni lontano il piede dai loro sentieri!

[16] I loro passi infatti corrono verso il male
e si affrettano a spargere il sangue.

[17] Invano si tende la rete
sotto gli occhi degli uccelli.

[18] Ma costoro complottano contro il proprio sangue,
pongono agguati contro se stessi.

[19] Tale è la fine di chi si dà alla rapina;
la cupidigia toglie di mezzo colui che ne è dominato.

[20] La Sapienza grida per le strade
nelle piazze fa udire la voce;

[21] dall'alto delle mura essa chiama,
pronunzia i suoi detti alle porte della città:

[22] "Fino a quando, o inesperti, amerete l'inesperienza
e i beffardi si compiaceranno delle loro beffe
e gli sciocchi avranno in odio la scienza?

[23] Volgetevi alle mie esortazioni:
ecco, io effonderò il mio spirito su di voi
e vi manifesterò le mie parole.

[24] Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato,
ho steso la mano e nessuno ci ha fatto attenzione;

[25] avete trascurato ogni mio consiglio
e la mia esortazione non avete accolto;

[26] anch'io riderò delle vostre sventure,
mi farò beffe quando su di voi verrà la paura,

[27] quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore,
quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano,
quando vi colpirà l'angoscia e la tribolazione.

[28] Allora mi invocheranno, ma io non risponderò,
mi cercheranno, ma non mi troveranno.

[29] Poiché hanno odiato la sapienza
e non hanno amato il timore del Signore;

[30] non hanno accettato il mio consiglio
e hanno disprezzato tutte le mie esortazioni;

[31] mangeranno il frutto della loro condotta
e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni.

[32] Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà
e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire;
ma chi ascolta me vivrà tranquillo
e sicuro dal timore del male".

2

[1] Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,

[2] tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,

[3] se appunto invocherai l'intelligenza
e chiamerai la saggezza,

[4] se la ricercherai come l'argento
e per essa scaverai come per i tesori,

[5] allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la scienza di Dio,

[6] perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca esce scienza e prudenza.

[7] Egli riserva ai giusti la sua protezione,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,

[8] vegliando sui sentieri della giustizia
e custodendo le vie dei suoi amici.

[9] Allora comprenderai l'equità e la giustizia,
e la rettitudine con tutte le vie del bene,

[10] perché la sapienza entrerà nel tuo cuore
e la scienza delizierà il tuo animo.

[11] La riflessione ti custodirà
e l'intelligenza veglierà su di te,

[12] per salvarti dalla via del male,
dall'uomo che parla di propositi perversi,

[13] da coloro che abbandonano i retti sentieri
per camminare nelle vie delle tenebre,

[14] che godono nel fare il male,
gioiscono dei loro propositi perversi;

[15] i cui sentieri sono tortuosi
e le cui strade sono oblique,

[16] per salvarti dalla donna straniera,
dalla forestiera che ha parole seducenti,

[17] che abbandona il compagno della sua giovinezza
e dimentica l'alleanza con il suo Dio.

[18] La sua casa conduce verso la morte
e verso il regno delle ombre i suoi sentieri.

[19] Quanti vanno da lei non fanno ritorno,
non raggiungono i sentieri della vita.

[20] Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni
e ti atterrai ai sentieri dei giusti,

[21] perché gli uomini retti abiteranno nel paese
e gli integri vi resteranno,

[22] ma i malvagi saranno sterminati dalla terra,
gli infedeli ne saranno strappati.

3

[1] Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento
e il tuo cuore custodisca i miei precetti,

[2] perché lunghi giorni e anni di vita
e pace ti porteranno.

[3] Bontà e fedeltà non ti abbandonino;
lègale intorno al tuo collo,
scrivile sulla tavola del tuo cuore,

[4] e otterrai favore e buon successo
agli occhi di Dio e degli uomini.

[5] Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza;

[6] in tutti i tuoi passi pensa a lui
ed egli appianerà i tuoi sentieri.

[7] Non credere di essere saggio,
temi il Signore e stà lontano dal male.

[8] Salute sarà per il tuo corpo
e un refrigerio per le tue ossa.

[9] Onora il Signore con i tuoi averi
e con le primizie di tutti i tuoi raccolti;

[10] i tuoi granai si riempiranno di grano
e i tuoi tini traboccheranno di mosto.

[11] Figlio mio, non disprezzare l'istruzione del Signore
e non aver a noia la sua esortazione,

[12] perché il Signore corregge chi ama,
come un padre il figlio prediletto.

[13] Beato l'uomo che ha trovato la sapienza
e il mortale che ha acquistato la prudenza,

[14] perché il suo possesso
è preferibile a quello dell'argento
e il suo provento a quello dell'oro.

[15] Essa è più preziosa delle perle
e neppure l'oggetto più caro la uguaglia.

[16] Lunghi giorni sono nella sua destra
e nella sua sinistra ricchezza e onore;

[17] le sue vie sono vie deliziose
e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.

[18] È un albero di vita per chi ad essa s'attiene
e chi ad essa si stringe è beato.

[19] Il Signore ha fondato la terra con la sapienza,
ha consolidato i cieli con intelligenza;

[20] dalla sua scienza sono stati aperti gli abissi
e le nubi stillano rugiada.

[21] Figlio mio, conserva il consiglio e la riflessione,
né si allontanino mai dai tuoi occhi:

[22] saranno vita per te
e grazia per il tuo collo.

[23] Allora camminerai sicuro per la tua strada
e il tuo piede non inciamperà.

[24] Se ti coricherai, non avrai da temere;
se ti coricherai, il tuo sonno sarà dolce.

[25] Non temerai per uno spavento improvviso,
né per la rovina degli empi quando verrà,

[26] perché il Signore sarà la tua sicurezza,
preserverà il tuo piede dal laccio.

[27] Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno,
se è in tuo potere il farlo.

[28] Non dire al tuo prossimo:
"Và, ripassa, te lo darò domani",
se tu hai ciò che ti chiede.

[29] Non tramare il male contro il tuo prossimo
mentre egli dimora fiducioso presso di te.

[30] Non litigare senza motivo con nessuno,
se non ti ha fatto nulla di male.

[31] Non invidiare l'uomo violento
e non imitare affatto la sua condotta,

[32] perché il Signore ha in abominio il malvagio,
mentre la sua amicizia è per i giusti.

[33] La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio,
mentre egli benedice la dimora dei giusti.

[34] Dei beffardi egli si fa beffe
e agli umili concede la grazia.

[35] I saggi possiederanno onore
ma gli stolti riceveranno ignominia.

4

[1] Ascoltate, o figli, l'istruzione di un padre
e fate attenzione per conoscere la verità,

[2] poiché io vi do una buona dottrina;
non abbandonate il mio insegnamento.

[3] Anch'io sono stato un figlio per mio padre,
tenero e caro agli occhi di mia madre.

[4] Egli mi istruiva dicendomi:
"Il tuo cuore ritenga le mie parole;
custodisci i miei precetti e vivrai.

[5] Acquista la sapienza, acquista l'intelligenza;
non dimenticare le parole della mia bocca
e non allontanartene mai.

[6] Non abbandonarla ed essa ti custodirà,
amala e veglierà su di te.

[7] Principio della sapienza: acquista la sapienza;
a costo di tutto ciò che possiedi
acquista l'intelligenza.

[8] Stimala ed essa ti esalterà,
sarà la tua gloria, se l'abbraccerai.

[9] Una corona di grazia porrà sul tuo capo,
con un diadema di gloria ti cingerà".

[10] Ascolta, figlio mio, e accogli le mie parole
ed esse moltiplicheranno gli anni della tua vita.

[11] Ti indico la via della sapienza;
ti guido per i sentieri della rettitudine.

[12] Quando cammini non saranno intralciati i tuoi passi,
e se corri, non inciamperai.

[13] Attieniti alla disciplina, non lasciarla,
pràticala, perché essa è la tua vita.

[14] Non battere la strada degli empi
e non procedere per la via dei malvagi.

[15] Evita quella strada, non passarvi,
stà lontano e passa oltre.

[16] Essi non dormono, se non fanno del male;
non si lasciano prendere dal sonno,
se non fanno cadere qualcuno;

[17] mangiano il pane dell'empietà
e bevono il vino della violenza.

[18] La strada dei giusti è come la luce dell'alba,
che aumenta lo splendore fino al meriggio.

[19] La via degli empi è come l'oscurità:
non sanno dove saranno spinti a cadere.

[20] Figlio mio, fà attenzione alle mie parole,
porgi l'orecchio ai miei detti;

[21] non perderli mai di vista,
custodiscili nel tuo cuore,

[22] perché essi sono vita per chi li trova
e salute per tutto il suo corpo.

[23] Con ogni cura vigila sul cuore
perché da esso sgorga la vita.

[24] Tieni lungi da te la bocca perversa
e allontana da te le labbra fallaci.

[25] I tuoi occhi guardino diritto
e le tue pupille mirino diritto davanti a te.

[26] Bada alla strada dove metti il piede
e tutte le tue vie siano ben rassodate.

[27] Non deviare né a destra né a sinistra,
tieni lontano il piede dal male.

5

[1] Figlio mio, fà attenzione alla mia sapienza
e porgi l'orecchio alla mia intelligenza,

[2] perché tu possa seguire le mie riflessioni
e le tue labbra custodiscano la scienza.

[3] Stillano miele le labbra di una straniera
e più viscida dell'olio è la sua bocca;

[4] ma ciò che segue è amaro come assenzio,
pungente come spada a doppio taglio.

[5] I suoi piedi scendono verso la morte,
i suoi passi conducono agli inferi.

[6] Per timore che tu guardi al sentiero della vita,
le sue vie volgono qua e là; essa non se ne cura.

[7] Ora, figlio mio, ascoltami
e non allontanarti dalle parole della mia bocca.

[8] Tieni lontano da lei il tuo cammino
e non avvicinarti alla porta della sua casa,

[9] per non mettere in balìa di altri il tuo vigore
e i tuoi anni in balìa di un uomo crudele,

[10] perché non si sazino dei tuoi beni gli estranei,
non finiscano le tue fatiche in casa di un forestiero

[11] e tu non gema sulla tua sorte,
quando verranno meno il tuo corpo e la tua carne,

[12] e dica: "Perché mai ho odiato la disciplina
e il mio cuore ha disprezzato la correzione?

[13] Non ho ascoltato la voce dei miei maestri,
non ho prestato orecchio a chi m'istruiva.

[14] Per poco non mi son trovato nel colmo dei mali
in mezzo alla folla e all'assemblea".

[15] Bevi l'acqua della tua cisterna
e quella che zampilla dal tuo pozzo,

[16] perché le tue sorgenti non scorrano al di fuori,
i tuoi ruscelli nelle pubbliche piazze,

[17] ma siano per te solo
e non per degli estranei insieme a te.

[18] Sia benedetta la tua sorgente;
trova gioia nella donna della tua giovinezza:

[19] cerva amabile, gazzella graziosa,
essa s'intrattenga con te;
le sue tenerezze ti inebrino sempre;
sii tu sempre invaghito del suo amore!

[20] Perché, figlio mio, invaghirti d'una straniera
e stringerti al petto di un'estranea?

[21] Poiché gli occhi del Signore osservano le vie dell'uomo
ed egli vede tutti i suoi sentieri.

[22] L'empio è preda delle sue iniquità,
è catturato con le funi del suo peccato.

[23] Egli morirà per mancanza di disciplina,
si perderà per la sua grande stoltezza.

6

[1] Figlio mio, se hai garantito per il tuo prossimo,
se hai dato la tua mano per un estraneo,

[2] se ti sei legato con le parole delle tue labbra
e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca,

[3] figlio mio, fà così per liberartene:
poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo,
và, gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo;

[4] non concedere sonno ai tuoi occhi
né riposo alle tue palpebre,

[5] lìberatene come la gazzella dal laccio,
come un uccello dalle mani del cacciatore.

[6] Và dalla formica, o pigro,
guarda le sue abitudini e diventa saggio.

[7] Essa non ha né capo,
né sorvegliante, né padrone,

[8] eppure d'estate si provvede il vitto,
al tempo della mietitura accumula il cibo.

[9] Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire?
Quando ti scuoterai dal sonno?

[10] Un pò dormire, un pò sonnecchiare,
un pò incrociare le braccia per riposare

[11] e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo,
e l'indigenza, come un mendicante.

[12] Il perverso, uomo iniquo,
va con la bocca distorta,

[13] ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi
e fa cenni con le dita.

[14] Cova propositi malvagi nel cuore,
in ogni tempo suscita liti.

[15] Per questo improvvisa verrà la sua rovina,
in un attimo crollerà senza rimedio.

[16] Sei cose odia il Signore,
anzi sette gli sono in abominio:

[17] occhi alteri, lingua bugiarda,
mani che versano sangue innocente,

[18] cuore che trama iniqui progetti,
piedi che corrono rapidi verso il male,

[19] falso testimone che diffonde menzogne
e chi provoca litigi tra fratelli.

[20] Figlio mio, osserva il comando di tuo padre,
non disprezzare l'insegnamento di tua madre.

[21] Fissali sempre nel tuo cuore,
appendili al collo.

[22] Quando cammini ti guideranno,
quando riposi veglieranno su di te,
quando ti desti ti parleranno;

[23] poiché il comando è una lampada
e l'insegnamento una luce
e un sentiero di vita le correzioni della disciplina,

[24] per preservarti dalla donna altrui,
dalle lusinghe di una straniera.

[25] Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza;
non lasciarti adescare dai suoi sguardi,

[26] perché, se la prostituta cerca un pezzo di pane,
la maritata mira a una vita preziosa.

[27] Si può portare il fuoco sul petto
senza bruciarsi le vesti

[28] o camminare sulla brace
senza scottarsi i piedi?

[29] Così chi si accosta alla donna altrui,
chi la tocca, non resterà impunito.

[30] Non si disapprova un ladro, se ruba
per soddisfare l'appetito quando ha fame;

[31] eppure, se è preso, dovrà restituire sette volte,
consegnare tutti i beni della sua casa.

[32] Ma l'adultero è privo di senno;
solo chi vuole rovinare se stesso agisce così.

[33] Incontrerà percosse e disonore,
la sua vergogna non sarà cancellata,

[34] poiché la gelosia accende lo sdegno del marito,
che non avrà pietà nel giorno della vendetta;

[35] non vorrà accettare alcun compenso,
rifiuterà ogni dono, anche se grande.

7

[1] Figlio mio, custodisci le mie parole
e fà tesoro dei miei precetti.

[2] Osserva i miei precetti e vivrai,
il mio insegnamento sia come la pupilla dei tuoi occhi.

[3] Lègali alle tue dita,
scrivili sulla tavola del tuo cuore.

[4] Dì alla sapienza: "Tu sei mia sorella",
e chiama amica l'intelligenza,

[5] perché ti preservi dalla donna forestiera,
dalla straniera che ha parole di lusinga.

[6] Mentre dalla finestra della mia casa
stavo osservando dietro le grate,

[7] ecco vidi fra gli inesperti,
scorsi fra i giovani un dissennato.

[8] Passava per la piazza, accanto all'angolo della straniera,
e s'incamminava verso la casa di lei,

[9] all'imbrunire, al declinare del giorno,
all'apparir della notte e del buio.

[10] Ecco farglisi incontro una donna,
in vesti di prostituta e la dissimulazione nel cuore.

[11] Essa è audace e insolente,
non sa tenere i piedi in casa sua.

[12] Ora è per la strada, ora per le piazze,
ad ogni angolo sta in agguato.

[13] Lo afferra, lo bacia
e con sfacciataggine gli dice:

[14] "Dovevo offrire sacrifici di comunione;
oggi ho sciolto i miei voti;

[15] per questo sono uscita incontro a te
per cercarti e ti ho trovato.

[16] Ho messo coperte soffici sul mio letto,
tela fine d'Egitto;

[17] ho profumato il mio giaciglio di mirra,
di àloe e di cinnamòmo.

[18] Vieni, inebriamoci d'amore fino al mattino,
godiamoci insieme amorosi piaceri,

[19] poiché mio marito non è in casa,
è partito per un lungo viaggio,

[20] ha portato con sé il sacchetto del denaro,
tornerà a casa il giorno del plenilunio".

[21] Lo lusinga con tante moine,
lo seduce con labbra lascive;

[22] egli incauto la segue,
come un bue va al macello;
come un cervo preso al laccio,

[23] finché una freccia non gli lacera il fegato;
come un uccello che si precipita nella rete
e non sa che è in pericolo la sua vita.

[24] Ora, figlio mio, ascoltami,
fà attenzione alle parole della mia bocca.

[25] Il tuo cuore non si volga verso le sue vie,
non aggirarti per i suoi sentieri,

[26] perché molti ne ha fatti cadere trafitti
ed erano vigorose tutte le sue vittime.

[27] La sua casa è la strada per gli inferi,
che scende nelle camere della morte.

8

[1] La Sapienza forse non chiama
e la prudenza non fa udir la voce?

[2] In cima alle alture, lungo la via,
nei crocicchi delle stra